,

Salvezza a buon mercato – Predicazione di domenica 15 ottobre 2017

LETTURE BIBLICHE:

IL GIOVANE RICCO
(Marco 10,17-31)
17 Mentre Gesù usciva per la via, un tale accorse e, inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» 18 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. 19 Tu sai i comandamenti: “Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dire falsa testimonianza; non frodare nessuno; onora tuo padre e tua madre”». 20 Ed egli rispose: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia gioventù». 21 Gesù, guardatolo, l’amò e gli disse: «Una cosa ti manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». 22 Ma egli, rattristato da quella parola, se ne andò dolente, perché aveva molti beni. 23 Gesù, guardatosi attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio!» 24 I discepoli si stupirono di queste sue parole. E Gesù replicò loro: «Figlioli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25 È più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio». 26 Ed essi sempre più stupiti dicevano tra di loro: «Chi dunque può essere salvato?» 27 Gesù fissò lo sguardo su di loro e disse: «Agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché ogni cosa è possibile a Dio».

28 Pietro gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito». 29 Gesù rispose: «In verità vi dico che non vi è nessuno che abbia lasciato casa, o fratelli, o sorelle, o madre, o padre, o figli, o campi, per amor mio e per amor del vangelo, 30 il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figli, campi, insieme a persecuzioni e, nel secolo a venire, la vita eterna. 31 Ma molti primi saranno ultimi e molti ultimi primi».

L’episodio del giovane ricco è riportato da tutti i tre vangeli sinottici; questo indica che per la chiesa primitiva vi era un profondo significato nella mancata vocazione del giovane ricco e nelle domande successive dei discepoli.

Anche per noi oggi, queste parole del vangelo risuonano familiari e rilevanti; chi non ricorda il paradosso di Gesù: “è più facile a un cammello passare per la cruna di un ago che ad un ricco entrare nel regno di Dio”? Se leggiamo la bibbia in maniera letterale, se usiamo i versetti per abbattere chi la pensa diversamente da noi, abbiamo già finito il sermone. Oggi abbiamo imparato che: i ricchi non sono salvati, noi che seguiamo Gesù sì. Semplice diretto e anche gradito alle nostre orecchie! Il messaggio di questo brano del vangelo di Marco però non è questo! Se leggiamo il vangelo così, cercando risposte letterali, meccaniche, semplicistiche, andiamo fuori strada; andiamo dove il nostro orgoglio umano ci porta. Pensate se ricevete una foto sul vostro telefonino e per uno scherzo della trasmissione si vedono solo i piedi della persona ritratta; quelle scarpe non possono rappresentare tutta la persona. Appartengono alla foto, da esse si capisce qualche cosa, ma non saprete certo di chi si sta parlando! Raccogliere dal vangelo le indicazioni stringenti di un solo versetto, ci porta ad usare il vangelo come fosse un manuale di comportamento. Ma nel Vangelo c’è molto di più!

Consideriamo allora tutto il passo. Nel primo quadro, vediamo il giovane ricco inginocchiato davanti a Gesù che lo apostrofa: «Maestro!» Gesù risponde, rifiuta il rapporto di adorazione e guardandolo in viso lo ama. Dopo la vocazione a seguire Gesù, vediamo il giovane ricco allontanarsi con gli occhi bassi e la testa china. Nel secondo quadro, vediamo Gesù attorniato dai discepoli che lo hanno seguito. Gesù li scuote con le sue parole, essi reagiscono fintanto che Pietro sbotta: «ma noi che ti abbiamo seguito avremo di più di chi ti rifiuta?» Due quadri vivaci con la stessa ansia che percorre chi ascolta Gesù: «come otterremo la salvezza?»
Gesù dà una risposta articolata in tre punti:
1) prendi la tua croce e seguimi,
2) quello che per noi è impossibile, per Dio, che è buono, è possibile,
3) molti primi saranno ultimi e molti ultimi primi.
Queste sono le tre risposte che indirizzano il lettore: seguire Gesù, accettare l’onnipotenza del Padre nei cieli, annunciare il Regno di Dio che rivoluziona la nostra esistenza. Dio chiama tanto i ricchi quanto i poveri, e li raggiunge nel concreto del loro peccato; la bontà di Dio sovrabbonda, alleggerendo le ansie economiche di chi ha un tesoro e dando speranza a chi non ne ha. Il regno si insinua nel tempo che viviamo con aspetti paradossali: fortuna materiale accompagnata da persecuzioni, primi che si comportano come ultimi e ultimi che hanno l’onore dei primi.

Confrontando le domande del ricco e di Pietro con le risposte di Gesù, comprendiamo cosa dobbiamo cambiare nel nostro dialogo con Dio, nella nostra lettura della Bibbia. Davanti alla Parola del Signore, ascoltando il Vangelo, purtroppo, noi pensiamo di essere come al supermercato: prendiamo quel che ci piace e domandiamo solo: «quanto costa?» Vogliamo la salvezza e la prosperità subito e a basso prezzo. La vocazione di Cristo ci raggiunge nel pieno della nostra inadeguatezza, ci accorgiamo che non usciremo dal supermercato avendo sotto braccio un pacco con la scritta «Regno dei Cieli». Dal passo emerge una via di uscita che possiamo percorrere. Gesù ci invita a seguirlo, mostra le difficoltà di questa via, ma ricorda dal primo verso all’ultimo che Dio che è buono ed opera per noi, rende possibile quello che ci sembra impossibile, nella sua onnipotenza rovescia le nostre logiche umane : “molti primi saranno ultimi e molti ultimi primi”. A noi viene chiesto di seguirlo con una grande fiducia nella sua potenza che rovescia la nostra logica, che rovescia il nostro ordine personale, l’ordine sociale nel quale siamo cresciuti.
Che il Signore ci dia l’intelligenza per scorgere la Sua volontà, l’amore fraterno per metterla in pratica. AMEN

Ruggero Mica