Un secolo fa stava per terminare la grande guerra. Un orrore che sconvolse il mondo intero per quattro lunghi anni provocando infiniti lutti e devastazione. Furono tra i 15 e i 17 milioni i morti  militari e civili del conflitto, oltre 20 milioni i feriti e mutilati, cui si sommano i 20 milioni di decessi per l’influenza spagnola che seguì la guerra.   Rovereto era allora una città in prima linea, le cannonate si avvertivano distintamente e le famiglie erano spesso divise vedendo i propri figli  combattere su fronti opposti. Una guerra tra fratelli di sangue che assurge a simbolo di quello che ogni conflitto rappresenta: una guerra tra fratelli di umanità .

Nel centenario del conflitto si propone quindi a Rovereto (TN), una camminata che partirà alle 18.15 di sabato 6 ottobre da un luogo simbolo della guerra : il sacrario monumentale di Casteldante che conserva i resti di ventimila caduti di diverse  nazionalità, per raggiungere il colle di Miravalle dove sorge la campana dei caduti, che venne fusa nel 1924 con il bronzo dei cannoni e che da allora ogni sera suona con i suoi 100 rintocchi come monito e richiamo all’intera umanità della necessità di unirsi nella pace.

Si prevedono gli interventi del Prof. Camillo Zadra, direttore del museo della guerra di Rovereto, la rappresentazione di “Armonicamente dal fronte” dell’associazione  2 GiGa teatro musicato. Infine si udranno le preghiere dei rappresentanti delle singole religioni che animano il tavolo delle religioni della Vallagarina dove è presente anche la nostra chiesa. Sarà  l’occasione per la proclamazione di una dichiarazione comune per la pace, sottoscritta dalle diverse confessioni.

Un’opportunità di spessore quindi alla quale tutti sono invitati, che assume ulteriore valore alla luce del ruolo che le diverse fedi hanno per costruire la pace, allora come oggi, dove una società multietnica e multireligiosa rende ancor più necessario il dialogo.

Ci sembrano attuali come non mai le parole di Hans Kueng:

Non c’è pace tra le nazioni senza pace tra le religioni.

Non c’è pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni.

Non c’è dialogo tra le religioni senza criteri etici globali.

Non c’è sopravvivenza del nostro globo senza un ethos globale, un’etica mondiale.

 

 

(vedi locandina per dettagli)

Alessandro Serena