In occasione della ricorrenza del 17 febbraio, la comunità di Verona ha organizzato una visita alle valli valdesi.

Condividiamo di seguito alcune note sulle origini della festa e informazioni logistiche per chi si è iscritto (i posti sono esauriti).

“…Fra tutte le date della propria storia la comunità valdese ha scelto come momento significativo di memoria il 17 febbraio. Si tratta del giorno in cui con Lettere Patenti Carlo Alberto poneva fine nel 1848 a secoli di discriminazione riconoscendo ai suoi sudditi valdesi i diritti civili e politici. L’evento fu segnalato allora con grandi manifestazioni e secondo la prassi del tempo con fuochi (i classici falò). 
La giornata è segnata con attività di vario genere: un servizio religioso, concerti, incontri e serate comunitarie; la sera precedente vi è l’accensione di falò sulle alture.

Negli ultimi anni però questa data è uscita dall’ambito valdese assumendo significato emblematico anche per gli altri evangelici italiani.
Anzitutto per ricordare che la libertà religiosa è la matrice non l’appendice delle libertà civili: prima c’è la coscienza religiosa poi viene la politica, l’economia, il lavoro e il pensiero. 
In secondo luogo per ricordare che la tolleranza è una concessione del Potere, ma la libertà è una conquista della coscienza. Lo Stato può concedere spazi controllati ma il vivere da uomini liberi, non solo di dire e fare liberamente ma di 
essere liberi, è il risultato di una lunga battaglia, mai conclusa.” (Fonte: chiesavaldese.org)

Informazioni utili per i partecipanti: partenza il 16 febbraio 2019 alle ore 8.15 dal parcheggio B dello Stadio; alle ore 8.30 al Tempio Votivo di fronte alla Stazione Porta Nuova ed alle ore 8.45 al casello di Verona Nord. Arrivo a Torre Pellice entro le ore 13 e pranzo al sacco (ci sono tantissimi piccoli ristorantini, bar, negozietti dove poter mangiare). Possibile visita guidata al Tempio, alla Casa Valdese e al Museo di Torre Pellice. Ore 16.30 rientro a Bobbio Pellice all’ albergo. Ore 18 raduno per la Fiaccolata Storica, canti, rievocazione storica, vin brulè e cioccolata calda. Ritorno in albergo e cena. Domenica 17 febbraio partecipazione al Culto insieme alla Chiesa di Bobbio Pellice e condivisione del pranzo tradizionale. Dopo pranzo partenza per rientrare a Verona entro le 20.

Presso il tempio valdese in via Duomo, angolo via Pigna a Verona, il giorno 9 febbraio 2019, con inizio alle 20.30 sarà presentato dell’autore Sergio Manna il testo “L’ascolto che cura, la Parola che guarisce” . L’incontro sarà moderato dalla predicatrice Erica Sfredda.

Frutto di studi di teologia pastorale e soprattutto di riflessioni sulle esperienze maturate sul campo in vent’anni di pratica pastorale in ambito comunitario e clinico, il libro di Sergio Manna propone un approccio pratico ed efficace alla cura e all’assistenza umana e spirituale delle persone che soffrono, di anziani, malati, morenti, dei loro familiari e di quanti a diverso titolo, operano in questo ambito.

L’ingresso è libero.

Il giorno 24 gennaio 2019 si terrà a Milano presso il centro congressi della fondazione Cariplo in via Romagnosi 8, con inizio alle ore 9, il convegno nazionale della diaconia valdese dal titolo “S-CONFINATE IN LIBERTÀ”.

L’evento, con relatori d’eccezione (vedi programma sottoriportato) rappresenta l’opportunità di guardare ai cambiamenti sociali come occasioni di sviluppo alla luce dei diritti fondamentali di libertà di espatrio, ritorno, residenza e spostamento sanciti dalla dichiarazione universale dei diritti umani.

L’iscrizione (disponibile al link riportato nella locandina) è gratuita è disponibile fino ad esaurimento posti.

Nell’ambito dei corsi organizzati dall’università dell’età libera, a cura dell’assessorato alle politiche sociali del comune di Rovereto, si terrà mercoledì 23 gennaio 2019 , dalle 16.30 alle 18.30, in via Cavour angolo via Flaim a Rovereto (TN), l’incontro dal titolo “La fede cristiana evangelica nella storia e nel presente della chiesa valdese”.

Nel corso della presentazione a cura di Alessandro Serena, rappresentante per il Trentino della chiesa valdese, unione delle chiese metodiste e valdesi, saranno presentate le origini ed il presente della chiesa valdese, con particolare riferimento ai temi della fede cristiana evangelica. Un percorso che attraverserà otto secoli di storia: da Valdo di Lione a Lutero e Calvino, per approdare alla chiesa valdese come appare oggi, nei suoi contenuti e nella sua forma.

Di seguito la scheda di presentazione dell’incontro: la-fede-cristiana-evangelica.pdf .

E’ necessaria l’iscrizione -gratuita- da effettuarsi obbligatoriamente nei giorni dal 7 al 10 gennaio 2019, secondo le modalità indicate al link del comune di Rovereto riportato di seguito:

http://www.comune.rovereto.tn.it/Vivi-la-citta/Persona/Calendario-eventi-per-la-persona/Universita-dell-Eta-Libera .

Le chiese metodiste e valdesi si sostengono in modo autonomo senza contributi da parte dello stato, questo perché riteniamo che l’indipendenza da finanziamenti esterni sia condizione per l’esercizio di una reale libertà. Quanto si riceve dai fondi dell’ otto per mille non viene in alcuna maniera impiegato per finalità di culto  quali la costruzione o la manutenzione delle chiese o per il pagamento degli stipendi delle pastore o dei pastori;  il ricavato infatti è impiegato per promuovere progetti sui temi della pace, dello sviluppo, dell’istruzione , dell’informazione e della solidarietà.

Le chiese metodiste e valdesi si  automantengono, secondo  il principio di responsabilità, abbracciato da chi entra a fare parte della chiesa, che impegna tutte e tutti a sostenerla anche economicamente. “Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene,  come sta scritto: ha largheggiato, ha dato ai poveri; la sua giustizia dura in eterno. “(2 Cor 9,7-9)

La chiesa valdese di Verona contribuisce all’autonomia della chiesa tutta, grazie al contributo dei suoi membri, garantendo quindi anch’essa  che i soldi dei contribuenti siano impiegati solo per aiutare  il prossimo. Sostenere economicamente la nostra chiesa risponde di conseguenza non solo a necessità  economiche di pareggio di bilancio ma serve anche a professare concretamente valori che sono sì cristiani ma anche  universali: aiutare gli ultimi, in piena libertà.

Rivolgiamo quindi un appello al sostegno economico, rivolto  alle sorelle, ai fratelli, ai simpatizzanti che professano Cristo ma che riteniamo interessi tutte le persone che si identificano nei valori della  solidarietà e della fratellanza del genere umano.

I versamenti possono essere effettuati sul c/c IBAN: IT80H0200811770000011081581, intestato alla Chiesa Evangelica Valdese di Verona.

Il consiglio ecumenico delle chiese, che rappresenta a livello globale la maggior parte delle chiese cristiane, ha rilasciato il 7 novembre scorso una  Dichiarazione sull’improrogabile sfida della trasformazione economica.

Di seguito il testo del documento:

Dichiarazione sull’improrogabile sfida della trasformazione economica: a 10 anni dalla crisi finanziaria globale

Il comitato esecutivo del Consiglio Ecumenico delle Chiese riunitosi a Uppsala, in Svezia, dal 2 all’8 novembre 2018, evidenzia che quest’anno ricorre il decimo anniversario della crisi finanziaria globale, le cui conseguenze, ancora perduranti, includono: livelli crescenti di disparità di reddito, maggiore concentrazione della ricchezza nelle mani di un gruppo sempre più piccolo di élite economiche, accresciuta precarietà economica per una larga maggioranza della popolazione mondiale, disoccupazione giovanile diffusa, aumento del debito pubblico, instabilità sociale e politica e aumento delle forze politiche populiste in molti contesti a livello mondiale.

Constatiamo che praticamente nessuno dei protagonisti decisivi nelle pratiche che hanno generato la crisi sono stati ritenuti responsabili del danno globale generato, che il tempismo politico all’indomani della crisi nell’operare riforme sistemiche delle politiche e delle pratiche economiche è ampiamente mancato, e che le pochissime misure normative messe in atto dopo la crisi sono state poi ricondotte alla situazione precedente.
La spregiudicata avidità di pochi irresponsabili continua a creare rischi che minacciano il futuro di molti, e le condizioni per un’altra crisi finanziaria ed economica globale, di dimensioni ancora maggiori, stanno insorgendo velocemente.
Sottolineiamo inoltre, che oggi molti governi stanno rientrando in una crisi debitoria e faticano per finanziare gli obiettivi di sviluppo sostenibile; ciò è dovuto in parte alla corruzione, all’evasione delle imposte da parte delle imprese, alle agevolazioni fiscali e al restringimento della basi imponibili.
Rimarchiamo inoltre che l’urgente sfida dei cambiamenti climatici esige un sistema finanziario ed economico globale che applichi nuovi indicatori economici (diversi dal prodotto interno lordo incentrato sulla crescita) che tengano conto degli impatti sociali ed ecologici, che privilegino gli investimenti nella sostenibilità ecologica; un sistema che riduca la dipendenza dal debito in modo da liberare risorse per il rinnovamento sociale ed ecologico. Questa sfida è stata drammaticamente sottolineata di recente da una relazione speciale del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) delle Nazioni Unite sugli impatti del riscaldamento globale di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, la quale documenta che evitare impatti catastrofici dei cambiamenti climatici richiederà la trasformazione del l’economia mondiale a una velocità e portata senza precedenti.
Il comitato esecutivo del CEC pertanto:
Rinnova il proprio ripetuto appello a una nuova architettura finanziaria ed economica internazionale; verso un’economia della vita che colleghi la finanza all’economia reale, che tenga conto degli impatti sociali ed ecologici e ponga limiti efficaci all’avidità.

Chiede una regolamentazione efficace e una vera rendicontazione per quei soggetti ed istituti- comprese le società transnazionali e le istituzioni finanziarie considerate “troppo grandi per fallire” – la cui avidità e le cui pratiche corrotte hanno creato e continuano a creare rischi di dilaganti e disastrose crisi ed instabilità economica e di privare le nazioni delle risorse necessarie per uno sviluppo equo e sostenibile.

Incoraggia gli sforzi del CEC, della Comunione Mondiale delle Chiese Riformate (WCRC), del Consiglio per la Missione Mondiale (CWM) e della Federazione Luterana Mondiale (LWF) per una Nuova Architettura Finanziaria ed Economica Internazionale (NIFEA), e di tutte le chiese e dei partner ecumenici e interreligiosi che operano in questa direzione.

Conferma il lavoro del gruppo ecumenico su NIFEA e la Scuola Ecumenica su “Amministrazione, Economia e Gestione a favore di un’Economia della Vita allo scopo di creare cultura e competenze economiche all’interno delle chiese dotando i partecipanti di strumenti e linguaggio atti a promuovere efficacemente le stringenti e necessarie trasformazioni nel settore finanziario ed economico globale.

Domanda al CEC di collaborare con i vari interlocutori ecumenici ed altri nella convocazione di concertazioni più ampie per la trasformazione economica e finanziaria – coinvolgendo le diverse categorie di competenze rappresentate all’interno delle chiese – anche nei settori della (1) tassazione come strumento per promuovere la ridistribuzione, la responsabilità e la sostenibilità; (2) regolazione e democratizzazione della finanza; e (3) economia post-crescita.

 

Lo scorso 5 dicembre la chiesa valdese, unione delle chiese metodiste e valdesi in Italia,

ha diffuso a mezzo del moderatore della tavola valdese Past. Eugenio Bernardini e della presidente

dell’OPCEMI Past. Mirella Manocchio

il documento del Consiglio ecumenico delle

Chiese (CEC) sul tema della violenza contro le donne.

 

Il documento, redatto in occasione della
consultazione mondiale sul “Decennio delle chiese in solidarietà con le donne” che si è tenuta
a Kingston (Giamaica) dal 1 al 6 ottobre 2018, è stato approvato dal comitato esecutivo del
CEC conclusosi a Uppsala (Svezia) lo scorso 8 novembre.
Si tratta di un documento importante che riguarda un tema delicato e di assoluta
attualità. Alla sua stesura ha partecipato anche la pastora Letizia Tomassone, presente alla
consultazione di Kingston per conto della Tavola Valdese e dell’Opcemi.

Sono state quindi esortate Le chiese membro e i
partner ecumenici  a condannare la violenza sessuale e di genere e ogni
forma di violenza contro donne, bambini e persone vulnerabili e a dare loro sostegno, nonché
a contrastare i comportamenti che predispongono alla violenza.

Il documento esorta le chiese membro del CEC e i partner ecumenici:
– A condannare o reiterare le loro condanna della violenza sessuale e di genere e di ogni forma di
violenza contro donne, bambine, bambini e persone vulnerabili.
– A dichiarare tale violenza un peccato.
– A compiere sforzi costruttivi per superare gli atteggiamenti che predispongono a tale violenza, tra
cui lo sviluppo di chiare politiche sulle molestie sessuali che dicano chiaramente le conseguenze
per chi compie tali molestie.
– A continuare a lavorare con organizzazioni e gruppi locali che si oppongono a tutte le forme di
violenza sessuale e di genere.
– A dare sostegno nelle diverse forme, anche elaborando percorsi di guarigione dai traumi subiti da
donne, ragazze e altri soggetti vulnerabili a tali violenze nelle loro comunità.

Al link il documento integrale:

dichiar_wcc_violenze_genere2018

 

Qualcuno l’ha definita “teologia pop”, cercando di identificare un genere che accosta senza timori i temi teologici ad elementi della cultura popolare: dal fantasy alla fantascienza e , perchè no, al fumetto d’autore. L’accostamento a prima vista ardito è quello capace -scardinando approcci tradizionali- di spingere alla riflessione. Chi ha detto che la profondità del pensiero non possa essere favorita dalla rottura di schemi consolidati?   In questo solco si muove il testo “Il vangelo secondo Mafalda” di Marco Dal Corso, che lunedì 17 dicembre 2018 alle ore 20,30 presso il tempio valdese di Verona di via Duomo angolo via Pigna, sarà presentato dall’autore in dialogo con la Pastora Laura Testa della chiesa valdese di Verona.

L’ingresso è libero.

Al link la locandina dell’evento:

DalCorso-Mafalda-locandina-b3

Giovedì 22 novembre, con inizio alle 20.30, si terrà presso la chiesa Valdese di Verona in via Duomo – angolo via Pigna, la proiezione del video documentario “Rendene in Bosnia. La transumanza della pace”, per la regia di Nicolò Salvini.

Il progetto di solidarietà sarà presentato da Gianni Rigoni Stern.

 

Protagonisti sono la comunità dei contadini ed allevatori di Suceska (Bosnia Erzegovina) e le manze e manzette di razza Rendena.

Tre stalle ed il film sono stati realizzati con i fondi donati alla chiesa valdese con l’8 per mille.

Sabato 6 ottobre 2018, in occasione dell’avvicinarsi della ricorrenza del termine della prima guerra mondiale, si è tenuta la camminata per la pace a Rovereto, organizzata dal tavolo delle religioni, dal comune di Rovereto e dalla zona pastorale della Vallagarina . Il prof. Camillo Zadra, direttore del museo della guerra di Rovereto ha illustrato all’interno dell’ossario la sua genesi e la funzione, come esso raccolga le spoglie degli innumerevoli soldati i cui resti la terra delle nostre montagne (e non solo),  ha restituito per anni dal termine della guerra. La pioggia non ha impedito ai partecipanti, uniti dalla profonda pietà per i caduti e dal rifiuto di ogni conflitto di recarsi alla campana dei caduti, percorrendo sentieri che un tempo correvano tra le trincee ed oggi sono percorsi da operatori di pace di ogni confessione.

Toccante, coinvolgente, un vero grido con la guerra, stonatura drammatica per l’umanità , lo spettacolo offerto dall’associazione 2GiGa “Armonicamente dal fronte”: la guerra non solo di chi ha combattuto, ma di chi ha atteso a casa, la guerra delle donne, consumate dall’ansia per la sorte dei  mariti , figli e padri lontani. Il dramma di chi ogni giorno aspettava una lettera , una notizia, testimonianza delle donne trentine, di un popolo tacciato spesso di tradimento durante il conflitto dall’una e dall’altra parte;  donne  simbolo di come  le vittime della storia siano sempre e comunque nel mezzo.

E’ seguita la dichiarazione comune per la pace, condivisa dalle singole confessioni presenti (testo nel libretto della manifestazione al link in calce all’articolo). Le note dell’ottimo minicoro di Rovereto hanno risuonato, inframezzando le preghiere dei singoli rappresentanti delle religioni che animano il tavolo: un vero richiamo alla pace da chi per primo ne ha diritto, i bimbi .

Di seguito la preghiera rivolta al Signore a nome della chiesa valdese (scritta dalla past. Laura Testa e pronunciata dal fratello Alessandro Serena):

10 La bontà e la verità si sono incontrate, la giustizia e la pace si sono baciate.

11 La verità germoglia dalla terra e la giustizia guarda dal cielo.

12 Anche il SIGNORE elargirà ogni bene e la nostra terra produrrà il suo frutto.

13 La giustizia camminerà davanti a lui, e seguirà la via dei suoi passi.

(Sal 85:10-13 NRV)

Carissimi fratelli e sorelle riuniti qui oggi vogliamo metterci in ascolto reciproco ed elevare insieme le nostre preghiere al Dio della pace, dell’amore, della verità e della misericordia.

Signore Iddio nostro siamo giunti in questo luogo da strade e da percorsi di vita diversi, ognuno ed ognuna di noi ti ha incontrato in una tradizione specifica, in una religione diversa, eppure ci riconosciamo come parte dell’unica famiglia umana.

Il nostro essere qui stasera indica un cammino che abbiamo intrapreso insieme e che ti chiediamo di benedire e di accompagnare con la tua Presenza: ci ha guidati la speranza comune che Tu desideri la felicità, la realizzazione umana, la comprensione reciproca, e la fine di ogni conflitto.

In questi giorni difficilissimi in cui ancora si parla di confini contesi, di frontiere chiuse, di luoghi in cui rinchiudere gli esseri umani al fine di ergere barriere sempre più alte, noi ci appelliamo a Te, che solo puoi salvare le nostre esistenze, apri i nostri occhi affinché sappiamo riconoscere in ogni anima che vive e respira, il soffio vitale che tu hai messo in noi. Dacci o Signore di poter trovare la via dell’accoglienza di Te, attraverso l’amore per i nostri simili.

Desideriamo ripudiare la guerra, e per farlo abbiamo bisogno di amarci, conoscerci, stimarci e rispettarci: insegnaci o Signore i gesti che incontrano senza ferire, le parole che chiedono senza invadere, l’amore che permette la libertà e la diversità.

Stasera abbiamo ascoltato il suono di una campana molto particolare, perché è stata formata dalla fusione dei cannoni utilizzati per sparare ed uccidere in guerra, una campana che con il suo rintocco in queste valli , ricorda a tutti coloro che l’odono l’orrore della guerra e la calma serena della pace.

Ti chiediamo Signore, sopra ogni cosa, di fare di noi le tue campane viventi, donne e uomini credenti di religioni diverse, che con timbri diversi ricordano e insegnano la pace: attraverso il segno del nostro incontro stasera, attraverso le nostre relazioni affermiamo la fine di ogni settarismo, di volontà di dominio e di scomunica reciproca.

Dio della Vita accogli le nostre preghiere e insegnaci la strada.

Amen

Al termine sono risuonati 100 rintocchi della campana dei caduti: un “mai più” che risuona ogni sera nella valle , perchè risuoni ogni giorno nelle anime.

Di seguito il libretto completo dell’iniziativa distribuito ai partecipanti.

Libretto preghiera interreligiosa – 6 ott 2018

 

 

[foto articolo della fondazione opera della campana]