Chi non è con me è contro di me – Predicazione del 12 novembre 2017

LETTURE BIBLICHE: Romani 14,7-9; Luca 11,14-26 (+ Luca 11,9-13)

7 Nessuno di noi infatti vive per se stesso, e nessuno muore per se stesso; 8 perché, se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore. Sia dunque che viviamo o che moriamo, siamo del Signore. 9 Poiché a questo fine Cristo è morto ed è tornato in vita: per essere il Signore sia dei morti sia dei viventi.
Romani 14,7-9

14 Gesù stava scacciando un demonio che era muto; e, quando il demonio fu uscito, il muto parlò e la folla si stupì. 15 Ma alcuni di loro dissero: «È per l’aiuto di Belzebù, principe dei demòni, che egli scaccia i demòni». 16 Altri, per metterlo alla prova, gli chiedevano un segno dal cielo. 17 Ma egli, conoscendo i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso contro se stesso va in rovina, e casa crolla su casa. 18 Se dunque anche Satana è diviso contro se stesso, come potrà reggere il suo regno? Poiché voi dite che è per l’aiuto di Belzebù che io scaccio i demòni. 19 E se io scaccio i demòni con l’aiuto di Belzebù, con l’aiuto di chi li scacciano i vostri figli? Perciò, essi stessi saranno i vostri giudici. 20 Ma se è con il dito di Dio che io scaccio i demòni, allora il regno di Dio è giunto fino a voi. 21 Quando l’uomo forte, ben armato, guarda l’ingresso della sua casa, ciò che egli possiede è al sicuro; 22 ma quando uno più forte di lui sopraggiunge e lo vince, gli toglie tutta l’armatura nella quale confidava e ne divide il bottino. 23 Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.
24 «Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi, cercando riposo; e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, dalla quale sono uscito”; 25 e, quando ci arriva, la trova spazzata e adorna. 26 Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrano ad abitarla; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

Luca 11,14-26

Il passo di oggi parla di demoni, nomina addirittura Belzebù, il diavolo in persona! E’ un passo inquietante, che non sappiamo bene se vada preso alla lettera o solo in modo simbolico, come siamo abituati a fare, soprattutto qui in Europa. In ogni caso si tratta di un quadro davvero spaventoso: il male ci circonda e cerca a tutti i costi di insinuarsi dentro di noi. E’ talmente forte e tenace che a poco valgono le nostre contromisure:

21 Quando l’uomo forte, ben armato, guarda l’ingresso della sua casa, ciò che egli possiede è al sicuro; 22 ma quando uno più forte di lui sopraggiunge e lo vince, gli toglie tutta l’armatura nella quale confidava e ne divide il bottino.

Non solo, ma può anche accadere che qualcuno venga guarito dal demone che abita dentro di lui, che possa finalmente ricominciare a vivere in pace col Signore e col mondo che lo circonda. Ma poi? Proprio nel momento in cui tutto sembra funzionare e andare per il verso giusto, proprio nel momento in cui la sua interiorità è “spazzata e adorna”, ecco che ricade e la sensazione che prova è proprio quella di essere caduto in una condizione peggiore di quella dell’inizio.
E noi, noi come ci collochiamo? Un passo come questo ci spaventa? Ci interroga? Forse no, perché ci crediamo al sicuro, confidiamo in noi stessi e nella nostra fede: in effetti non rubiamo, andiamo a lavorare o comunque cerchiamo un lavoro con tenacia, amiamo i nostri genitori, i nostri figli, seguiamo le leggi, non invidiamo troppo la roba degli altri e anche se un po’ li invidiamo non pensiamo certo di derubarli. Insomma siamo persone abbastanza brave, la domenica andiamo in chiesa, cerchiamo di pregare con regolarità, talvolta facciamo anche testimonianza (questo non proprio regolarmente, ma il Signore è misericordioso e ci perdona, no?). E allora? A chi si rivolge questo passo pieno di diavoli e di dolore e di paura? Perché è stato scritto? Dice qualcosa anche a noi, oggi?
Guardiamo più da vicino il testo: Gesù scaccia un demone e viene accusato di agire con il potere di Belzebù, nella Sua risposta Gesù chiarisce che non si può essere potenti grazie a Belzebù e grazie a Dio: non si può essere servi di due padroni. Non si può amare Dio e mammona, leggiamo in un altro passo. Non si può essere con Gesù e contro Gesù. Non si può. Ma allora? Tutto il nostro castello di compromessi, di “sì, ma”, di “certo, ma tra poco”, “sì, ma domani”, ma dopo che i miei figli saranno sistemati, dopo che avrò trovato lavoro. Sì, ma in Italia non è possibile vivere come monaci. Sì, ma il testo ha un valore simbolico. Certamente, ma bisogna anche avere senso pratico, realismo, perché altrimenti non si può vivere.
Tutto ciò viene spazzato via. In modo radicale e definitivo dall’affermazione di Gesù:
Chi non è con me, è contro di me
Chi non è con me, è contro di me. Contro di me, fratelli e sorelle, contro di me. Contro di me.
E dunque?
Io credo che il passo di oggi ci metta in guardia dalla facile scappatoia che nei secoli dei secoli l’umanità ha sempre costruito: sono quello che sono perché obbligato dalla necessità, non potevo fare diversamente. Oppure, ho cercato di resistere, ma la tentazione era troppo forte, non ho retto. O ancora: non è del tutto colpa mia se sono nel peccato: il male e la caduta sono nel mondo. E il mondo non l’ho creato io, che ci posso fare?
Chi di noi non ha pensato una, 10, 100 volte una frase simile? Ma allora siamo tutti e tutte senza speranza?
Non credo, cari fratelli e care sorelle: il passo di oggi segue di pochi versetti l’enunciazione del Padre Nostro, in cui il Signore ci insegna ad affidarci al Padre che è nei cieli, e subito dopo prosegue dicendo:

9 Io altresì vi dico: chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto. 10 Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. 11 E chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece un serpente? 12 Oppure se gli chiede un uovo, gli dia uno scorpione? 13 Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!»

Allora il punto non è più sulla nostra capacità o meno di fare il bene, sulla nostra forza di fronte agli attacchi dei tanti demoni che ci aggrediscono quotidianamente, che potremmo definire come il desiderio di avere quello che riteniamo giusto per noi (poco o tanto che sia) a qualsiasi costo, senza voler vedere cosa questo significhi per gli altri, senza pensare alle conseguenze, senza preoccuparci di quello che questo comporterà per chi ci sta accanto, per chi abita lontano e vive di stenti a causa del nostro tenore di vita, senza pensare all’ambiente che stiamo distruggendo. Può essere il demone della ricchezza, o quello del potere, o del possedere. Ma il punto è: vogliamo davvero non essere posseduti da questi demoni? Vogliamo davvero guarire? Vogliamo davvero chiedere al Signore che si compia la Sua volontà e non la nostra? Vogliamo davvero raccogliere quello che il Signore ci offre, o preferiamo la dispersione delle nostre vite?
La scelta la può fare ognuno e ognuna di noi. Non posso certo imporvela da questo pulpito, quello che posso però dirvi è che una scelta va fatta, perché o siamo con Gesù o siamo contro Gesù. O siamo con Gesù o siamo contro Gesù. Ma vi dico anche che non dovete temere, non dobbiamo temere: se, fatta la scelta, chiederemo la forza per sostenerla, il coraggio per perseverare, lo slancio per continuare a volere seguire Gesù, questa forza, questo coraggio, questo slancio ci arriveranno, perché, fratelli e sorelle, il Regno di Dio è davvero giunto fino a noi e, come dice l’apostolo Paolo, Sia che viviamo o che moriamo, siamo del Signore.
Amen!

Erica Sfredda