Versetto del mese: settembre 2016

Io ti amo di un amore eterno; perciò ti prolungo la mia bontà. (Geremia 31,3)

Geremia è il modello del profeta sofferente: appassionato, vivace, dolente. Vive pienamente la forza dell’annuncio sorretto dalla Parola. Denuncia, invita alla conversione; in perenne contrasto con gli ascoltatori.

“Sedotto” dal Signore, inizia la sua attività profetica in momenti drammatici: la minaccia babilonese alla fine del VII secolo a.C. è prossima, di lì a pochi anni Gerusalemme sarà conquistata, il popolo di Israele deportato. Geremia avverte la contraddizione di dovere annunciare ad un popolo di cui si sente parte il tradimento di questi nei confronti di Dio. È il rifiuto dell’amore divino da parte di Israele, che si concretizza nell’idolatria, nella menzogna, nell’incirconcisione del cuore: il peccato ha raggiunto tutti ed è -in sostanza – ribellione radicale nei confronti di Dio. Geremia vuole convincere il popolo ad abbandonare il peccato e tornare  al Signore.

L’annuncio profetico non è però solo di accusa e giudizio, è anche annuncio di salvezza: Israele si avvierà infine alla propria dimora di pace, tornerà nella sua terra. Un popolo  minuto, frammentato, debole,  in balia delle superpotenze dell’epoca non è dimenticato da Dio. La salvezza che lo attende è il frutto dell’azione gratuita del Signore, un Dio fedele, che ha nel cuore innanzitutto gli ultimi, i sofferenti.

Ecco che la salvezza annunciata da Geremia si riallaccia a quel filo rosso che si dipana lungo la Scrittura intera: l’economia del povero, degli ultimi, degli emarginati, dei disprezzati, dei reietti, dei secondogeniti. Dall’Antico al Nuovo Testamento. Lo vediamo nel Vangelo di  Luca: il tema degli ultimi e della Misericordia di Dio è fortissimo. La tenerezza di Dio per i bambini, le donne, gli schiavi, i deboli, i peccatori incapaci di salvarsi da soli, i rifiutati, emerge costantemente negli scritti lucani. Ecco che Maria concepirà un figlio per un intervento gratuito di Dio, analogamente alle donne della storia di Israele: Sara, Rebecca, Rachele, Anna, donne sterili, quindi ultime.  Nel Salmo 118 lo troviamo: è il Dio della “Pietra scartata”. Non possiamo avere dubbi: Il Signore sarà sempre dalla parte degli oppressi. Non è un Dio impassibile.  Il suo amore è viscerale, non viene meno. Con le parole di  Geremia lo ricorda nel versetto citato, in Cristo lo rivelerà fino in fondo: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perchè chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16).