Trasmettere il dono di Dio – predicazione di domenica 4 marzo 2018

LETTURE BIBLICHE: 2 Corinzi 8:1-15
1 Ora, fratelli, vogliamo farvi conoscere la grazia che Dio ha concessa alle chiese di Macedonia, 2 perché nelle molte tribolazioni con cui sono state provate, la loro gioia incontenibile e la loro estrema povertà hanno sovrabbondato nelle ricchezze della loro generosità. 3 Infatti, io ne rendo testimonianza, hanno dato volentieri, secondo i loro mezzi, anzi, oltre i loro mezzi, 4 chiedendoci con molta insistenza il favore di partecipare alla sovvenzione destinata ai santi. 5 E non soltanto hanno contribuito come noi speravamo, ma prima hanno dato se stessi al Signore e poi a noi, per la volontà di Dio.
6 Così, noi abbiamo esortato Tito a completare, anche tra voi, quest’opera di grazia, come l’ha iniziata. 7 Ma siccome abbondate in ogni cosa, in fede, in parola, in conoscenza, in ogni zelo e nell’amore che avete per noi, vedete di abbondare anche in quest’opera di grazia. 8 Non lo dico per darvi un ordine, ma per mettere alla prova, con l’esempio dell’altrui premura, anche la sincerità del vostro amore. 9 Infatti voi conoscete la grazia del nostro Signore Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventare ricchi. 10 Io do, a questo proposito, un consiglio utile a voi che, dall’anno scorso, avete cominciato per primi non solo ad agire ma anche ad avere il desiderio di fare: 11 fate ora in modo di portare a termine il vostro agire; come foste pronti nel volere, siate tali anche nel realizzarlo secondo le vostre possibilità. 12 La buona volontà, quando c’è, è gradita in ragione di quello che uno possiede e non di quello che non ha. 13 Infatti non si tratta di mettere voi nel bisogno per dare sollievo agli altri, ma di seguire un principio di uguaglianza; 14 nelle attuali circostanze, la vostra abbondanza serve a supplire al loro bisogno, perché la loro abbondanza supplisca altresì al vostro bisogno, affinché ci sia uguaglianza, secondo quel che è scritto: 15 «Chi aveva raccolto molto non ne ebbe di troppo, e chi aveva raccolto poco, non ne ebbe troppo poco».

Paolo esorta i suoi fratelli e sorelle a contribuire generosamente alla raccolta che sta facendo per i poveri di Gerusalemme. Per Paolo in questa raccolta c’è in gioco la sua comprensione della natura stessa del ministero: la vita e il ministero cristiano hanno infatti a che fare con l’economia – l’economia della grazia di Dio e l’economia del dono divino. In questo modo, Paolo aiuta i Corinzi e noi a capire come funziona l’economia di Dio e in che senso possiamo parlare dell’eccellenza del ministero all’interno di quell’economia. La vera preoccupazione di Paolo per i Corinzi non è la competizione nel nome di Cristo, ma l’approfondimento della comunione con Cristo. Quindi l’apostolo si complimenta con loro… e lo fa forse anche un po’ troppo, considerando ciò che sappiamo della comunità di Corinto dalla corrispondenza di Paolo, con i loro numerosi litigi e divisioni?

Paolo si concentra sul lato positivo: “voi eccellete in tutto, scrive, quindi vogliamo che eccelliate in questa generosa impresa…”
È una gara in cui il dono straordinario di Dio ci libera e ci permette di essere forieri di doni, un’economia in cui la stravagante generosità di Dio ci dà il privilegio e il potere di prendere parte alla generosità di Dio.

Paolo scrive: “tu conosci la grazia di nostro Signore Gesù Cristo, che sebbene fosse ricco, per il tuo bene divenne povero, affinché tu diventassi ricco nella sua povertà…”
Il Cristo crocifisso e risorto è l’economia divina in persona, in lui vediamo l’eccellenza insuperabile del ministero.
Alla luce del suo dono per noi, cosa diventa lo spirito della competizione? Possiamo competere con il dono di Dio in Cristo? Che cosa diventano tutte le nostre abilità e virtù? Fratelli e sorelle, quando si parla di eccellenza nel ministero, non siamo i soggetti principali. Possiamo solo avere un ministro – questo è il figlio di Dio incarnato, crocifisso e risorto .

Il vero fondamento dell’eccellenza nel ministero non si trova nella nostra vittoria, non nella ricchezza della nostra conoscenza dottrinale, nelle nostre capacità pastorali, o nell’eloquenza o nella parola che ci consente di impressionare gli altri. Piuttosto Paolo indica Gesù come il dono insuperabile di Dio, sia il fulcro della divina economia della grazia, il potere dell’eccellenza ministeriale.
L’eccellenza è difficile da definire perché è lo standard rispetto alla quale viene misurato tutto il resto.

Gesù Cristo definisce, incarna e autorizza un eccellente ministero. È ministro per eccellenza.
Paolo insiste sul fatto che abbiamo una parte in questo ministero di Cristo. E ci esorta: “finisci ciò che hai iniziato, completa il servizio che hai desiderato rendere, un dono ai poveri in risposta al dono di Dio.”
Nel descrivere la nostra parte nel ministero, Paolo spiega che non sta emettendo un comando, sta esortando e incoraggiando la nostra partecipazione, nell’economia del dono di Dio non è una prescrizione ma un privilegio, non qualcosa di forzato ma qualcosa di opportuno, di giusto, di appropriato.

La nostra parte non è sostituire il suo dono, la nostra parte è quella di trasmettere il dono con entusiasmo nel potere dello spirito di Dio.

Nell’economia della grazia, il dono dato è il dono da dare.

Il dono straordinario di Dio deve essere ricevuto con gratitudine e proclamato.
Ricevere la grazia di Dio significa essere stimolati al servizio: Nella vita di fede e nel ministero, siamo coinvolti nell’economia del dono di Dio.
Quindi, anche tu, entra nell’eccellenza del dono di Cristo che viene trasmesso attraverso il potere della sua parola e dello spirito. Lascia che l’eccellenza del ministero di Cristo plasmi il tuo ministero e che esso rifletta il Suo ministero. Condividi le ricchezze del Vangelo con gli altri. Sii ambasciatore del perdono e della riconciliazione. Prendi parte alla difesa della giustizia e della pace di Dio in ogni angolo del mondo. Invita la chiesa e il mondo a ricordare i poveri e i bisognosi come ha fatto Paolo con i Corinti.
Con gioia, condividi la tua fede in Dio, il tuo amore per Cristo, la tua incrollabile speranza per il futuro regno di Dio.

L’apostolo infine, parla di una preoccupazione che sicuramente i Corinzi devono avere avuto. Quando prendiamo parte al dono, quando condividiamo con gli altri ciò che Dio ci ha dato, non siamo esposti all’esaurimento spirituale e materiale? Possiamo continuare a dare e dare e dare senza poi trovarci svuotati?
Penso che l’apostolo anticipi queste domande. Lui risponde loro dicendoci qualcosa di più sull’economia divina, e su come essa sia molto diversa dalle economie del nostro mondo.
Nelle nostre economie, ci aspettiamo un ritorno rapido e tangibile quando diamo qualcosa. L’economia di Dio funziona in un modo molto diverso. Dio non è diminuito diventando povero per il nostro bene, al contrario, Dio non è mai stato più ricco e mai più maestoso di quando si è fatto povero e si è umiliato per noi e per la nostra salvezza.
Noi naturalmente non siamo Dio. Nel migliore dei casi il nostro ministero è una testimonianza del ministero di Cristo. Nella nostra vita cristiana possono avvenire degli eventi che mettono a dura prova la nostra vita, che ci esauriscono e che lacerano l’anima, ma Paolo apostolo offre una promessa ai Corinzi e a noi: se prendiamo parte all’economia divina della grazia, condividendo le nostre ricchezze al servizio di Cristo potremo scoprire che nel dare riceviamo più di quanto abbiamo dato. Secondo Paolo il povero di Gerusalemme o le persone povere a cui facciamo la carità oggi, non sono l’oggetto della nostra carità, bensì il soggetto del nostro arricchimento spirituale.. La carità nel senso convenzionale della parola presuppone che gli altri abbiano bisogno di noi e che noi non abbiamo bisogno di loro. Secondo Paolo le persone emarginate, i senzatetto, i poveri, gli ammalati, i diversi di ogni genere e tipo, la famiglia immigrata appena arrivata – non sono casi di beneficenza. Piuttosto sono sorelle e fratelli senza i quali noi e la nostra collettività siamo impoveriti.
Una chiesa generosa impegnata in un eccellente ministero apre le porte allo straniero, all’emarginato e all’altro e scopre improvvisamente e meravigliosamente che era terribilmente povera senza di loro.
L’eccellenza del ministero inizia sempre con il dono indescrivibile, la grazia insuperabile, l’eccellenza del Signore Gesù Cristo che, sebbene ricco, diventa povero che noi, affinché noi, benché poveri diventiamo ricchi in misericordia. Questo è il regalo dato.
E un ministero ed è un mistero di eccellenza continua quando condividiamo la ricchezza di Cristo e del suo vangelo con gli altri. Questo è il dono da dare.
Quindi non fermarti ora. Completa e continua nel bene quello che hai iniziato il giorno in cui hai incontrato il Signore. Trasmetti il ​​dono liberamente, con entusiasmo e gioia. Tu eccelli in ogni cosa che Dio benedica te e la nostra chiesa e ti garantisca una testimonianza fedele di quell’unico eccelso e libero dono di Dio in Cristo Gesù.
Amen

past. Laura Testa