Cristo vince il mondo con la Parola – predicazione di domenica 23 settembre 2018

LETTURE BIBLICHE:

21 Partito di là, Gesù si ritirò nel territorio di Tiro e di Sidone. 22 Ed ecco una donna cananea di quei luoghi venne fuori e si mise a gridare: «Abbi pietà di me, Signore, Figlio di Davide. Mia figlia è gravemente tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rispose parola. E i suoi discepoli si avvicinarono e lo pregavano dicendo: «Mandala via, perché ci grida dietro». 24 Ma egli rispose: «Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele». 25 Ella però venne e gli si prostrò davanti, dicendo: «Signore, aiutami!» 26 Gesù rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per buttarlo ai cagnolini». 27 Ma ella disse: «Dici bene, Signore, eppure anche i cagnolini mangiano delle brìciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le disse: «Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi». E da quel momento sua figlia fu guarita. (Mat 15:21-28 NRV)

1 Isole, ascoltatemi! Popoli lontani, state attenti! Il SIGNORE mi ha chiamato fin dal seno materno, ha pronunziato il mio nome fin dal grembo di mia madre.
2 Egli ha reso la mia bocca come una spada tagliente, mi ha nascosto nell’ombra della sua mano; ha fatto di me una freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra,
3 e mi ha detto: «Tu sei il mio servo, Israele, per mezzo di te io manifesterò la mia gloria».
4 Ma io dicevo: «Invano ho faticato; inutilmente e per nulla ho consumato la mia forza; ma certo, il mio diritto è presso il SIGNORE, la mia ricompensa è presso il mio Dio».
5 Ora parla il SIGNORE che mi ha formato fin dal seno materno per essere suo servo, per ricondurgli Giacobbe, per raccogliere intorno a lui Israele; io sono onorato agli occhi del SIGNORE, il mio Dio è la mia forza.
6 Egli dice: «È troppo poco che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre gli scampati d’Israele; voglio fare di te la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra». (Isa 49:1-6 NRV)

Dopo aver trattato della futura liberazione del popolo, il Profeta chiamato secondo Isaia, parla del Messia, sotto la cui guida il popolo fu portato fuori da Babilonia, come era stato precedentemente portato fuori dall’Egitto. Per secoli la Chiesa e i credenti di ogni parte del mondo hanno visto la conferma di questa profezia dall’opera di Cristo dal quale le anime scoraggiate possono essere confortate e rafforzate; poiché da lui, scrive il riformatore Giovanni Calvino: non dovrebbero solo aspettarsi la salvezza eterna, ma dovrebbero anche aspettarsi la liberazione temporale.
Una liberazione che non è data solo per il popolo d’Israele, ma per le nazioni che erano al di là del mare, le nazioni straniere che erano a grande distanza dalla Giudea, a cui, dà il nome di “Isole”.
L’azione del Messia, Servo del Signore, ha una portata universale, addirittura cosmica, perché si estende ad ogni dimensione dell’esistenza.
Un Messia che per noi è stato rivelato in Cristo Gesù e di cui, insieme ad Israele ancora attendiamo il ritorno, un messia che ci unisce nella fede insieme agli Ebrei e a tutti coloro che ascoltano la Sua Parola.
Infatti, il profeta usa un duplice paragone per esprimere il potere e l’energia della Parola, la parola di Dio è rapida e potente come una spada affilata e come una freccia appuntita; Cristo è stato quindi nominato dal Padre, non per governare, secondo la maniera dei principi, per la forza delle armi, e circondandosi di altre difese esterne, non per farsi un oggetto di terrore per il suo popolo; ma tutta la sua autorità consiste nella Parola, nella cui predicazione egli vuole essere ricercato e riconosciuto.
Fratelli e sorelle, Cristo vince il mondo con la Parola, non con le armi, non con le divisioni, non con le guerre, ma con la Parola.
Parola efficace e coerente che porta cambiamento e conversione nelle vite dei credenti, parola che promette salvezza agli esuli, a coloro che sono afflitti, che hanno sofferto per via delle guerre, della violenza, dell’abuso, dell’avidità, della sete di potere umana.
Una parola che promette anche che Dio con il suo potere protegge il suo Servo e la sua Chiesa e i credenti, affinché nulla possa opporsi ad essa e Dio possa manifestare la sua Gloria.

Giovanni Calvino scrive nel suo commentario, che il profeta Isaia sottolinea questo aspetto, poiché non appena la bocca di Cristo è aperta, cioè, non appena il suo Vangelo è predicato, gli avversari si alzano da ogni parte e innumerevoli nemici si uniscono per schiacciarlo; cosicché l’efficacia che attribuisce alla dottrina non sarebbe sufficiente, se non venisse aggiunta la sua protezione, per scacciare gli avversari. Inoltre, la presente domanda non riguarda la persona di Cristo, ma l’intero corpo della Chiesa. In effetti, dobbiamo iniziare con il Capo, ma dobbiamo poi scendere ai membri; e a tutti i ministri della Parola si deve applicare ciò che è affermato qui riguardo a Cristo; poiché a loro viene data una tale efficacia della Parola, che non possono picchiare pigramente l’aria con le loro voci, ma possono raggiungere i cuori e toccarli al più presto. Il Signore fa risuonare anche la voce del Vangelo; solo in un posto, ma in lungo e in largo in tutto il mondo. In breve, perché li tiene fedelmente sotto la sua protezione, anche se sono esposti a molti attacchi, e sono assaliti da ogni parte da Satana e dal mondo, eppure non si allontanano dal loro corso. Il Signore ci custodisce con la sua ombra e ci “nasconde come frecce nella sua faretra”, affinché non siamo esposti agli assalti dei nemici.
Sappiamo però che sovente ci assalgono dei momenti di scoraggiamento e anche il Servo del Signore del Canto d’Isaia si scoraggia, lo fa anche il Signore Gesù morente sulla croce, così come lo fa la Chiesa con i suo ministri e i credenti che si lamentano con Dio per l’ingratitudine del mondo e perché nel mondo non sembra vedersi alcun effetto positivo dalla dottrina del Vangelo, che di per sé è efficace e potente. Eppure tutta la colpa si basa sull’ostinazione e l’ingratitudine di coloro che superbamente respingono la grazia di Dio offerta loro, e scelgono spontaneamente di perire.
Troppi sono gli arroganti, gli assolutisti, coloro che totalmente concentrati su sé stessi e sul proprio potere eccitano le masse spingendo alla violenza e alla perdita di controllo.

ma certo, il mio diritto è presso il SIGNORE, la mia ricompensa è presso il mio Dio

Qui è la grande consolazione di ogni credente di fronte al male nel mondo, di fronte alla malattia, ai delitti, agli avversari. Possiamo buttare via lo scudo delle nostre difese, possiamo abbassare e gettare via le armi: Cristo è la nostra vittoria, il Messia che è il Servo di Dio e intraprende la causa di tutti coloro che lo servono fedelmente e, come loro avvocato, fa avanza un’accusa in nome di tutti. Una sorta di class action come si direbbe oggi.
Come discepoli di Cristo non lasciamoci terrorizzare dalla moltitudine o dal potere dei nemici: la luce, che Cristo porterà, illumina le nostre menti, affinché il Santo Evangelo possa guidarci alla salvezza. Due cose, quindi, dovrebbero essere rimarcate; primo, che i nostri occhi sono aperti da Cristo; e in secondo luogo, che noi che siamo morti siamo riportati alla vita, o meglio la vita ci viene restituita e siamo riconoscenti.
Amen

Pastora Laura Testa