“Soli Deo gloria” – Meditazione del culto di domenica 28 maggio 2017

Risplendete come astri nel mondo

LETTURE BIBLICHE: Filippesi 2,2-15
2,2 Rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento. 3 Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, 4 cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri. 5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, 6 il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, 7 ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. 9 Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. 13 è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo. 14 Fate ogni cosa senza mormorii e senza dispute, 15 perché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e perversa, nella quale risplendete come astri nel mondo,

Oggi abbiamo letto un testo importante, uno di quelli che sono considerati una chiave interpretativa per tutto il Nuovo Testamento, perché introduce un tema difficile, ma fondamentale per la nostra esistenza di credenti. Non abbiamo il tempo di approfondirlo, ma permettiamo a questo bellissimo testo di entrare dentro di noi ed aiutarci ad affrontare la nostra assemblea, così come la vita di tutti i giorni.
In esso Paolo ci ricorda che Dio, pur essendo Dio, non ritenne che questo fosse qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente. Vi rendete conto? Dio ha scelto di manifestarsi sulla terra e per fare questo ha rinunciato totalmente alla propria divinità. Un evento unico in tutta la storia delle religioni. Non un semidio, non un dio che sembra un uomo, no: ha scelto di essere totalmente uomo, e non un re, un uomo di potere, ma un uomo potente che sceglie di essere servo, rinunciando a qualsiasi prerogativa, qualsiasi possibilità diversa; e non solo ha scelto di vivere totalmente come un uomo, affrontando anche la morte, ma ha accettato la morte sulla croce, cioè una morte tremenda e infamante. È questo il Dio in cui abbiamo creduto, il Dio che ci ha convocati qui, il Dio che ci dà forza e che dà senso alle nostre esistenze.
Quello di cui dovremmo parlare stamattina è un evento talmente straordinario che davvero mi mancano le parole. E perché? Perché ci è quasi impossibile anche solo immaginare un amore così straordinario. Come fare a seguirlo? Cosa possiamo fare noi uomini e donne, che neppure riusciamo a immaginare un amore così profondo e totalizzante e tanto meno viverlo?
Paolo ce lo suggerisce, ed oggi potremo tenerne conto nella nostra assemblea: dobbiamo inginocchiarci di fronte a questa grandezza, abbandonando la nostra arroganza e la nostra convinzione di avere sempre ragione e di avere capito, noi soli, come le cose debbano funzionare e cosa sia giusto e cosa sbagliato. E poi dobbiamo confessare, cioè testimoniare, che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre, cioè dovremo testimoniare che proprio colui che si è umiliato più di chiunque altro, colui che ha rinunciato a se stesso, è il nostro modello e il nostro Signore, Colui che dà gloria al Padre, Colui che ci fa conoscere il Padre.
E Paolo prosegue affermando che non solo dobbiamo inginocchiarci al solo Signore e testimoniare la fede in lui, ma dobbiamo farlo senza mormorii, cioè senza lamentarci, senza sbuffare, senza aggredirci l’un l’altro, ma con la gioia nel cuore, accogliendo ciò che Dio mette nei nostri cuori. Viviamo in un mondo pieno di egoismo, dolore, violenza, in un mondo che non conosce più neppure la solidarietà, eppure la Parola del Signore brilla forte e chiara e ci incoraggia oggi, domani e per sempre a “risplendere come astri nel mondo”. Cioè rende, noi, proprio noi, portatori di luce, gioia e amore per tutti gli altri. A partire da oggi, durante la nostra assemblea, e domani sul posto di lavoro e dopodomani e per sempre. Amen!

Erica Sfredda