Fede e musica: l’ultimo numero di Gioventù evangelica

Marco Rostan presenta l’ultimo numero della rivista della Federazione Giovanile Evangelica in Italia.
Da Riforma, settimanale delle Chiese evangeliche battiste metodiste e valdesi, n. 3/2018

Chi canta prega due volte. Così si intitola uno degli articoli della rivista Gioventù Evangelica (n. 238, inverno 2016). Un titolo che riassume il tema fede e musica, sviluppato sotto diversi punti di vista, e introdotto da Samuele Carrari e Sara Rivoira. Il titolo citato è una frase di Agostino d’Ippona nel suo commento al Salmo 72. Ma quale musica è adatta alla preghiera ed esiste veramente una musica evangelica? (Enrico Parizzi).
Analogo interrogativo è quello di Nicola Sfredda, che esamina la Riforma sotto questo punto di vista: da Lutero, che voleva che tutto il popolo cantasse e quindi spesso adottava melodie conosciute, a Calvino, preoccupato che una eccessiva emotività potesse essere troppo coinvolgente e distrarre dalla Parola predicata. Questa riflessione sfocia nei canti e nelle musiche raccolte negli ultimi anni, al di fuori di quelli contenuti nell’innario della Federazione delle chiese evangeliche.
Cantare o non cantare non è comunque la stessa cosa: lo documentano i tre musicisti intervistati da Matteo De Fazio. Non dobbiamo farci sedurre alla fede dalla musica, ma farci aiutare da essa a servire Cristo.
Qui può essere di grande aiuto la presenza di un ministerio musicale: Carlo Lella, che di questo ministero è Coordinatore per conto dell’Unione delle chiese battiste, racconta la sua esperienza e anche le difficoltà (32 anni) per decidere sull’istituzione di tale ministerio.
La musica può essere anche un ponte aperto verso la città. A Napoli questa esperienza è stata vissuta dall’Euphoria Gospel Choir ed è raccontata da Emanuela Riccio.
Infine Debora Michelin Salomon presenta il lavoro che si sta facendo nel I Distretto delle chiese valdesi e metodiste, con la costituzione di una commissione musica e nelle giornate della musica (una all’anno, con vari laboratori e la partecipazione delle corali)