Che è il buon ministro di Gesù Cristo? – Predicazione di domenica 7 Ottobre 2018

1 Or lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, dando ascolto a spiriti seduttori e a dottrine di demoni, 2 per l’ipocrisia di uomini bugiardi, marchiati nella propria coscienza, 3 i quali vieteranno di maritarsi e imporranno di astenersi da cibi che Dio ha creato, affinché siano presi con rendimento di grazie da coloro che credono e che hanno conosciuto la verità. 4 Infatti tutto ciò che Dio ha creato è buono e nulla è da rigettare, quando è usato con rendimento di grazie, 5 perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera. 6 Proponendo queste cose ai fratelli, tu sarai un buon ministro di Gesù Cristo, nutrito nelle parole della fede e della buona dottrina, che hai seguito da vicino.

(1Ti 4:1-6 LND)

Ma chi è il buon ministro di Gesù Cristo? Cosa è chiamato a fare? Quale è la maniera corretta di vivere la nostra chiamata al servizio?

La prima lettera a Timoteo ci viene incontro e ci offre alcune delucidazioni; prima di tutto ci mette in guardia: tutto ciò che Dio ha creato è buono e nulla è da rigettare.

Una parola fondamentale che parla dell’etica cristiana: lo Spirito ci rende accorti che un segno degli ultimi tempi sarà uno spirito settario e di divisione, che cercherà di distinguere tra ciò che è buono e ciò che non lo è, ma ricordatevi che tutto ciò che è creato da Dio è buono, e va usato con rendimento di grazie, santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera.

L’intera vita dei credenti è quindi da rivedere alla luce di questa attività triplice: rendere grazie, essere santificati dalla Parola di Dio e rivolgersi a Dio nella preghiera.

La libertà che Dio ci offre è sperimentabile infatti proprio nel riconoscere che siamo parte di un progetto più grande di noi: apparteniamo a Dio, siamo suoi figli e figlie, nel Creato di Dio.

Quindi siamo qui oggi, un’assemblea di Santi, chiamati ad essere ministri del Signore e a costruire, grazie al dono del suo Santo Spirito, una comunità di apostoli che annunciano la Santa Parola di Dio al mondo.

E l’Evangelo è ciò che garantisce il “successo” del nostro ministero: se tu dirai queste cose, se le proporrai loro sarai un buon ministro di Gesù Cristo, nutrito nelle parole della fede e della buona dottrina che hai seguito da vicino ci dice l’apostolo.

Se è l’Evangelo a sostenere le nostre esistenze e il nostro successo è nelle mani di Dio, siamo liberati dalle nostre ansie e dalle nostre preoccupazioni quotidiane: un giorno un fratello senza lavoro e senza nulla da mangiare mi disse sorridendo, il Signore mi aiuterà, non c’è da disperare.

Ecco quindi, rimettere al centro delle nostre vite l’azione protettiva ed amorevole di Dio che sempre ci accompagna, senza essere preoccupati del “resto”, perché esso è nelle mani del Signore.

Piuttosto invece tutto ciò che noi desideriamo fare e sperimentare al Servizio di Dio, della Chiesa, dei fratelli e delle sorelle, del mondo e delle nostre famiglie, questo facciamolo sempre rendendo grazie.

Il rendere grazie infatti cambia il mondo attorno a noi: Grazie Signore perché oggi sono qui insieme ai miei fratelli e alle mie sorelle, grazie Signore perché mi hai donato capacità, abilità e sapienza per poter fare qualcosa al tuo santo Servizio e io sono lieto di farlo.

Sono felice, sono riconoscente, sono allegro e grato di ciò che il Signore ha predisposto per me.

Questo atteggiamento cambia la Chiesa e le nostre relazioni in meglio, perché se non sono lieto e gioioso nello svolgere un Servizio, se non riesco a rendere grazie allora quello è il momento in cui la preghiera viene in soccorso: l’appello accorato di chi implora l’azione salvifica di Dio per sé e per la Chiesa.

Se faremo questo come ministri della Chiesa, il nostro servizio sarà buono ed efficace, perché il Signore ci offre la sua vicinanza ed il suo supporto.

Certamente ci saranno tentazioni e ci saranno quelli che proveranno ad imporre divisioni, discipline diverse, che proveranno a dividere tra ciò che è buono e ciò che non lo è, oppure ancora a discernere tra quei fratelli che sono santi e quelli che non lo sono. Ma fratelli e sorelle, solo Dio conosce i suoi e nulla di ciò che ha creato è da rigettare.

Anche se talvolta può risultare difficile, la liberà di Dio sta proprio in questo, nel fatto che in Lui e per Lui anche le cose o le persone che ci sembrano pericolose o distruttive possono essere di grande testimonianza per la fede. Ad esempio alcune Chiese non mangiano la carne durante la quaresima oppure dicono che bisogna astenersi sempre dal bere alcolici, ma non è così: bisogna accogliere la creazione bella di Dio, ma nell’usarla bisogna ricordarsi la misura. Non è bene ubriacarsi, così come non è bene mangiare carne tutti i giorni, e anche nel digiuno, bisogna prestare attenzione a non strafare, perché potrebbe affaticare i nostri organi interni. Allo stesso modo con le persone, bisogna accogliere tutti e ciascuno, come creature di Dio e non rigettare nessuno nelle tenebre, ma spingere sempre di più le menti ed i cuori all’amore di Cristo e all’amore reciproco, rendendo grazia ed intercedendo gli uni per gli altri, sapendo che la verità e la giustizia dimorano in Dio e che Egli ci guarda misericordioso.

Past. Laura Testa