L’amministratore fedele – Predicazione di domenica 5 novembre 2017

LETTURE BIBLICHE: Luca 12,42-48

42 Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fedele e prudente che il padrone costituirà sui suoi domestici per dar loro a suo tempo la loro porzione di viveri? 43 Beato quel servo che il padrone, al suo arrivo, troverà intento a far così. 44 In verità vi dico che lo costituirà su tutti i suoi beni. 45 Ma se quel servo dice in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”; e comincia a battere i servi e le serve, a mangiare, bere e ubriacarsi, 46 il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se lo aspetta e nell’ora che non sa, e lo punirà severamente, e gli assegnerà la sorte degli infedeli. 47 Quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non ha preparato né fatto nulla per compiere la sua volontà, riceverà molte percosse; 48 ma colui che non l’ha conosciuta e ha fatto cose degne di castigo, ne riceverà poche. A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà.

Cari fratelli e care sorelle,
chi è quell’amministratore, economo fedele e prudente, che designato dal Signore sui suoi domestici dia loro, al momento opportuno la porzione di cibo? Una domanda dura che il Signore Gesù rivolge a Pietro e ai discepoli e che stamattina rivolge anche a noi.

Nella Grecia antica l’economo, l’amministratore, era colui aveva cura di dare una “ordine” alla casa, ovvero che i servizi si svolgessero in un certo tempo e venissero fatti con un certo ordine. L’economo prudente sa scegliere il “momento”, il kairos più giusto anche nell’amministrazione dei viveri agli abitanti della casa e lo fa in ordine alle possibilità reali di quella famiglia. Scelte che conosciamo bene, perché anche noi ci troviamo a farle quotidianamente quanto e come spendere, come gestire i tempi per il lavoro, per la famiglia, per la Chiesa. Scelte che comportano sovente anche delle difficoltà di gestione che descrivono la complessità reale che ci troviamo ad affrontare. Complessità che ci accompagna all’interno della famiglia, nel mondo del lavoro, con le istituzioni, nella vita di Chiesa, nella politica nazionale ed internazionale, nel rapporto tra Chiese diverse… e si potrebbe continuare ancora, infatti l’economo, si occupa di tutte quelle realtà che hanno a che fare con la casa l’oikos, cioè gestisce tutti i rapporti esterni ed interni alla casa in quel sistema operoso che era una casa greco-romana del primo secolo.

Le persone che abitano la casa i domestici, sembrano avere quasi un ruolo passivo: aspettano la porzione di viveri che loro spetta.. e nel frattempo non sembrano esserci delle indicazioni aggiuntive della loro laboriosità, non sappiamo bene cosa facciano di preciso, ma in greco loro non sono definiti domestici, bensì terapeuti, ovvero “curatori” coloro che si prendono cura, che praticano una terapia… Letteralmente i terapeuti di questo racconto di Gesù sono coloro che si prendono cura della casa, guidati e coordinati dall’attenta simmetria di quel fedele amministratore che riesce nella propria gestione a cogliere il momento in cui amministrare quell’agognato pane quotidiano, lo stesso pane della preghiera che tutti e tutte sovente innalziamo al Padre Santo.

La casa descritta dalle parole del Signore Gesù è una casa dove tutti ed ognuno hanno un compito preciso: una parte specifica e della quale si prendono cura: ognuno ha una responsabilità personale. Benedetto quel servo o quella serva, che il Signore e Padrone nostro, ritornando trovi intento a fare tutte queste cose, ovvero a prendersi cura della parte che gli è stata affidata.

Certamente la gioia sarà grande, poiché in quell’operosità e dinamicità di servizio si legge la fede dell’amministratore e la condivisione profonda al progetto di Dio dei curatori della casa.
L’amministratore, così come i curatori della casa, compiono delle scelte, che sono scelte basate sul riconoscimento del Kairos, il tempo giusto per amministrare il cibo ai curatori, finché il Signore torni e avvenga il Regno di Dio.

Il ritorno del Signore però svela le trasgressioni, svela la mancanza di fiducia e le inoperosità, le pigrizie e le insofferenze dei servi indolenti. La punizione è già presente nel nostro comportamento, è già insita nelle nostre scelte quotidiane, non è legata solo ad un momento finale, perché la mancanza di fiducia in Dio rende già la nostra vita un inferno: una casa in cui tutti vengono picchiati e demoralizzati, un ambiente di lavoro degradante, un clima di paura e di delazione reciproca. La sorte di quel servo sarà proprio la sorte degli infedeli, la sorte di chi non crede, che è auto-condanna eterna a stare lontani dal bene supremo che è Dio. Un esempio che è una grande esortazione a perseverare nella fede, poiché nel gioioso servizio reciproco la vita cambia ed il Regno di Dio già accade sulla terra: chi invece persiste nella fede riceverà gioia e benedizione.

Scriveva Karl Barth, il tempo propizio è l’oggi della fede, il tempo di vivere e di agire in essa, nella gioia e nella speranza. Il momento del ritorno del Padrone di casa è già oggi! E’ oggi che il Signore è presente nella mia vita, è oggi che posso mettermi al servizio.

La prima scelta è di persistere nella speranza che di Lui possiamo sempre e comunque fidarci sapendo che la nostra responsabilità è servizio al Signore.

La seconda scelta è quella di riconoscere che tutti, anche i servitori più instancabili, hanno bisogno di nutrirsi e riposare: il riconoscimento dunque delle necessità reali e vitali di chi abita uno spazio assieme a noi!

L’ultima scelta è di prenderci la responsabilità di una parte e di prendercene cura: una scelta che può avvenire per vocazione o per competenza, per volontà o per ricerca; poiché a chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà, quindi più la scelta sarà corrispondente ai nostri bisogni, alle nostre competenze, ai nostri doni e soprattutto alla vocazione del Signore, tanto più il nostro servizio sarà gioioso. Il Servitore fedele, Colui che sa le nostre necessità è il Signore Gesù e noi tutti e tutte, con gioia vogliamo essere al suo servizio, nel suo gregge, guidati ed ammaestrate dalla sincronia sapiente del Suo Santo amore che tutti può salvare e condurre a vita eterna.

Amen

Past. Laura Testa