Pervenuti i dati dell’8 X 1000 valdese e metodista del 2013

Il moderatore Bernardini: “Una flessione, ma è il segno di quel pluralismo religioso che abbiamo sempre affermato e difeso”
Supera di poco i 37 milioni di euro la quota dell’otto per mille assegnata alla Tavola valdese per il 2016 e riferita alle dichiarazioni del 2013. La cifra è il frutto di 562.266 firme a favore dell’Ente che rappresenta le chiese valdesi e metodiste italiane.

«E’ un risultato importante – commenta il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese (NdR massimo organo esecutivo delle chiese metodiste e valdesi in Italia, composto da 7 persone elette dal Sinodo) – che conferma la fiducia di centinaia di migliaia di italiani nel sistema di gestione che i valdesi e i metodisti italiani hanno scelto di adottare sin dal 1993: l’intera somma ricevuta viene infatti utilizzata esclusivamente per finanziare progetti educativi, sociali, culturali e di sviluppo in Italia e all’estero. Buona parte di questi progetti sono gestiti da enti e associazioni del tutto indipendenti dalle nostre chiese. Uno dei nostri progetti di punta in cui è impegnata la diaconia valdese – spiega ancora Bernardini – è svolto in collaborazione con la Federazione delle Chiese evangeliche e la Comunità di Sant’Egidio: sono i “corridoi umanitari” con i quali il nostro otto per mille ha cercato di garantire un accesso legale e sicuro a profughi in condizioni di vulnerabilità». (v. evento a lato, martedi 14 giugno a Milano)

Nel 2015 le firme erano state poco più di 600.000 e avevano generato un fondo complessivo di 40 milioni e 285mila euro.

“Registriamo una flessione che ha diverse ragioni – spiega il moderatore Bernardini. – La prima e più evidente è che sono entrati nel sistema di ripartizione dell’Otto per mille nuove confessioni religiose che in passato, talora anche formalmente, invitavano i loro aderenti a firmare per la Chiesa valdese. In secondo luogo papa Francesco ha un’autorevolezza morale e una capacità di dialogo con settori anche ai margini della chiesa cattolica che probabilmente iniziano a dare i loro frutti anche sul piano dell’otto per mille. Nonostante la flessione che ci riguarda, il risultato complessivo ci pare interessante e positivo perché assicura visibilità a un nuovo pluralismo religioso che attraversa l’Italia e che noi valdesi e metodisti abbiamo sempre rivendicato come elemento di democrazia, laicità e di libertà di coscienza”.

(Fonte:  Chiesavaldese.org)

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Versetto del mese di agosto 2016

Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri. (Marco 9,50)

Poche parole, scarne, ma come sempre nel Vangelo di Marco, la sobrietà e la brevità colgono l’essenza.

Poco dopo il culmine del Vangelo di Marco, in cui al capitolo 8 Pietro svela il segreto messianico, rivelando chi sia Gesù: “Tu sei il Cristo”, si apre una sezione in cui Gesù annunzia due volte la sua passione e resurrezione ed in cui rivela qualcosa della sua natura con l’episodio della trasfigurazione.  Abbassamento e innalzamento vanno di pari passo. Gesù non accetta che il titolo di Messia sia confuso con l’immagine di un re vittorioso. Lo dice  chiaramente: dovrà soffrire, essere rifiutato e infine, risorgere. La trasfigurazione inoltre lo rivela come Figlio di Dio.

Ecco che di fronte al mistero più grande di un Dio che in Cristo ci mostra la sua umanità, che nella debolezza è forte, intuiamo qualcosa di Lui. La conseguente domanda è naturale: noi cosa dobbiamo fare?  Il versetto citato risponde infatti alla preoccupazione degli apostoli di avere i primi posti e rispondendo dice: “abbiate sale e siate in pace”. Cristo chiede spirito di sacrificio di fronte al mondo e pace tra i suoi discepoli, forza, testimonianza -il sale non può essere insipido- e amore fraterno.

AS

Versetto del mese di luglio 2016

Il Signore rispose a Mosè: “Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, proclamerò il nome del Signore davanti a te; farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà.” (Esodo  33,19)

Israele ha appena rotto l’alleanza adorando il vitello d’oro. Mosè, “l’amico di Dio”, colui che parla con il Signore faccia faccia, intercede presso Dio per il suo popolo ed il Signore, subitamente…cede. “Il mio volto camminerà con voi e vi darò riposo”, dice il Signore. A Mosè non è sufficiente però: “Mostrami la tua gloria”, chiede ed ecco che Dio replica con il versetto citato: “Io farò passare davanti a te…” ed aggiunge: “…quando passerà la mia gloria, ti coprirò con la mano…” .

Emerge la figura di un Dio dalla dolcezza infinita, che immediatamente perdona il peccato di Israele, Mosè  non deve neanche sprecare troppo fiato e Dio, il Dio fedele, rinnova subito le proprie promesse. Un Dio che ha cura, che di fronte alla richiesta di vedere la sua gloria, cioè la sua reltà intima,  acconsente, prendendosi cura di Mosè, coprendolo per proteggerlo da una visione trascendente. Il Signore che sa essere vicino, che va incontro all’uomo, pronto a perdonare, che si fa conoscere ma che non è conoscibile fino in fondo.  Un Dio nascosto quindi? In parte perchè non possiamo possederlo ma visibile negli effetti della Sua azione, tenerezza, misericordia , che non sono celati.

AS

Il pensiero di Martin Buber

Il pensiero di Buber in “Due tipi di fede”: tratti e criticità.

Il libro di Martin Buber, pubblicato per la prima volta a Zurigo nel 1960 e tradotto in italiano solo nel 1995,  occorre  considerarlo alla luce del pensiero dialogico di Buber.  Se è vero che nella sua opera più significativa “Io e Tu” (1923) esprime il principio dialogico come capacità di stare in relazione con la natura, con gli uomini, ed in particolare con Dio –come si coglie nella relazione tra il popolo di Israele e il Signore espresso nell’alleanza- è vero che in “Due tipi di fede” emerge con forza il dialogo uomo-Dio. Continua a leggere