Chi salva una vita salva il mondo intero -Predicazione della quarta domenica di Avvento, 23 dicembre 2018.

LETTURA BIBLICA

1 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. 2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.

3 Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno.

Rom 12,1-3 (N.Riv.)

SERMONE

Trasformazione

Qualcuno ricorderà forse il film Schlinder’s list, che affrontava il terribile tema della Shoah, del tentativo di sterminio degli ebrei ad opera del regime nazista. Quel film raccontava la vita di Oskar Schindler, un industriale germanico, iscritto al partito nazista che pensò di arricchirsi ulteriormente sfruttando il lavoro gratuito degli ebrei internati nei campi di concentramento. Il regime nazista infatti metteva a disposizione di imprenditori con pochi scrupoli di coscienza questi veri e propri schiavi, costretti a lavorare -letteralmente-fino alla morte. Qualcuno forse ricorderà ancora la scena finale di quel film: il nazismo è ormai sconfitto, Schindler si prepara alla fuga attorniato dagli sguardi devoti di oltre 1000 ebrei che lui ha salvato. Li ha sottratti alla morte , ha pagato per non farli finire nelle camere a gas, ha inventato mille sotterfugi per dare loro un lavoro nella sua fabbrica, lavoro che significa vivere! In quella scena gli viene regalato un anello che reca al suo interno la scritta “Chi salva una vita salva il mondo intero” : è una frase del Talmud, testo sacro per i nostri fratelli ebrei. Ecco che Schindler scoppia a piangere, sommessamente, tra le lacrime dice: “Avrei potuto salvarne altri … non ho fatto abbastanza”. E’ un pianto disperato, Schindler osserva l’auto con la quale si appresta a fuggire e aggiunge: “La macchina … per questa potevo ottenere 10 persone; la spilla d’oro che indosso: due persone , almeno una, potevo salvarne almeno una in più!

Cosa è successo a Schindler che da cinico industriale diviene la salvezza per centinaia di persone? “Potevo salvarne uno in più”, in un’Europa che ha visto uccidere sei milioni di ebrei, una guerra che ha provocato oltre 50 milioni di vittime: “una vita in più, potevo salvare una vita in più!” Schindler era cambiato, come avesse subito una metamorfosi.

Grazia

Metamorfosi: è un termine che troviamo nel brano dall’epistola ai Romani che abbiamo ascoltato: “lasciatevi trasformare”, nell’orginale greco “metamorfouste” , che significa forma (da morfos) …dopo, oltre (da meta) … . Una forma che cambia dopo che è successo qualcosa. Cosa è successo per Paolo? E’ successo Cristo! Per l’Apostolo la trasformazione è l’inevitabile conseguenza di essere con Cristo. Le buone azioni fluiscono naturalmente perché la persona che appartiene a Cristo è trasferita in un’altra sfera, appartiene già a quel mondo trasformato (appunto ) dalla grazia di Dio. Questa azione di trasformazione Dio l’ha già iniziata in Gesù . Tutto facile allora? Abbiamo Cristo, siamo trasformati, siamo buoni …, ma Paolo esorta! Scrive infatti “Vi esorto fratelli …” .Come mai esorta, come mai ci incita, ci sprona se la grazia ci ha trasformati? Perché siamo fragili, fallaci, contraddittori, perché vorremmo fare una cosa e ne facciamo un’altra, o non facciamo niente … perché c’è un potere del peccato. Ecco, dobbiamo sapere però che questo potere del peccato è infranto, il potere della grazia può realmente modificare la parte più indocile, più ribelle della creazione, che siamo noi: uomini e donne . La grazia trasformante porta con sé la capacità di dare nuova forma alla nostra vita e di ristrutturarla. In che modo ? Totale! Abbiamo letto: “offrite i vostri corpi come sacrificio vivente”. Non dobbiamo leggere il termine corpo come qualcosa di fisico, corpo e anima separati, che è un concetto greco. Paolo è ebreo, nel pensiero ebraico il corpo rappresenta la nostra totalità, con il corpo ci si relaziona, con il corpo si manifesta la nostra sfera più intima, nel corpo abbiamo anche la nostra identità: tutti noi stessi. Il termine sacrificio inoltre si riferisce al sacrificio rituale nel tempio , dove sappiamo che la vittima offerta in olocausto era completamente bruciata. Quello del cristiano è quindi un impegno che coinvolge completamente, che riguarda tutta la propria vita,una risposta conseguente alla grazia di Dio che ci cambia interamente: pensieri ed azioni; una trasformazione che plasma le nostre vite secondo la struttura della grazia e non del mondo. “Non vi conformate a questo mondo” , Paolo lo sottolinea, praticamente scrive: ”Non lasciatevi influenzare da quello che fanno gli altri, ma piuttosto lasciatevi trasformare da una maniera totalmente nuova di pensare, in modo che voi possiate identificare, distinguere, capire ciò che è conforme alla volontà di Dio, cioè quanto è buono e perfetto.” Allora la grazia trasformante, la grazia in azione significa divenire capaci di ascoltare queste esortazioni e di obbedire!

Il pensiero di questo mondo

Chi salva una vita salva il mondo intero, dicevamo. E’ anche il titolo di una conferenza stampa tenutasi giovedì scorso a cura della federazione delle chiese evangeliche in Italia e di Mediterranean Hope dove si è affrontata l’urgenza di aumentare l’impegno per i diritti umani universali perché il Mediterraneo torni ad essere un ponte tra culture, popoli e religioni e non una tomba! Gli arrivi sono nettamente diminuiti come ci dicono il giornali ma il numero dei morti è aumentato. Persone disperate: chi è disposto ad affrontare i lager o la morte scappa da qualcosa di orribile.

Questo orrore quotidiano… non è che crea assuefazione? O che perdiamo le speranze di fronte al male che sembra prevalere? Non è che termini bellicisti come “invasione” cominciano a sembrarci normali? Non stiamo parlando di eserciti, stiamo parlando di derelitti, degli ultimi della terra. “Non vi conformate a questo mondo” scrive Paolo. Qual è il pensiero di questo mondo? Il pensiero dichiarato è “Fermiamo l’invasione” ma quello più sottile, magari sottaciuto è: “Per farlo c’è un prezzo da pagare” . Contribuire a fare rinchiudere la gente nei lager libici ha un prezzo, non soccorrere in mare ha un prezzo. Sapete qual è questo prezzo? L’ONU, riferendosi ai lager in Libia in un dettagliato rapporto appena stilato e presentato a Ginevra scrive di torture, schiavismo, omicidi, cadaveri gettati come spazzatura, donne e adolescenti abusate. Quando le vittime riescono a lasciare il lager, se ricatturati dalla guardia costiera libica, vi vengono riportati e ricomincia l’incubo. Un altro prezzo ? Ecco un dato non completo, perché i numeri reali delle vittime -in mare, nel deserto- non saranno mai noti del tutto: Dal 3 ottobre del 2013, quando al largo dell’Isola di Lampedusa morirono 368 migranti, sono morte 17.000 persone in mare. In questo momento mediamente muore una persona ogni 5 che si mettono in mare. Diciassettemila vittime, se si tenessero per mano, come faremo tra poco nel recitare il Padre Nostro, formerebbero una fila ininterrotta di 20 chilometri di persone, se vi camminassimo a fianco da cima a fondo cammineremmo per quattro ore, continuando ad osservare volti, di uomini, donne, bambini. Non dimentichiamo —quarta domenica di Avvento- che noi adoriamo un profugo, nato da una famiglia di fuggiaschi, morto come uno schiavo.

Non stare in disparte

Come agisce la grazia trasformante in noi? “Almeno una, potevo salvare almeno una vita in più” , ma come facciamo noi a salvare vite? I modi non mancano, le chiese evangeliche sono in prima fila, sono diverse le possibilità di sostenere progetti di soccorso e accoglienza. Sono diverse anche le possibilità di non accettare la narrativa corrente -non conformatevi a questo mondo- innanzitutto combattendo quell’atteggiamento nefasto, apparentemente neutrale e innocente ma è subdolo, è capace di diffondersi come un virus letale: l’indifferenza! Sì perché l’indifferenza uccide, ha sempre costituito la base su cui si sono edificati i più grandi massacri della storia: è il silenzio dei più. La shoah si è consumata nell’indifferenza della maggioranza della popolazione, la strage quotidiana nel Mediterraneo? Anche … . Paolo al versetto 3 si rivolge alla comunità cristiana , invitando ad avere una considerazione di sè sobria e realistica, perchè sappiamo che Paolo rifiuta l’idea che ci siano doni dello Spirito superiori od inferiori. Ognuno , in base a quanto ha ricevuto può agire: chi per esortare, chi per servire, cose grandi o cose piccole, non importa: la fede stessa che muove i cristiani è un dono di Dio che deve essere usato per il bene degli altri, non per sé. Agire, combattere l’indifferenza, con le parole, con i fatti, con la scelta di non stare zitti, di non voltarci dall’altra parte, ognuno per come può od è capace, ognuno trasformato dalla grazia: è possibile!

Siamo alla quarta domenica di Avvento e siamo interpellati da Colui che tra poco nascerà in una stalla, da quel rifugiato indifeso. Dietrich Bonhoeffer, pastore luterano ucciso dalla barbarie nazista nel 1945 ci ha lasciato alcune parole che paiono proprio parlarci oggi, 23 dicembre 2018:

“Se vogliamo partecipare all’Avvento ed al Natale non possiamo starcene in disparte, come se fossimo in un teatro, e gioire per tutte le immagini piacevoli, bensì in questi avvenimenti che qui accadono siamo noi stessi ad essere trascinati dentro, in questa trasformazione di ogni cosa; dobbiamo essere attori su questo palco, in cui lo spettatore dell’opera è anche parte della recita; non possiamo chiamarci fuori.”

Amen

Alessandro Serena

(Foto di Marco Butera)

 

 

PREGHIERA

Eterno Iddio e Padre nostro, ti chiediamo che in ogni cosa tu ci renda
forti. Signore , Tu che in Cristo hai costituito la pietra d’inciampo, lo SKANDALON, aiutaci a mantenere la nostra capacità di scandalizzarci di fronte all’ingiustizia, alla sofferenza, alla morte dei più deboli; facci trovare la forza di non accettare l’indifferenza nostra e degli altri, di trovare gioia nel servizio verso i più deboli e gli emarginati, nell’annuncio dell’Evangelo alle persone che ti ignorano. Aiutaci a non conformarci a questo mondo e a vivere la tua grazia che ci trasforma, fiduciosi che non siamo soli . Facci trovare nella chiesa uno stimolo per la nostra immaginazione,
un’emozione che ci scuota dalla nostra pigrizia, una sorgente
di forza per fare quello che tu vuoi. Manda il tuo Spirito in mezzo a noi e armaci della tua
forza e della tua speranza. Concedi a questa comunità
la gioia che è data a coloro che hanno il cuore aperto alla tua
chiamata e al tuo Spirito.
Veniamo a te, Padre, sicuri del tuo amore, non per essere strappati dai
problemi della vita, ma per imparare da te a vivere in un festoso annuncio
dell’Evangelo e in un impegno concreto accanto ai più dimenticati.
Signore, ti chiediamo di far vivere la vita e di far morire la morte. Te lo chiediamo nel nome e per amore di Gesù Cristo, che per questo è venuto fra noi.

Amen