Meraviglia per la promessa – Predicazione di domenica 4 Ottobre 2017

LETTURE BIBLICHE: Giovanni 4,11-14; Giovanni 7,37-39

11 La donna gli disse: «Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; da dove avresti dunque quest’acqua viva? 12 Sei tu più grande di Giacobbe, nostro padre, che ci diede questo pozzo e ne bevve egli stesso con i suoi figli e il suo bestiame?» 13 Gesù le rispose: «Chiunque beve di quest’acqua avrà sete di nuovo; 14 ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna».
Giovanni 4,11-14

37 Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. 38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno». 39 Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato.
Giovanni 7,37-39

Carissimi fratelli e sorelle, abbiamo avuto il piacere di accogliere e celebrare un battesimo stamattina, durante il Culto ci siamo ricordati che siamo interconnessi tra noi e con il Creato: non siamo soli, ma viviamo insieme agli altri e alle altre in una Creazione che non ci appartiene e che vogliamo custodire. Il battesimo è un rito d’acqua, e questa è proprio una delle risorse naturali che maggiormente rischiano di essere inquinate, depredate, e monopolizzate. L’acqua, simbolo potente di vita, veicolo della nascita che sempre più frequentemente diventa metafora di morte per i molti che fuggono attraverso il canale di Sicilia. Pure nella Bibbia l’acqua porta con sé una certa ambivalenza: La sua abbondanza è fonte di vita per la terra e quindi di benedizione da parte di Colui che è il datore della vita. La sua scarsità è segno invece della riprovazione, del giudizio di Dio, pericolosamente prossimo alla maledizione. La ribellione contro Dio e l’insensatezza umane nel rapporto distorto nei confronti dell’ambiente è una delle cause della penuria e dell’inquinamento dell’acqua. Essa contiene in sé la morte e la vita: I cieli chiusi della grande siccità sono sentiti nella predicazione profetica come il giudizio di Dio contro l’idolatria. Non è però soltanto nella mancanza d’acqua che si manifesta il castigo di Dio per l’infedeltà umana. Anche il fatto che si sia costretti a “bere acqua dietro pagamento” è conseguenza del peccato (Lament. 5,3-7). D’altra parte sappiamo che lo scatenarsi delle acque è ancor più distruttivo della penuria e della siccità. Così Israele sentiva la minaccia delle grandi acque dell’abisso (Sal. 107,23-32), delle acque profonde in cui si rischia di sprofondare (Giona 2,4). La liberazione dal pericolo mortale è quindi insieme la confessione di fede del credente riconoscente e la promessa di Dio al suo popolo riscattato. La simbologia negativa dell’acqua si estende al Nuovo Testamento, in particolare per ciò che riguarda il mare che rappresenta la forza del male e della morte. L’essere gettato in fondo al mare sarebbe il male minore per chi è motivo di scandalo per la fede dei semplici (Mt. 18,6-7). E nel mare, nella distruzione totale espressa dal verbo “perire”, finiscono i porci invasati nella storia della guarigione dell’indemoniato di Gadara (Mt. 8,32). All’acqua è connesso il giudizio per il suo potere inesorabile e distruttivo, ma il NT presenta la prospettiva della vittoria sul male e sulla morte proprio in riferimento al mare: Gesù è colui che davanti a spettatori stupefatti dimostra di avere il potere di sgridare i venti e il mare calmando la burrasca (Mt. 8, 23-27). Egli si presenta ai discepoli camminando sul mare (Mc. 6,45-52), anticipando in questo gesto la sua vittoria sulla morte. Anche l’Apocalisse usa questa identificazione del mare con la morte annunciando “un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c’era più” (Apc. 21,1). Con il dono di Cristo e la fede in lui l’acqua è fonte di vita: la vita viene dall’acqua, secondo la parola creatrice, Dio stesso è “sorgente d’acqua viva”. Dio è colui che ha pietà degli esuli e “li condurrà alle sorgenti d’acqua”. E al di là di questo, a tutti è rivolto il generoso appello: “O voi tutti che siete assettati, venite alle acque” (Is. 55,1). Nell’Apocalisse l’Agnello che siede sul trono pascerà gli eletti e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita e a chiunque ha sete promette di dare “gratuitamente della fonte dell’acqua della vita”. L’acqua accompagna la storia del popolo eletto e la storia dei credenti tanto che pure l’evangelo di Giovanni ripetutamente parla di “fiumi d’acqua viva” non solo per dissetare, ma anche come occasione per diventare fonte d’acqua di vita eterna per altri (Gv. 4,13-14). E ciò che così è detto in privato alla Samaritana, è ripetuto da Gesù in pubblico. Nell’ultimo giorno della festa delle Capanne, quando dopo una processione intorno a Gerusalemme, veniva versata solennemente dell’acqua in un catino bucato, spargendola così in terra nella simbolica invocazione della benedizione divina. Gesù si presenta come il compimento di quell’attesa di benedizione. Gesù è colui che può dissetare chiunque abbia sete. Se uno crede in lui, “fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”: è il dono dello Spirito (Gv. 7,37-39) che dona ai credenti la possibilità di essere benedizione e fonte di vita anche per gli altri.. questa è veramente l’espressione più alta della benedizione divina contenuta nell’immagine dell’acqua: esser dissetati senza mai più aver sete e diventare mezzo per estinguere la sete altrui. Nell’interpretazione cristiana, il battesimo è una sintesi particolarmente intensa di quanto la Bibbia intera esprime nel simbolo dell’acqua, annunciando il giudizio e la grazia da parte di Dio. Nella fede i credenti vengono salvati dalla minaccia di essere sommersi; quando confessano i loro peccati, essi vengono purificati e guariti; la loro sete viene colmata per sempre e diventano discepoli e discepole che annunciano grazie al dono dello Spirito che li conduce verso il mondo futuro proclamato da Gesù Cristo.

Amen

Pastora Laura Testa