Sinodo 2016: luogo privilegiato di confronto, unità e condivisione.

Si sta tenendo in questi giorni a Torre Pellice il Sinodo annuale della Chiesa Valdese e Metodista. Iniziato domenica 21 agosto, terminerà venerdì 26 . I temi affrontati variano dall’ecumenismo ai fenomeni migratori e all’accoglienza, dalle diverse forme di famiglia alla diaconia, per arrivare alla preparazione del 500. anniversario della Riforma del 2017.

Quest’anno, della nostra chiesa di Verona, sono presenti a seguire i lavori Erica Sfredda e Enrico Parizzi. E’ Enrico che ci riporta il senso e lo spirito profondo che anima il sinodo e chi vi partecipa: ” E’ la consapevolezza di fare parte di una Chiesa con una forte vocazione internazionale. Se i valdesi sono riusciti a sopravvivere a guerre, carestie e persecuzioni, ciò è stato possibile da un lato grazie al senso di essere un “popolo” tenuto insieme dalla fede comune, dall’altro all’apertura verso fratelli e sorelle di altre parti del mondo: in periodi diversi, gli Hussiti, le città libere riformate della Svizzera, della Francia e della Germania, le Fiandre, il mondo anglosassone. Oggi il Sinodo è il luogo privilegiato in cui si possono incontrare fratelli e sorelle appartenenti alle chiese valdesi di tutta Italia, Germania, Svizzera, USA e America latina, nonché delle chiese protestanti con cui siamo in relazione. Fratelli e sorelle che portano tematiche, discussioni, proposte diverse, allargano le nostre prospettive e arricchiscono l’esperienza della testimonianza e dell’annuncio della Parola. Qui si tasta il polso della Chiesa, si decidono le linee guida che verranno seguite nel corso dell’anno attraverso l’azione della Tavola Valdese. È molto importante vivere la fede nella consapevolezza di far parte di un organismo più grande, di una comunità che dà respiro e senso alla nostra fede. Il senso di essere una chiesa presbiteriana è fortemente motivato in 1 Corinzi 12 e struttura in modo essenziale il nostro stare insieme e vivere la fede. (“Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito. Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. … Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui.” 1 Cor, 12,13-14; 26) “. 

Il Sinodo quindi come luogo di unità, condivisione e partecipazione, aperto alle molteplici voci della chiesa ed anche della società. Il culto inaugurale presieduto dal pastore Gianni Genre, ha visto , dalla scelta della musica alle parole del sermone, sottolineare come la fede -analogamente alla musica- possa raggiungere le persone che non è scontato vedere nelle chiese. La sfida delle chiese evangeliche italiane è annunciare le fede a tutti e per farlo devono sopravvivere, aggiornando la loro presenza in una società che ha bisogno di interventi sociali ed assistenziali. Il sermone su Luca 13,10-17 (la donna inferma) ha permesso di evidenziare come la Chiesa ed anche la persona, nel momento in cui sono curvi, in cui  “subiscono il mondo” e temono di non farcela più, corrano un grande pericolo: quello di non vivere in senso pieno, nella gioia dell’Amore.

 Il decano della Facoltà Valdese di Teologia, Prof. Fulvio Ferrario ha riferito come la caratteristica portante della Riforma, a 500 anni dalla sua nascita, è che non ha parole diverse dalle parole cristiane; la Riforma ha voluto essere originale nel senso di riscoprire l’ Evangelo di sempre, nel proprio contesto. La fedeltà alla Riforma significa rifare quello che ha fatto la Riforma: riprendere in mano la Bibbia ed affrontare i problemi attuali, quali: la riforma delle fede personale, l’integrazione e molti altri . Fondamentale è la ricerca di Dio, che è meno lontana dalla nostra sensibilità di quanto crediamo . La chiesa deve accompagnarla e imparare sempre di nuovo a farlo. 

Il messaggio del capo dello stato Sergio Mattarella ha focalizzato come le riflessioni e le idee espresse nel sinodo siano importanti non solo per la chiesa ma per la società intera. Il dialogo ecumenico è espresso nelle parole della lettera di Mons. Parolin, portavoce del papa e segretario di stato vaticano che auspica sempre più intense forme di collaborazione. Il saluto al sinodo da parte del pastore Raffaele Volpe, presidente dell’UCEBI, Unione cristiana evangelica Battista d’Italia, che oltre a ringraziare il Signore per la proficua collaborazione con la nostra chiesa, ha focalizzato il suo intervento sulla multiculturalità: “più che un metodo , uno stile di vita”.

Il noto giornalista Gad Lerner nel corso della serata pubblica ha affrontato il tema dei profughi , dei corridoi umanitari e dell’iniziativa Mediterranean Hope che ha definito “una fiammella profetica”, perché piccola ma che indica la strada che l’ONU ha assunto come priorità : viaggi sicuri, alternativi ai viaggi gestiti dalle organizzazioni criminali. La speranza del giornalista è che si accetti non solo la coerenza del progetto con il diritto italiano ma ci si renda conto che la sindrome da invasione ha portato a ritenere che il diritto internazionale non valga più, diritto che tutela i profughi. Le autorità sono spesso terrorizzate dalla perdita di consenso ed il loro messaggio diviene unicamente : “io sto provando a fermarli”.

In occasione del consueto incontro presinodale è stato affrontato inoltre il dramma della violenza di genere e del femminicidio, dove la vicepresidente della diaconia valdese Victoria Munsey e la pastora Maria Bonafede hanno sottolineato come l’educazione sia fondamentale per scardinare un’ideologia secolare che è stata la base per subordinare le donne all’uomo. Educazione laica a partire dalle scuole; educazione  religiosa, cercando nella Bibbia quanto sottrae le donne alla sopraffazione.

Venerdì 26 i lavori termineranno con le elezioni.