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Venerdì 1 dicembre ultimo appuntamento del ciclo di conferenze sulla Riforma

Venerdì 1 dicembre, con inizio alle ore 21 presso il tempio valdese di Verona (Via Duomo, angolo via Pigna), si terrà l’ultimo della serie di quattro incontri organizzati dalla chiesa valdese di Verona e dalla comunità evangelica luterana di Verona, in occasione del 500. anniversario della Riforma protestante.

Interverrà Mons. Franco Buzzi con la relazione dal titolo: “La Riforma dal punto di vista cattolico a 500 anni dall’evento”.

La partecipazione è  libera ed aperta a tutti.

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Fondamentalismo d’oltreoceano: dalle origini a “Jesus camp”.

Jesus Camp (sottotitolo: America is being born again) è un documentario realizzato nel 2006 da Rachel Grady e Heidi Ewing che, in uno stile immediato e diretto, senza commento alcuno, permette alle immagini, al loro montaggio ed alle parole dei protagonisti di fornire allo spettatore un’idea di quell’evangelismo nordamericano che anima, religiosamente e politicamente una parte importante degli USA. Sappiamo che sotto l’ampia definizione di protestantesimo si comprendono denominazioni anche molto diverse tra loro, nella teologia, nell’esegesi e nella prassi, contribuendo a caratterizzare quella diversità che fino dalle sue origini è intrinseca alla libertà della Riforma e che responsabilizza in maniera particolare il credente protestante. Responsabilità che viene decisamente meno nella dottrina evidenziata nel documentario.

Il documentario

Il controverso documentario racconta vari momenti di un campo estivo evangelicale per ragazzi, segue tre bambini al “Kids on Fire summer camp”  nella piccolo centro di Devil’s Lake nel Nord Dakota. Il film causò reazioni forti negli Stati Uniti, in particolare in quel mid-west dove il fondamentalismo ha forti radici. Colpiscono le reazioni emotive dei bambini, i toni militareschi, i temi trattati: dal coinvolgimento dei bambini alla lotta contro l’aborto, alla benedizione di una sagoma di George Bush, dai bimbi che incitati gridano “Giudici giusti!”,  alle loro lacrime in quelli che paiono, più che momenti di preghiera, delle fonti di  shock emotivo. La responsabile del campo evidenzia la necessità che i minori siano l’esercito di Dio per fare tornare l’America ai “valori cristiani” conservatori, affermando tra le altre cose che Harry Potter, in quanto mago, nell’epoca dell’Antico Testamento sarebbe stato messo a morte (sic).

Le immagini si commentano da sole e consentono a noi di comprendere meglio uno degli elementi che ha probabilmente contribuito a portare al potere l’attuale amministrazione americana ma anche di  riflettere sul fondamentalismo  come fenomeno storico.

Il fondamentalismo

L’interessante testo “Elogio del dubbio. Come avere convinzioni senza diventare fanatici. ” di P. Berger, A. Zijderveld (edizioni Il Mulino, 2011) ci aiuta a contestualizzare il fondamentalismo di oggi, osservandone la genesi. Gli autori riportano infatti come una serie di opuscoli, diffusi all’inizio del XX secolo negli Stati Uniti, a difesa del protestantesimo conservatore , “i fondamenti”, abbia originato il termine. Il fondamentalismo è descritto come  fenomeno reattivo che a differenza della tradizione sorge quand’essa è messa in discussione, ovvero minacciata; di conseguenza chi costituisce tale minaccia deve essere convertito, segregato, reso innocuo.  Il modello reconquista è quello in cui i fondamentalisti tentano di conquistare una società , alternativo a quello settario in cui si cerca di consolidare le proprie certezze in una comunità ristretta. Il primo modello si declina nel totalitarismo , necessario alla sua sussistenza, che a differenza dell’autoritarismo penetra ogni ambito della vita civile. Il modello settario, se da un lato ha una forza intrinseca legata a barriere mentali non facili da superare per gli adepti che volessero liberarsene, vede nella sua istituzionalizzazione e trasformazione in chiesa (sia che si tratti di valori religiosi o secolari) la sua possibile evoluzione e quindi la sua fine. Due le condizioni imposte dai gruppi fondamentalisti: nessuna comunicazione con gli esterni, nessun dubbio. Gli strumenti dispiegati per la tutela del fondamentalismo sono tristemente noti: l’isolamento della setta, la reinterpretazione della vita passata, gli istruttori, i funzionari, l’imposizione di comportamenti condizionanti, l’annichilazione. La pericolosità del fondamentalismo è percepibile secondo gli autori non solo in questi strumenti ma nel fatto che rappresenti una minaccia alla libertà, in particolare dove la libertà è stata istituzionalizzata come nelle democrazie liberali.

Quale sia il modello applicato nel caso del camp evangelicale lo si potrà desumere facilmente visionando il documentario sottoriportato, in inglese sottotitolato in italiano.

Alessandro Serena

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Incontri ecumenici in Trentino dal 3 al 31 ottobre

Serie di incontri ecumenici a cura del Centro Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso di Trento: 

martedì 3 ottobre, ore 18.30, Trento, da piazza Dante a piazza D’Arogno: Camminata in memoria nella giornata per le vittime delle migrazioni

 martedì 3 ottobre, ore 21.00 [come ogni martedì] Trento, Cappella universitaria, via Prepositura:  Preghiera ecumenica nello stile di Taizé

 giovedì 5 ottobre, ore 18.00 Trento, Biblioteca Comunale, via Roma 55: Dante tra induismo ed eresie medievali, anteprima del Religion Today con Maria Soresina

 venerdì 6 ottobre, ore 17.30, Rovereto, Centro Beata Giovanna, via Conciatori : Gruppo ecumenico di lettura biblica

 venerdì 6 ottobre, ore 20.30, Trento, Cattedrale di san Vigilio: Preghiera ecumenica straordinaria con il vescovo Lauro Tisi e il vescovo luterano Karl-Hinrik Manzke nell’ambito del convegno CEI – ELKI, Federazione Chiese Ev. Luterane in Italia  

 lunedì 9 ottobre, ore 17.30, Trento, Vigilianum, via Endrici 14: Il tempo del silenzio. San Romedio e dintorni, in anteprima con il Religion Today filmfestival

 martedì 10 ottobre, ore 19.00, Trento, Cappella universitaria, via Prepositura: Culto evangelico luterano

 domenica 15 ottobre, ore 17.45, Trento, Vigilianum, via Endrici 14: Religion Today filmfestival. Sguardi con il buddista Stefano Bettera, don Mario Gretter, l’imam Kamel Layachi, la pastora Lidia Maggi

 lunedì 23 ottobre, ore 18.00,Trento, Sala Fondazione Caritro, via Garibaldi 33: Mostra. Incontri. Dibattiti nel Centenario della Riforma a cura delle Chiese Ev. Riformate Battiste in Italia

 domenica 29 ottobre, ore 18.00, Trento, Vigilianum, via Endrici 14: Le religioni nella città, incontro del Tavolo delle Appartenenze Religiose

 martedì 31 ottobre, ore 17.30, Trento, Vigilianum, via Endrici 14: Lutero. Mendicante di Dio, dagli scritti a cura di Alfonso Masi

 

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“Da Martin Lutero a Martin Luther King” a Mantova dal 3 al 28 ottobre.

Serie di incontri organizzati dall’I.I.SS. “Carlo d’Arco – Isabella d’Este” di Mantova:

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Sinodo 2017: i contenuti presentati durante il culto di domenica 24 settembre 2017.

Come di consueto si è svolto a Torre Pellice dal 21 al 25 settembre scorsi il sinodo della nostra Chiesa. Secondo le discipline della chiesa valdese, il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo. (DV, art. 27). Esso è costituito dai deputati delle chiese locali, da un numero di pastori equivalente e dai responsabili di particolari settori di attività. Ai membri con voce deliberativa si aggiunge un numero variabile di membri con voce consultiva. Si riunisce ogni anno a Torre Pellice, nelle Valli Valdesi, in provincia di Torino, a partire dalla domenica che precede l’ultimo venerdì di agosto. (Chiesavaldese.org).

In rappresentanza della chiesa di Verona ha partecipato in qualità di deputato il nostro fratello Roberto Mellone, al quale va la gratitudine della nostra comunità per l’impegno che si è assunto e che ha reso un puntuale servizio anche nel riferirne i contenuti nel corso del culto odierno. Presenze impegnative al sinodo di quest’anno anche quelle della sorella Erica Sfredda e del fratello Enrico Parizzi, che in qualità di verbalizzanti si sono fatti carico di un compito che li ha visti alternarsi ad altri membri di chiesa nel garantire che discussioni e decisioni fossero correttamente riportate.

Quanto ha riportato oggi Roberto alla nostra comunità, compito non facile dovendo egli sintetizzare in pochi minuti i cinque giorni di lavoro, ha inteso dare un quadro immediato ed efficace dei lavori svolti al sinodo:

“Il Sinodo si occupa di tutti gli aspetti della nostra chiesa, da quelli dottrinali a quelli etici a quelli finanziari, all’attività diaconale; oltre a esaminare quanto fatto nell’anno trascorso, il sinodo traccia le linee guida dell’anno successivo. E’ un indicatore importante del grado di democrazia delle nostre chiese. Il culto di apertura presso il tempio valdese di Torre Pellice è stato tenuto dal Past. Fulvio Ferrario, decano della facoltà valdese di teologia di Roma, celebrazione nella quale è anche avvenuta la consacrazione dei nuovi pastori.

Nel corso del sinodo sono state presentate diverse attività: il vademecum per i consigli di chiesa che traccia una guida su come condurre le assemblee dei consigli di chiesa, i ruoli dei consigli e della comunità. Disponibile in formato PDF è a disposizione dei consiglieri e della comunità.

Con forte evidenza si è trattato il rapporto tra chiesa e diaconia, stimolato da più parti, ravvisandosi la necessità  di una maggiore correlazione tra chiese ed opere, con un invito a prevedere una maggiore partecipazione delle chiese alle attività delle opere di diaconia.

Successivamente il documento sulle famiglie: quello originario del 2011 è stato rivisto alla luce della recente legge sulle unioni civili. E’ stato varato quindi un nuovo documento che riporta delle modifiche rispetto al testo originario, tenendo conto del mutato assetto legislativo. Mentre prima era prevista la benedizione delle coppie eterosessuali ed omoaffettive in assenza di un quadro normativo, ora si prevede la possibilità di effettuare benedizioni di dette coppie ove siano state realizzate unioni civili.

Momento interessante quello ecumenico in cui il rappresentante della CEI ha inteso sottolineare il servizio comune delle nostre chiese, valdese e cattolica, nel servire gli ultimi, come nel caso dei corridoi umanitari e le celebrazioni comuni in occasione dei 500 anni del Riforma.

Tema discusso anche quello sul fine vita attraverso il documento: “E’ la fine? Per me è l’inizio della vita. Eutanasia e suicidio assistito”. Una discussione iniziata molto tempo fa in seno alla nostra chiesa. Già nel 1997 aveva cominciato a porsi il quesito di come vivere gli ultimi momenti della vita non come sofferenza o condanna. Nello spirito comunitario e di democrazia che ci connota, il documento sarà discusso all’interno delle chiese nel corso dell’anno, le relative osservazioni saranno affrontate nel corso del prossimo sinodo, prima che sia assunta una posizione ufficiale.

Spazio anche alla gestione dei conflitti all’interno delle chiese dove è l’Agape che deve guidarci, come riporta l’apostolo Paolo nella prima lettera ai Corinzi.

Altro tema di spessore sul quale si è argomentato è quello dei migranti, con l’esperienza positiva dei corridoi umanitari: è stato auspicato dal sinodo che l’accordo col governo -che scade a fino anno- venga prolungato di almeno altri 12 mesi . Ricordiamo che il progetto dei corridoi “mediterranean hope” è volto ad individuare persone e famiglie meritevoli di particolare tutela, sottoporre prima del loro ingresso in Italia la documentazione e la loro situazione alle autorità governative e -verificata l’idoneità- prevedere poi a spese della Tavola valdese e della comunità di S. Egidio il loro viaggio ed arrivo in Italia. Si è approfondito il tema emigrazione con la votazione di un documento che riprende la preoccupazione per i fenomeni razzisti in Italia e sollecitando nel contempo l’approvazione definitiva del cosiddetto ius soli presso l’altro ramo del parlamento.

Si è parlato poi di “essere chiesa insieme” dove si auspica un aumento della condivisione, con maggiore partecipazione sia dei nativi che degli immigrati nella vita comunitaria, valorizzando il contributo delle sorelle e fratelli non italiani.

Si è parlato di terrorismo – attraverso un documento votato dal sinodo- ecumenismo e libertà religiosa .

Si è discusso di media e comunicazione: del ruolo ed attività del settimanale Riforma e di radio Beckwith evangelica e di editoria: della casa editrice Claudiana e di Paideia di Brescia.

Si è trattato delle celebrazioni in occasione del cinquecentenario della Riforma protestante, del relativo evento di Milano di giugno e del prossimo meeting a Roma del 28 ottobre prossimo, organizzato dalla Federazione delle chiese evangeliche, che concluderà l’anno di celebrazione.

Si è trattato ampiamente dell’attività della “CSD”: commissione sinodale diaconale, che si occupa di servizio al prossimo, formazione, emigranti , anziani, giovani … . Si è discusso anche del centro Agape e dei lutti che lo hanno colpito recentemente, volendo ricordarne la scomparsa dei responsabili: la Pastora Caterina Duprè, già in servizio presso la nostra chiesa di Verona e del Diacono Demetrio Canale.

Punto vagliato durante il sinodo anche quello dell‘otto per mille: le firme sono molto superiori rispetto al numero di membri di chiesa e simpatizzanti, segno di stima e fiducia per il mondo valdese e di valorizzazione per quanto guida la nostra chiesa, che non impiega il denaro per il mantenimento della chiesa stessa: tutte le risorse sono dedicate al mondo esterno, visto che come sappiamo è con le contribuzioni dei soli membri di chiesa che si affrontano le spese interne: dallo stipendio dei pastori alle bollette, al mantenimento dei luoghi di culto; questo è il nostro impegno .

Durante i giorni del sinodo si sono inoltre ricordati i 50 anni trascorsi dalla prima consacrazione femminile di pastori. Nel 1967 Carmen Trobia e Gianna Sciclone divennero pastore; oggi la rappresentanza di donne nel nostro corpo pastorale è rilevante, proprio perchè 50 anni fa fu presa una decisione che andava contro gli orientamenti dell’epoca.

Gli ultimi giorni del sinodo sono stati infine dedicati alle nomine per i vari incarichi della chiesa. Le conclusioni finali sono state tratte dal moderatore Eugenio Bernardini -confermato per un altro anno- che si è intrattenuto in particolare sul tema ecumenico: la nostra attività non può essere concepita al di fuori del contesto ecumenico nazionale internazionale ed interculturale , ricordando che non siamo gli unici depositari della fede cristiana.”

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Serie di incontri: Lutero, 500 anni dalla Riforma.

Il 31 ottobre 1517 il monaco agostiniano Martin Lutero, secondo la tradizione,  affisse sul portale della chiesa del castello di Wittenberg le sue famose 95 tesi.  L’immagine è suggestiva ed è rimasta nell’immaginario collettivo come un’icona: il temerario monaco che affigge con vigore,  a colpi di martello il documento che riportava con altrettanta forza le tesi destinate a tracciare un solco all’interno della cristianità. In realtà le tesi nacquero come documento accademico: Lutero, professore di Sacra Scrittura presso la locale università pose alla discussione della comunità accademica, come era in uso all’epoca, le proprie idee. Proprie, ma come ebbe occasione di dichiarare pochi anni più tardi di fronte all’imperatore Carlo V nel corso della dieta di Worms, radicate nella fede ed avvinte alla Scrittura: “Io sono vinto dalla mia coscienza e prigioniero della Parola di Dio”. L’intento di Lutero era in realtà non quello di creare una frattura ma di ri-formare:  discutere sulla necessità di  tornare ad un cristianesimo maggiormente conforme alle sue origini.

A quattordici anni di distanza da quel fatidico 31 ottobre,  la chiesa valdese avrebbe aderito alla Riforma protestante nella sua impronta calvinista. Una chiesa già esistente: nel XII secolo un ricco commerciante di Lione cedette tutti i suoi averi per vivere nella povertà evangelica e professare   la fede cristiana con la propria vita e con le proprie parole nella predicazione della Parola di Dio.

Di questo e di altro si parlerà in occasione della serie di  incontri, organizzati in occasione del 500. anniversario della Riforma, che avranno luogo nel corso dei mesi di settembre ed ottobre e promossi dall’ISTITUTO  DI ISTRUZIONE SUPERIORE STATALE MARIE CURIE
di Garda Bussolengo e dall’UNIVERSITÀ DEL TEMPO LIBERO di Garda.

Giovedì 21 settembre 2017, ore 17:30
DEFORMATA REFORMARE
la riforma prima della Riforma
relatore
GIULIO RAMA Liceo Marie Curie

Giovedì 28 settembre 2017, ore 17:30
POTERE E IMMAGINAZIONE
l’incontro (e lo scontro) tra Carlo V e Lutero
relatore
CARLO SANDRELLI Liceo Marie Curie

Giovedì 12 ottobre 2017, ore 17:30
FEDE GRAZIA SCRITTURA
il cuore della Riforma Luterana
relatore
URS MICHALKE, Verona, Pastore della Chiesa Evangelica Luterana in Italia

Giovedì 19 ottobre 2017, ore 17:30
PIETRO VALDO E LA CHIESA VALDESE
una Chiesa della Riforma in Italia
relatrice
LAURA TESTA Pastora della Chiesa Valdese
di Verona

Gli incontri si terranno presso il PALAZZO MUNICIPALE DI GARDA, nella  sala consiliare, Lungolago Regina Adelaide, 15.

L’ingresso è libero.

locandina incontri 500 anni riforma

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Contro ogni razzismo

Le chiese Valdesi di Verona e Mantova – Unione delle chiese Valdesi e Metodiste – esprimono la propria solidarietà piena con coloro che subiscono attacchi razzisti. Non ultimi quelli avvenuti a Verona e Rimini a danni di giovani donne. Desideriamo ricordare che ogni espressione di intolleranza, odio razziale, o discriminazione sono condannate dal Signore Gesù Cristo. Riteniamo che atti intimidatori, violenti e discriminanti vadano isolati, denunciati e mai tollerati. Restiamo uniti nella preghiera a favore delle vittime di tali atti. Crediamo che la pace, l’accoglienza, la fraternità e la giustizia siano capisaldi irrinunciabili della nostra civiltà.

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Lutero – 500 anni dalla Riforma

 

Giovedì 21 settembre 2017, ore 17:30
DEFORMATA REFORMARE
la riforma prima della Riforma
relatore
GIULIO RAMA Liceo Marie Curie

Giovedì 12 ottobre 2017, ore 17:30
FEDE GRAZIA SCRITTURA
il cuore della Riforma Luterana
relatore
URS MICHALKE Pastore della Chiesa Luterana di Verona e Gardone

Giovedì 28 settembre 2017, ore 17:30
POTERE E IMMAGINAZIONE
l’incontro (e lo scontro) tra Carlo V e Lutero
relatore
CARLO SANDRELLI Liceo Marie Curie

Giovedì 19 ottobre 2017, ore 17:30
PIETRO VALDO E LA COMUNITÀ VALDESE
una Chiesa della Riforma in Italia
relatore
LAURA TESTA Pastora della Chiesa Valdese di Verona

 


Sede degli incontri

PALAZZO MUNICIPALE DI GARDA
sala consiliare
Lungolago Regina Adelaide, 15

INGRESSO LIBERO

 

Iniziativa promossa da
ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE STATALE MARIE CURIE
Garda Bussolengo
UNIVERSITÀ DEL TEMPO LIBERO DI GARDA


 

 

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I corridoi umanitari al Festival Biblico 2017

Il Festival Biblico 2017 di Verona avrà come tema la strada. La strada come cammino che segna l’esistenza, quella concreta, ma anche quella psicologica aperta davanti ad ognuno e ognuna di noi. Avere il cammino nel cuore significa non stare fermi, chiusi in un (rassicurante?) immobilismo fatto di abitudini e luoghi comuni, ma mettersi in moto, facendosi coinvolgere non solo dalla meta, ma anche dal cammino stesso. Gioire della e nella strada, significa dare importanza anche al percorso, vivere il “qui ed ora” del viaggio come un dono e una possibilità.
Questo è tanto più vero in un percorso di fede, che non può essere statico, ma che presuppone una continua volontà di conversione al Signore. Questa apertura al cambiamento e la curiosità, la voglia di conoscere, sono stati il presupposto non solo di ogni percorso di fede, ma anche della storia stessa dell’umanità.

Gli uomini e le donne hanno sempre cercato di andare oltre i limiti angusti dei loro territori, con la fantasia e la creatività, ma spesso anche con le gambe. A indurre l’umanità a spostarsi ci sono state cause diverse: la curiosità che ha spinto l’uomo addirittura a esplorare l’universo, intraprendendo viaggi spaziali, la voglia di cercare una vita migliore, la fuga dalla fame o dalle guerre o da una vita ritenuta non adeguata alle proprie aspettative. Un fenomeno che ha caratterizzato la storia di tutti i popoli in tutte le latitudini e che ha sempre arricchito i luoghi di arrivo: si pensi a cosa sarebbero oggi gli Stati Uniti d’America se non avessero ricevuto, per secoli, uomini e donne da tutti i continenti, ma, dall’altra, si pensi a quale contributo massiccio hanno dato gli italiani  al fenomeno migratorio: regioni come il Veneto o la Puglia avrebbero oggi un aspetto totalmente diverso se le loro popolazioni non avessero goduto della possibilità di andare in giro per il mondo a cercare un lavoro migliore, una possibilità concreta, un futuro diverso.

Oggi però il fenomeno migratorio ha assunto tali dimensioni da aver suscitato in molti uomini e donne sentimenti di rifiuto e di paura. E questo ha fatto sì che, proprio nel momento in cui maggiore è stata la richiesta di accoglienza, si sia ridotta moltissimo la capacità di ospitalità di quei paesi che maggiormente rappresenterebbero una speranza per coloro che sono stati scacciati dalla loro terra. Perché accanto a coloro che viaggiano perché vogliono cercare migliori condizioni di vita (come per esempio molti nostri giovani che vanno in Europa o in USA per avere un lavoro più adatto alla loro preparazione), altri sono costretti dalla guerra o da una carestia a lasciare, magari disperati, il proprio Paese. Molti cercano la Vita, semplicemente. E spesso, invece, incontrano la Morte. Perché quando si scappa da un paese in guerra spesso non si ha il tempo di organizzare il viaggio, perché quando si fugge da una carestia, spesso non si hanno i soldi per un biglietto aereo. Perché, infine, i Paesi che dovrebbero accoglierli invece che coordinare e organizzare gli arrivi per tutelare la vita di chi giunge e la sicurezza di chi accoglie, si limitano a impedire l’accesso, chiudendo gli occhi di fronte alle morti disperate, ma soprattutto di fronte ai traffici che uomini e donne senza scrupoli fanno sulla pelle di che cerca aiuto.

I cristiani come possono porsi di fronte a questa enorme richiesta di accoglienza?
Possono restare sordi all’ordine esplicito e più volte espresso sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento (non opprimete la vedova né l’orfano, lo straniero né il povero; nessuno di voi, nel suo cuore, trami il male contro il fratello – Zaccaria 7,10).
Possono non accogliere il comandamento dell’amore, considerato da Gesù il più importante fra tutti e non accogliere in loro l’amore stesso di Cristo (Efesini 3,14-19), che ha dato la propria vita per tutti e tutte?
Evidentemente no! I corridoi umanitari sono un piccolo, minuscolo tentativo di invertire la rotta. La volontà di dare un esempio di quello che si può fare, se solo lo si vuole. Con i corridoi umanitari famiglie particolarmente in difficoltà vengono selezionate e portate in tutta sicurezza in Italia, dove sono inserite in contesti di prima accoglienza, per imparare l’italiano e per conoscere la nostra realtà, e poi avviati a una stabilizzazione maggiore (seconda accoglienza). Questo progetto, nato per primo in Europa, ma oggi imitato dalla Francia e dalla Polonia e ripetuto da altri qui in Italia, è una risposta concreta, fattibile, sicura, per chi arriva e per chi accoglie, una soluzione che chiude il lavoro dei trafficanti, che impedisce le morti, la prostituzione dei corpi, la disperazione di tanti fratelli e sorelle.

A Verona, all’interno del Festival Biblico, sabato 20 maggio alle 18.30 ci sarà un momento di preghiera gestito dalla Chiesa Valdese, che è la finanziatrice del progetto, attraverso una quota importante dei propri fondi 8 per mille, la comunità di sant’Egidio e la Caritas che organizzano nelle varie città italiane, insieme alla Commissione Sinodale per la Diaconia della Chiesa Valdese (l’organismo preposto alle opere diaconali) e alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (che riunisce molte chiese protestanti italiane e che è stata la promotrice e la ideatrice del progetto stesso) l’enorme lavoro di accoglienza e collocamento delle persone in arrivo.
Valdesi e cattolici insieme hanno concretizzato questo importante esperimento di accoglienza e ora insieme pregano il Signore, per chiedere perdono per tutti coloro che sono morti, e per ringraziare per tutti coloro che sono stati salvati. Un momento di riflessione e di preghiera che vuole incoraggiare tutti i presenti e le presenti a vivere in modo diverso, più coerente con la loro fede, questo straordinario fenomeno che è il viaggio e il trasferimento di migliaia di uomini  e donne. Un invito a vedere nell’accoglienza non solo un imperativo per chi si dice cristiano, ma anche una straordinaria possibilità di crescita e di arricchimento.
Erica Sfredda