La Parola è
diventata carne
e ha abitato per un
tempo fra di noi, e noi
abbiamo contemplato
la sua gloria

Giovanni 1,14

«Egli viene, viene fino a te. Sì, per davvero, tu non vai da lui né lo vai a prendere. È troppo alto per te, e troppo lontano. Tutta la tua ricchezza e intelligenza, tutto il tuo impegno e la tua fatica non ti porteranno vicino a lui, in modo che tu non ti vanti che il tuo merito e il tuo valore l’hanno portato a te. Caro amico, tutti i tuoi meriti e il tuo valore sono abbattuti, e non c’è dalla tua parte nulla se non una completa mancanza di merito, e dalla sua parte c’è pura la grazia e la misericordia».

Care sorelle e cari fratelli nel Signore,
le parole che sono riportate all’inizio di questa lettera sono tratte da un sermone di Martin Lutero per il tempo dell’Avvento del 1522 …

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Lettera Natale 2016

Avrà luogo domenica prossima, con inizio alle ore 10 e termine alle 13 la consueta convention natalizia metodista del Nord-Est Italia, presso la CHIESA CRISTIANA EVANGELICA in  Via della Comina, 27 a PORDENONE. Un bus partirà da Porta Vescovo a Verona alle ore 7.30. Le comunità coinvolte sono quelle di Verona, Vicenza, Bassano, Pordenone, Treviso, Conegliano ed Udine. Sono attesi circa duecento sorelle e fratelli delle comunità metodiste e valdesi in quella che è non solo la celebrazione di un culto ma che costituisce anche l’occasione di ritrovarsi e stare insieme. Evento che coinvolge grandemente la componente ghanese della nostra chiesa, ma non solo. Ecco, lo “stare insieme” anima la convention; insieme, uniti in Cristo ritrovando amici e conoscenti che magari non si vedono da tempo, insieme, metodisti e valdesi, insieme, africani ed italiani, nello spirito di Essere Chiesa Insieme.

Per una ragione, semplice : “Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito. ” (1 Cor 12,12).

Quanto viene condiviso è in particolare la gioia, l’incontro col Signore e coi fratelli e le sorelle, nello spirito e nella cultura della condivisione della fede. L’intera comunità ghanese del Nord-est si sposta per incontrarsi seguendo in questo l’esempio di Wesley, che viaggiava per conoscere persone e comunità, confortare, portare la Parola. Il culto sarà celebrato dal Pastore George Ennin, ed il coro nazionale metodista, composto dai vari cori locali contribuirà alla gioia nella lode del Signore.

Stupendo l’augurio che le sorelle ed i fratelli ghanesi  si scambiano in occasione del ritrovo natalizio e che bene esprime fede e desiderio di incontrarsi nella sentita speranza che per il prossimo tutto vada per il meglio : “Afehya pa!”, cui si risponde con :”Ale no betu y3n” (la cifra “3” non è un refuso è usata come carattere nella lingua twi). Poche parole ma dense di significato: all’augurio “Buon reincontro annuale”, la risposta che è possibile tradurre solo ricorrendo a più termini intende: “l’anno prossimo desidero proprio rivederti nella speranza che ci sia qualcosa di bello da festeggiare ancora e nell’augurio che Dio ti sia vicino e  ti dia del bene!”

 

 

Giovedì 8 dicembre 2016, presso la chiesa valdese di Verona di via Duomo, angolo via Pigna, con inizio alle ore 15.45 si terrà un incontro sul tema: “Famiglie, matrimonio, coppie, genitorialità”.  

Dopo una breve introduzione biblica a cura della Pastora Laura Testa, l’argomento sarà trattato da Paola Schellenbaum, membro della “commissione famiglie” della Chiesa evangelica valdese – Unione delle Chiese metodiste e valdesi e seguito da una trattazione dei temi tra i partecipanti e da un un momento conviviale.

La commissione, su incarico della Tavola valdese ricevuto nel 2011 ha -dopo  quattro anni di lavoro- elaborato e presentato il “documento sulle famiglie”, pubblicato in occasione del sinodo valdese del 2015, affrontando così pienamente il tema della comunione di coppia e della vita familiare , nelle diverse forme e configurazioni che la società moderna ci offre.

Il documento riconosce infatti che  “la famiglia è un costrutto sociale e culturale inserito nella storia ed in divenire, non un concetto atemporale” , portando la riflessione  sul fatto che  “Le nuove forme di famiglia sono a volte percepite come una messa in crisi della cosiddetta «famiglia tradizionale», in realtà possono essere un contributo alla riflessione sulla vocazione dei/ delle credenti: si creano così le condizioni per vivere tutte le forme di famiglia in modo cristiano.” Troviamo allora nel testo l’apertura “anche ad altre forme di convivenza duratura, alle seconde nozze, alle famiglie immigrate, alla genitorialità nelle sue diverse articolazioni quali la monogenitorialità, la genitorialità sociale nei casi di famiglie ricomposte o adottive, la cura di soggetti deboli o non completamente autonomi, la convivenza di più generazioni.”

Lo spirito che anima il documento e che è alla base dell’incontro di giovedì prossimo è quindi quello dell’accoglienza, dell’amore, del perdono, secondo l’insegnamento di Chi ha detto: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi darò riposo.” (Mt 11,28) .

Documento integrale sulle famiglie:

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Nel culto di domani, Domenica 13 novembre, celebrato dalla nostra Pastora Laura Testa alle 10.30 presso la chiesa di Verona,  avremo l’occasione di riflettere con attenzione sul tema del giusto rapporto con Dio, della giustizia, della misericordia. Memori di come un vuoto formalismo sia quanto di più lontano il Signore ci chiede, nelle letture bibliche di domani, dal Vangelo secondo Matteo e dal libro di Michea,  risuonerà l’invito a praticare l’amore e la giustizia.

L’oasi di un culto dove la comunità dei fedeli  celebra e prega Dio, che fuori dalla frenesia della quotidianità si mette in ascolto per fare spazio al Signore. Nulla più di questo -ma è Tutto-  celebriamo insieme la domenica: il Dio Vivente che si rende prossimo nella sua Parola.

Domenica 30 ottobre a Verona la Chiesa Valdese e la Chiesa Luterana si sono riunite per un culto condiviso nei locali di via Duomo. Il piccolo storico edificio, di origine medievale, sito nel cuore della città, si è riempito di persone di varia provenienza confessionale. La Chiesa Valdese comprende al suo interno, da circa vent’anni, una significativa presenza di fratelli e sorelle metodisti provenienti dal Ghana. La Chiesa Luterana è composta prevalentemente da persone di origine tedesca, ma è presente al suo interno anche una componente italiana. Inoltre ha partecipato al culto una rappresentanza di persone cattoliche, che rappresentano l’inossidabile, per quanto esiguo, manipolo di irriducibili testimoni del dialogo ecumenico nella città, nonostante le difficoltà del contesto locale. Tra questi era presente anche il delegato della diocesi, don Luca Merlo.

La liturgia è stata presieduta dalla pastora valdese Laura Testa, mentre la predicazione è stata tenuta dal pastore luterano Urs Michalke. Il testo della predicazione, tratto dai capitoli 1 e 3 dell’epistola ai Romani, ci ha permesso di rievocare il significato profondo della Riforma, quel tornare a porre l’accento sulla giustificazione per fede in un momento storico particolarmente difficile e sofferto per tutta la cristianità. E’ stato molto interessante ascoltare, nel sermone, un importante confronto tra la condizione umana del tempo di Lutero e quella del tempo presente. A quell’epoca la “speranza di vita” era minore e la paura della morte spingeva la gente a rincorrere le pratiche anche meno coerenti con la teologia evangelica, pur di assicurarsi la salvezza nella vita futura. Nel tempo presente, al contrario, il progresso tecnologico, lo sviluppo importante della medicina, gli standard di benessere ai quali siamo abituati nella nostra società occidentale sembrano aver dato alle persone un senso di onnipotenza e autosufficienza che poi puntualmente vacilla ad ogni segnale che ci ricorda il limite della nostra condizione umana; motivo per cui la paura è nuovamente al centro delle nostre fragili esistenze, tutte concentrate sulla ricerca del benessere. Una condizione umana che nuovamente ha bisogno dunque di una forte predicazione evangelica e di un affidarsi ai fondamenti della nostra fede, come sono stati così energicamente ribaditi dal riformatore.

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La liturgia è stata vivacizzata da canti di vario tipo, secondo le diverse culture presenti al culto: dal corale luterano alla intonazione del Kyrie, dagli inni metodisti alla vivace animazione musicale e danzante, accompagnata dalle percussioni, al momento della raccolta delle offerte.

 

Nicola Sfredda

Nuovo appuntamento per la serie di concerti che, ormai da inizio estate, si tengono presso la chiesa evangelica valdese di Verona, via Duomo, angolo via Pigna. Anche domenica 11 settembre avremo l’occasione di ascoltare arie celebri, grazie a Nicola Sfredda, autore dell’iniziativa in collaborazione on l’associazione “Amici dell’opera E. Garofalo” di Rovereto. Si spazierà da Vivaldi a Mozart, da Schubert a Verdi in un programma che si annuncia di sicuro interesse per gli amanti del belcanto.

img-20160909-wa0006Elisabetta Dambruoso, Licia Martini, Alessandro Dal Vecchio, Luca Ottolini, Vincenzo Rose, Andrea Segattini, saranno accompagnati al pianoforte da Nicola Sfredda .

L’inizio sarà alle 18, l’ingresso è libero.

La Chiesa Valdese di Verona e l’Associazione “Amici dell’opera” di Rovereto hanno organizzato  il nuovo appuntamento all’interno dell’iniziativa “melodie d’opera in chiesa”: serie di incontri musicali che si protrarrà fino alla fine del mese di settembre.

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Il gruppo vocale “4 CUARTI” , si esibirà con brani del Rinascimento Barocco – dal sacro al profano-  all’interno della chiesa valdese di Verona, in via Duomo -angolo via Pigna- domenica 28 agosto con inizio alle ore 18. L’ingresso è libero.

Il gruppo è composto da:

Soprani: Giorgia Zandonelli Golin, (flauto tenore, soprano, traverso), Loredana Marchesini

Contralti: Cecilia Trucchi, Cristina Trucchi

Tenori: Maestro Armando Parra (pianoforte), Matteo Bonfante

Il gruppo nasce nel 2014 da un’idea del Maestro Armando Parra. L’attività vocale inizia come quartetto a due soprani, contralto e tenore per ampliarsi recentemente in modo da proporre una maggiore quantità di brani. Il repertorio misto, profano e sacro, attinge alla musica rinascimentale e barocca italiana, spagnola, inglese ed al barocco latino-americano.
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Roma, 24 agosto 2016 (NEV/CS58) – “Appreso con sconcerto del terremoto in Centro Italia, quando è ancora indefinito il bilancio umano di questa tragedia, il primo pensiero va ovviamente alle vittime, alle loro famiglie, a coloro che sono ancora vivi sotto le macerie e a quanti stanno lavorando con ogni mezzo per salvarli”. Sono le parole del presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), pastore Luca M. Negro, che aggiunge: “La nostra preghiera è che il Signore aiuti gli sforzi di queste ore”.

“Come accaduto in occasioni di altri terremoti, anche questa volta la FCEI – prosegue il presidente Negro – lancia una raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite per interventi di urgenza. La FCEI rivolge quindi un appello alle chiese membro, alle agenzie ecumeniche internazionali, a donatori e donatrici che hanno fiducia nell’azione degli evangelici italiani perché sostengano questa richiesta”.

“Infine – conclude Negro – la FCEI mette a disposizione le proprie strutture e le proprie risorse tecniche per il coordinamento dell’azione degli evangelici italiani di fronte a questa tragedia. Infine invita gli evangelici italiani ad accompagnare con i loro sforzi l’impegno alla preghiera perché la Parola di Dio ci aiuti a confortare, sostenere ed accompagnare i sopravvissuti e l’opera di ricostruzione”.

Per inviare donazioni è possibile utilizzare i seguenti conti correnti specificando nella causale “Terremoto Centro Italia”:

Unicredit – IBAN: IT26X0200805203000104203419 BIC: UNCRITM1704

Conto corrente postale FCEI n° 38016002 – intestato a: Federazione delle chiese evangeliche in Italia

Si sta tenendo in questi giorni a Torre Pellice il Sinodo annuale della Chiesa Valdese e Metodista. Iniziato domenica 21 agosto, terminerà venerdì 26 . I temi affrontati variano dall’ecumenismo ai fenomeni migratori e all’accoglienza, dalle diverse forme di famiglia alla diaconia, per arrivare alla preparazione del 500. anniversario della Riforma del 2017.

Quest’anno, della nostra chiesa di Verona, sono presenti a seguire i lavori Erica Sfredda e Enrico Parizzi. E’ Enrico che ci riporta il senso e lo spirito profondo che anima il sinodo e chi vi partecipa: ” E’ la consapevolezza di fare parte di una Chiesa con una forte vocazione internazionale. Se i valdesi sono riusciti a sopravvivere a guerre, carestie e persecuzioni, ciò è stato possibile da un lato grazie al senso di essere un “popolo” tenuto insieme dalla fede comune, dall’altro all’apertura verso fratelli e sorelle di altre parti del mondo: in periodi diversi, gli Hussiti, le città libere riformate della Svizzera, della Francia e della Germania, le Fiandre, il mondo anglosassone. Oggi il Sinodo è il luogo privilegiato in cui si possono incontrare fratelli e sorelle appartenenti alle chiese valdesi di tutta Italia, Germania, Svizzera, USA e America latina, nonché delle chiese protestanti con cui siamo in relazione. Fratelli e sorelle che portano tematiche, discussioni, proposte diverse, allargano le nostre prospettive e arricchiscono l’esperienza della testimonianza e dell’annuncio della Parola. Qui si tasta il polso della Chiesa, si decidono le linee guida che verranno seguite nel corso dell’anno attraverso l’azione della Tavola Valdese. È molto importante vivere la fede nella consapevolezza di far parte di un organismo più grande, di una comunità che dà respiro e senso alla nostra fede. Il senso di essere una chiesa presbiteriana è fortemente motivato in 1 Corinzi 12 e struttura in modo essenziale il nostro stare insieme e vivere la fede. (“Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito. Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. … Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui.” 1 Cor, 12,13-14; 26) “. 

Il Sinodo quindi come luogo di unità, condivisione e partecipazione, aperto alle molteplici voci della chiesa ed anche della società. Il culto inaugurale presieduto dal pastore Gianni Genre, ha visto , dalla scelta della musica alle parole del sermone, sottolineare come la fede -analogamente alla musica- possa raggiungere le persone che non è scontato vedere nelle chiese. La sfida delle chiese evangeliche italiane è annunciare le fede a tutti e per farlo devono sopravvivere, aggiornando la loro presenza in una società che ha bisogno di interventi sociali ed assistenziali. Il sermone su Luca 13,10-17 (la donna inferma) ha permesso di evidenziare come la Chiesa ed anche la persona, nel momento in cui sono curvi, in cui  “subiscono il mondo” e temono di non farcela più, corrano un grande pericolo: quello di non vivere in senso pieno, nella gioia dell’Amore.

 Il decano della Facoltà Valdese di Teologia, Prof. Fulvio Ferrario ha riferito come la caratteristica portante della Riforma, a 500 anni dalla sua nascita, è che non ha parole diverse dalle parole cristiane; la Riforma ha voluto essere originale nel senso di riscoprire l’ Evangelo di sempre, nel proprio contesto. La fedeltà alla Riforma significa rifare quello che ha fatto la Riforma: riprendere in mano la Bibbia ed affrontare i problemi attuali, quali: la riforma delle fede personale, l’integrazione e molti altri . Fondamentale è la ricerca di Dio, che è meno lontana dalla nostra sensibilità di quanto crediamo . La chiesa deve accompagnarla e imparare sempre di nuovo a farlo. 

Il messaggio del capo dello stato Sergio Mattarella ha focalizzato come le riflessioni e le idee espresse nel sinodo siano importanti non solo per la chiesa ma per la società intera. Il dialogo ecumenico è espresso nelle parole della lettera di Mons. Parolin, portavoce del papa e segretario di stato vaticano che auspica sempre più intense forme di collaborazione. Il saluto al sinodo da parte del pastore Raffaele Volpe, presidente dell’UCEBI, Unione cristiana evangelica Battista d’Italia, che oltre a ringraziare il Signore per la proficua collaborazione con la nostra chiesa, ha focalizzato il suo intervento sulla multiculturalità: “più che un metodo , uno stile di vita”.

Il noto giornalista Gad Lerner nel corso della serata pubblica ha affrontato il tema dei profughi , dei corridoi umanitari e dell’iniziativa Mediterranean Hope che ha definito “una fiammella profetica”, perché piccola ma che indica la strada che l’ONU ha assunto come priorità : viaggi sicuri, alternativi ai viaggi gestiti dalle organizzazioni criminali. La speranza del giornalista è che si accetti non solo la coerenza del progetto con il diritto italiano ma ci si renda conto che la sindrome da invasione ha portato a ritenere che il diritto internazionale non valga più, diritto che tutela i profughi. Le autorità sono spesso terrorizzate dalla perdita di consenso ed il loro messaggio diviene unicamente : “io sto provando a fermarli”.

In occasione del consueto incontro presinodale è stato affrontato inoltre il dramma della violenza di genere e del femminicidio, dove la vicepresidente della diaconia valdese Victoria Munsey e la pastora Maria Bonafede hanno sottolineato come l’educazione sia fondamentale per scardinare un’ideologia secolare che è stata la base per subordinare le donne all’uomo. Educazione laica a partire dalle scuole; educazione  religiosa, cercando nella Bibbia quanto sottrae le donne alla sopraffazione.

Venerdì 26 i lavori termineranno con le elezioni.

La commissione “Globalizzazione e ambiente” della Federazione delle chiese evangeliche in Italia propone dei materiali per “Il tempo del creato” che le chiese europee celebrano dal 1 settembre al 4 ottobre .

Il tema scelto per il 2016 è il lavoro in rapporto al creato.

La creazione che Dio ha portato a vita ed esistenza rappresenta la coincidenza perfetta tra parole ed azione.

Il lavoro di Dio è  creazione. La nostra vocazione è quella di essere co-creatori, secondo l’espressione della teologa Dorothee Solle: essere consapevoli che la creazione di Dio non è stato un atto limitato nel tempo ma un atto iniziale del quale ha affidato a noi il compito della continuazione.

Al link sotto riportato materiali e ulteriori dettagli:

Creato2016_lavoro