Celebrazione del Culto della Riforma.

Domenica 30 ottobre a Verona la Chiesa Valdese e la Chiesa Luterana si sono riunite per un culto condiviso nei locali di via Duomo. Il piccolo storico edificio, di origine medievale, sito nel cuore della città, si è riempito di persone di varia provenienza confessionale. La Chiesa Valdese comprende al suo interno, da circa vent’anni, una significativa presenza di fratelli e sorelle metodisti provenienti dal Ghana. La Chiesa Luterana è composta prevalentemente da persone di origine tedesca, ma è presente al suo interno anche una componente italiana. Inoltre ha partecipato al culto una rappresentanza di persone cattoliche, che rappresentano l’inossidabile, per quanto esiguo, manipolo di irriducibili testimoni del dialogo ecumenico nella città, nonostante le difficoltà del contesto locale. Tra questi era presente anche il delegato della diocesi, don Luca Merlo.

La liturgia è stata presieduta dalla pastora valdese Laura Testa, mentre la predicazione è stata tenuta dal pastore luterano Urs Michalke. Il testo della predicazione, tratto dai capitoli 1 e 3 dell’epistola ai Romani, ci ha permesso di rievocare il significato profondo della Riforma, quel tornare a porre l’accento sulla giustificazione per fede in un momento storico particolarmente difficile e sofferto per tutta la cristianità. E’ stato molto interessante ascoltare, nel sermone, un importante confronto tra la condizione umana del tempo di Lutero e quella del tempo presente. A quell’epoca la “speranza di vita” era minore e la paura della morte spingeva la gente a rincorrere le pratiche anche meno coerenti con la teologia evangelica, pur di assicurarsi la salvezza nella vita futura. Nel tempo presente, al contrario, il progresso tecnologico, lo sviluppo importante della medicina, gli standard di benessere ai quali siamo abituati nella nostra società occidentale sembrano aver dato alle persone un senso di onnipotenza e autosufficienza che poi puntualmente vacilla ad ogni segnale che ci ricorda il limite della nostra condizione umana; motivo per cui la paura è nuovamente al centro delle nostre fragili esistenze, tutte concentrate sulla ricerca del benessere. Una condizione umana che nuovamente ha bisogno dunque di una forte predicazione evangelica e di un affidarsi ai fondamenti della nostra fede, come sono stati così energicamente ribaditi dal riformatore.

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La liturgia è stata vivacizzata da canti di vario tipo, secondo le diverse culture presenti al culto: dal corale luterano alla intonazione del Kyrie, dagli inni metodisti alla vivace animazione musicale e danzante, accompagnata dalle percussioni, al momento della raccolta delle offerte.

 

Nicola Sfredda