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Camminata per la pace a Rovereto, sabato 6 ottobre 2018.

Un secolo fa stava per terminare la grande guerra. Un orrore che sconvolse il mondo intero per quattro lunghi anni provocando infiniti lutti e devastazione. Furono tra i 15 e i 17 milioni i morti  militari e civili del conflitto, oltre 20 milioni i feriti e mutilati, cui si sommano i 20 milioni di decessi per l’influenza spagnola che seguì la guerra.   Rovereto era allora una città in prima linea, le cannonate si avvertivano distintamente e le famiglie erano spesso divise vedendo i propri figli  combattere su fronti opposti. Una guerra tra fratelli di sangue che assurge a simbolo di quello che ogni conflitto rappresenta: una guerra tra fratelli di umanità .

Nel centenario del conflitto si propone quindi a Rovereto (TN), una camminata che partirà alle 18.15 di sabato 6 ottobre da un luogo simbolo della guerra : il sacrario monumentale di Casteldante che conserva i resti di ventimila caduti di diverse  nazionalità, per raggiungere il colle di Miravalle dove sorge la campana dei caduti, che venne fusa nel 1924 con il bronzo dei cannoni e che da allora ogni sera suona con i suoi 100 rintocchi come monito e richiamo all’intera umanità della necessità di unirsi nella pace.

Si prevedono gli interventi del Prof. Camillo Zadra, direttore del museo della guerra di Rovereto, la rappresentazione di “Armonicamente dal fronte” dell’associazione  2 GiGa teatro musicato. Infine si udranno le preghiere dei rappresentanti delle singole religioni che animano il tavolo delle religioni della Vallagarina dove è presente anche la nostra chiesa. Sarà  l’occasione per la proclamazione di una dichiarazione comune per la pace, sottoscritta dalle diverse confessioni.

Un’opportunità di spessore quindi alla quale tutti sono invitati, che assume ulteriore valore alla luce del ruolo che le diverse fedi hanno per costruire la pace, allora come oggi, dove una società multietnica e multireligiosa rende ancor più necessario il dialogo.

Ci sembrano attuali come non mai le parole di Hans Kueng:

Non c’è pace tra le nazioni senza pace tra le religioni.

Non c’è pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni.

Non c’è dialogo tra le religioni senza criteri etici globali.

Non c’è sopravvivenza del nostro globo senza un ethos globale, un’etica mondiale.

 

 

(vedi locandina per dettagli)

Alessandro Serena

Cristo vince il mondo con la Parola – predicazione di domenica 23 settembre 2018

LETTURE BIBLICHE:

21 Partito di là, Gesù si ritirò nel territorio di Tiro e di Sidone. 22 Ed ecco una donna cananea di quei luoghi venne fuori e si mise a gridare: «Abbi pietà di me, Signore, Figlio di Davide. Mia figlia è gravemente tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rispose parola. E i suoi discepoli si avvicinarono e lo pregavano dicendo: «Mandala via, perché ci grida dietro». 24 Ma egli rispose: «Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele». 25 Ella però venne e gli si prostrò davanti, dicendo: «Signore, aiutami!» 26 Gesù rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per buttarlo ai cagnolini». 27 Ma ella disse: «Dici bene, Signore, eppure anche i cagnolini mangiano delle brìciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le disse: «Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi». E da quel momento sua figlia fu guarita. (Mat 15:21-28 NRV)

1 Isole, ascoltatemi! Popoli lontani, state attenti! Il SIGNORE mi ha chiamato fin dal seno materno, ha pronunziato il mio nome fin dal grembo di mia madre.
2 Egli ha reso la mia bocca come una spada tagliente, mi ha nascosto nell’ombra della sua mano; ha fatto di me una freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra,
3 e mi ha detto: «Tu sei il mio servo, Israele, per mezzo di te io manifesterò la mia gloria».
4 Ma io dicevo: «Invano ho faticato; inutilmente e per nulla ho consumato la mia forza; ma certo, il mio diritto è presso il SIGNORE, la mia ricompensa è presso il mio Dio».
5 Ora parla il SIGNORE che mi ha formato fin dal seno materno per essere suo servo, per ricondurgli Giacobbe, per raccogliere intorno a lui Israele; io sono onorato agli occhi del SIGNORE, il mio Dio è la mia forza.
6 Egli dice: «È troppo poco che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre gli scampati d’Israele; voglio fare di te la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra». (Isa 49:1-6 NRV)

Dopo aver trattato della futura liberazione del popolo, il Profeta chiamato secondo Isaia, parla del Messia, sotto la cui guida il popolo fu portato fuori da Babilonia, come era stato precedentemente portato fuori dall’Egitto. Per secoli la Chiesa e i credenti di ogni parte del mondo hanno visto la conferma di questa profezia dall’opera di Cristo dal quale le anime scoraggiate possono essere confortate e rafforzate; poiché da lui, scrive il riformatore Giovanni Calvino: non dovrebbero solo aspettarsi la salvezza eterna, ma dovrebbero anche aspettarsi la liberazione temporale.
Una liberazione che non è data solo per il popolo d’Israele, ma per le nazioni che erano al di là del mare, le nazioni straniere che erano a grande distanza dalla Giudea, a cui, dà il nome di “Isole”.
L’azione del Messia, Servo del Signore, ha una portata universale, addirittura cosmica, perché si estende ad ogni dimensione dell’esistenza.
Un Messia che per noi è stato rivelato in Cristo Gesù e di cui, insieme ad Israele ancora attendiamo il ritorno, un messia che ci unisce nella fede insieme agli Ebrei e a tutti coloro che ascoltano la Sua Parola.
Infatti, il profeta usa un duplice paragone per esprimere il potere e l’energia della Parola, la parola di Dio è rapida e potente come una spada affilata e come una freccia appuntita; Cristo è stato quindi nominato dal Padre, non per governare, secondo la maniera dei principi, per la forza delle armi, e circondandosi di altre difese esterne, non per farsi un oggetto di terrore per il suo popolo; ma tutta la sua autorità consiste nella Parola, nella cui predicazione egli vuole essere ricercato e riconosciuto.
Fratelli e sorelle, Cristo vince il mondo con la Parola, non con le armi, non con le divisioni, non con le guerre, ma con la Parola.
Parola efficace e coerente che porta cambiamento e conversione nelle vite dei credenti, parola che promette salvezza agli esuli, a coloro che sono afflitti, che hanno sofferto per via delle guerre, della violenza, dell’abuso, dell’avidità, della sete di potere umana.
Una parola che promette anche che Dio con il suo potere protegge il suo Servo e la sua Chiesa e i credenti, affinché nulla possa opporsi ad essa e Dio possa manifestare la sua Gloria.

Giovanni Calvino scrive nel suo commentario, che il profeta Isaia sottolinea questo aspetto, poiché non appena la bocca di Cristo è aperta, cioè, non appena il suo Vangelo è predicato, gli avversari si alzano da ogni parte e innumerevoli nemici si uniscono per schiacciarlo; cosicché l’efficacia che attribuisce alla dottrina non sarebbe sufficiente, se non venisse aggiunta la sua protezione, per scacciare gli avversari. Inoltre, la presente domanda non riguarda la persona di Cristo, ma l’intero corpo della Chiesa. In effetti, dobbiamo iniziare con il Capo, ma dobbiamo poi scendere ai membri; e a tutti i ministri della Parola si deve applicare ciò che è affermato qui riguardo a Cristo; poiché a loro viene data una tale efficacia della Parola, che non possono picchiare pigramente l’aria con le loro voci, ma possono raggiungere i cuori e toccarli al più presto. Il Signore fa risuonare anche la voce del Vangelo; solo in un posto, ma in lungo e in largo in tutto il mondo. In breve, perché li tiene fedelmente sotto la sua protezione, anche se sono esposti a molti attacchi, e sono assaliti da ogni parte da Satana e dal mondo, eppure non si allontanano dal loro corso. Il Signore ci custodisce con la sua ombra e ci “nasconde come frecce nella sua faretra”, affinché non siamo esposti agli assalti dei nemici.
Sappiamo però che sovente ci assalgono dei momenti di scoraggiamento e anche il Servo del Signore del Canto d’Isaia si scoraggia, lo fa anche il Signore Gesù morente sulla croce, così come lo fa la Chiesa con i suo ministri e i credenti che si lamentano con Dio per l’ingratitudine del mondo e perché nel mondo non sembra vedersi alcun effetto positivo dalla dottrina del Vangelo, che di per sé è efficace e potente. Eppure tutta la colpa si basa sull’ostinazione e l’ingratitudine di coloro che superbamente respingono la grazia di Dio offerta loro, e scelgono spontaneamente di perire.
Troppi sono gli arroganti, gli assolutisti, coloro che totalmente concentrati su sé stessi e sul proprio potere eccitano le masse spingendo alla violenza e alla perdita di controllo.

ma certo, il mio diritto è presso il SIGNORE, la mia ricompensa è presso il mio Dio

Qui è la grande consolazione di ogni credente di fronte al male nel mondo, di fronte alla malattia, ai delitti, agli avversari. Possiamo buttare via lo scudo delle nostre difese, possiamo abbassare e gettare via le armi: Cristo è la nostra vittoria, il Messia che è il Servo di Dio e intraprende la causa di tutti coloro che lo servono fedelmente e, come loro avvocato, fa avanza un’accusa in nome di tutti. Una sorta di class action come si direbbe oggi.
Come discepoli di Cristo non lasciamoci terrorizzare dalla moltitudine o dal potere dei nemici: la luce, che Cristo porterà, illumina le nostre menti, affinché il Santo Evangelo possa guidarci alla salvezza. Due cose, quindi, dovrebbero essere rimarcate; primo, che i nostri occhi sono aperti da Cristo; e in secondo luogo, che noi che siamo morti siamo riportati alla vita, o meglio la vita ci viene restituita e siamo riconoscenti.
Amen

Pastora Laura Testa

Dio ci sceglie per amore e ci mette in azione. Predicazione di sabato 15 settembre a Rovereto

LETTURA BIBLICA

1Ts 1,2-10
2 Noi ringraziamo sempre Dio per voi tutti, nominandovi nelle nostre preghiere, 3 ricordandoci continuamente, davanti al nostro Dio e Padre, dell’opera della vostra fede, delle fatiche del vostro amore e della costanza della vostra speranza nel nostro Signore Gesù Cristo. 4 Conosciamo, fratelli amati da Dio, la vostra elezione. 5 Infatti il nostro vangelo non vi è stato annunciato soltanto con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo e con piena convinzione; infatti sapete come ci siamo comportati fra voi, per il vostro bene. 6 Voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la parola in mezzo a molte sofferenze, con la gioia che dà lo Spirito Santo, 7 tanto da diventare un esempio per tutti i credenti della Macedonia e dell’Acaia. 8 Infatti da voi la parola del Signore ha echeggiato non soltanto nella Macedonia e nell’Acaia, ma anzi la fama della fede che avete in Dio si è sparsa in ogni luogo, di modo che non abbiamo bisogno di parlarne; 9 perché essi stessi raccontano quale sia stata la nostra venuta fra voi, e come vi siete convertiti dagl’idoli a Dio per servire il Dio vivente e vero, 10 e per aspettare dai cieli il Figlio suo che egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall’ira imminente.

SERMONE

Nel brano che abbiamo appena sentito c’è un errore, -meglio una traduzione non precisa-, se confrontato con il testo che andrò a leggere dalla nuova traduzione della Bibbia della Riforma. Avete una copia e vi sfido a trovarlo . Non confrontiamo l’intera pericope ma solo un versetto, il v. 3. (lettura del brano dalla Bibbia della Riforma) Si citano tre virtù: la fede, l’amore, la costanza o perseveranza della speranza … : nella Nuova Riveduta si scrive “speranza NEL nostro Signore”; nella Bibbia della Riforma si scrive “Speranza DEL nostro Signore”. Per rendere al meglio il concetto si può dire “…fede … amore… speranza che ci vengono dal nostro Signore Gesù Cristo”. Non sono quindi virtù nostre, caratteristiche nostre, sono SUE del Signore e da Lui arrivano a noi. Come da Lui arriva a noi l’elezione: al Versetto 4 leggiamo: “ben conoscendo, fratelli amati da Dio, la vostra elezione”. Elezione … ma in fin dei conti cosa significa? Significa che ci ha scelti per essere suoi. Perchè? Per amore , solo per amore. … Fratelli amati da Dio … . Mica perchè siamo bravi, migliori, privilegiati, o perchè sappiamo, perchè ci sentiamo … . Solo per amore.

Quindi Dio ci chiama, ci elegge ma dove? Ma come faccio io a capire che sono chiamato? Io con la mia vita impegnata, i mille pensieri, la mia stanchezza. L’elezione non è  qualcosa dove cerco i segni o i sintomi per fare una diagnosi.  É sempre con timore e tremore e speranza che pensiamo al fatto di essere chiamati- Qui Paolo si rivolge a un’intera comunità e dice VOI siete chiamati, ogni cristiano che legge questo passo può sentire risuonare la stessa voce: TU sei chiamato. Ancora: abbiamo letto nel brano di Genesi, il Signore dice a Giacobbe:”Tutte le famiglie delle terra saranno benedette in te”. Al mondo intero si rivolge il Signore. Il lebbroso che torna da Gesù è quello straniero, che è salvato. Un amore senza confini, una elezione che non accetta limiti , di lingua, di confessione, etnica, nella piena libertà di Dio. Quindi nessuno può vantarsi, nessuno può accampare meriti. Il Signore sta alla porta e bussa. Ma allora, quando il Signore bussa cosa succede?

Diagnosi dicevamo,  perché se ho l’influenza mi curo, non la voglio, per la febbre predo la tachipirina, per il mal di gola un antiinfiammatorio e per l’elezione cosa prendo? Sì perchè abbiamo  i nostri anticorpi. Sappiamo cos’è un anticorpo: qualcosa che è già nel nostro corpo e che combatte un’infezione un virus, è qualcosa che si oppone. Parlando di fede qualcuno ha coniato il termine “religiosità liquida” (la forma dell’acqua) . Cosa significa? Significa: ”Che cosa è Dio lo decido io!”. E’ Dio messo in stand by, in attesa. Si c’è. Ma sta lì, innocuo… E la mia vita sta lì, innocua, anch’essa. E’ la fede che diventa fatto privato dove l’impegno è sfuocato, dove Dio è una presenza che tieni a distanza di sicurezza, che controlli. La religiosità liquida non è un no a Dio, è un sì … ma non troppo. E’ un: “Signore tu stai al tuo posto che io sto al mio”.
Parafrasando Bonhoeffer che parlava di “Grazia a buon mercato” che non è Grazia perché sterile, potremmo parlare di “Elezione a buon mercato” . Si fa resistenza. La Bibbia è piena di esempi di resistenza di profeti. “Non so parlare … sono giovane … sono vecchio… sono impegnato” . E poi viene anche un po’ di paura. Chissà come cambia la mia vita … . Comunque i profeti sono in buona compagnia, veniamo più vicino alle nostre chiese, pensiamo a Calvino. Sapete qual’è lo stemma di Calvino? Una mano aperta verso l’alto che regge un cuore e la scritta “prompte et sincere” , rappresenta l’offerta a Dio del cuore che Dio stesso ha donato a Calvino . Perchè Calvino mostra una mano aperta con un cuore? Perché prima quella mano era ben chiusa, ha fatto resistenza ma Dio ha domato il cuore di Calvino e lo ha reso ubbidiente. E’ il Riformatore stesso che ce lo racconta in un passo autobiografico nella sua introduzione al commento dei salmi: “…Dio mi fece volgere le briglie da un’altra parte … egli domò e rese ubbidiente il mio cuore che per l’età era già troppo indurito. Il mio cuore fu infiammato … ho sempre amato la tranquillità … avevo il sogno di vivere in privato ma Dio non mi ha lasciato in riposo in un luogo qualsiasi finchè non mi ha portato -come si dice- in azione”.
Calvino rappresenta l’opposto degli umanisti di allora … di allora. L’umanista mantiene una certa distanza da Dio , ragiona con Dio, tratta con Dio ma qui sei travolto. Dio è talmente centrale che la tua vita viene stravolta .
Elezione!
Come diagnosticare l’elezione dicevamo: non è certo un problema. Fratelli amati dal Signore ed eletti, scrive Paolo. E’ un binomio inscindibile. Dio ama e quindi elegge e chi non è amato da Dio? Dio che bussa che chiama non è solo una presenza: è una forza. Briglie da un’altra parte, significa che se stai andando di qua , ora vai di là! Tu dove stai andando? “Mi ha portato in azione”, ha scritto Calvino.

Dio non ci lascia mai soli con i nostri limiti le nostre paure, ci chiama per amore. Ci chiama per essere suoi e Lui è dalla nostra parte. Il Vangelo , ci dice Paolo non è giunto solo attraverso la parola ma anche mediante potenza, mediante Spirito Santo, accettato con la gioia dello Spirito Santo.
E’ il fluire di questo torrente di amore che ti indicherà la strada , cara sorella, caro fratello che sei chiamata, che sei chiamato da Dio . Tu dove stai andando? Mi ha portato in azione è stata la risposta del Riformatore di Ginevra.

Amen

Alessandro Serena

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Contro ogni violenza e discriminazione: comunicato della chiesa metodista e valdese di Verona.

La chiesa metodista e valdese di Verona condanna duramente gli attacchi sia omofobi sia razzisti che si stanno ripetendo sempre più di frequente nella nostra città. Gesti che sono fondati su una cultura di rifiuto di ogni diversità e sulla violenta omologazione. Come credenti in Cristo Gesù affermiamo l’amore e la cura per ogni persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio.

 

Meditazione biblica

Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente.

(I lettera ai Corinzi 13:1-3)

Se parlo o profetizzo senza amore, ciò che dico è irrilevante, lontano. Ma anche se agisco senza amore, ciò che faccio è inefficace, incapace di offrire un vero aiuto. L’amore è dunque, nelle parole dell’apostolo, l’elemento fondante del parlare e dell’agire Cristiani; ma, potremmo aggiungere, è anche il criterio che li unisce, rende unica e coerente la loro testimonianza. L’amore si manifesta in chi parla e in chi opera quando prende sul serio il fratello o la sorella con cui interagisce, i suoi bisogni, le sue domande, le sue paure; quando vi è l’amore, allora vi è un reale incontro fra le persone, oltre il semplice parlarsi, oltre il puro assistenzialismo.

L’amore non è una qualità acquisita una volta per tutte, ma una scelta da compiere ogni giorno con cui rendere evidente la nostra vocazione Cristiana.

Testo proposto dalla Commissione d’Esame sull’operato della Diaconia Valdese CSD al Sinodo 2018