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“Cristo è risorto! Alleluja!” – Predicazione della domenica di Pasqua

LETTURE BIBLICHE: I Corinzi 1,20-25; Matteo 28,1-8

Dov’è il sapiente? Dov’è lo scriba? Dov’è il contestatore di questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza di questo mondo? Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione. I Giudei infatti chiedono miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poiché la pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini.
(I Corinzi 1,20-25)

1Dopo il sabato, verso l’alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l’altra Maria andarono a vedere il sepolcro. 2 Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e vi sedette sopra. 3 Il suo aspetto era come di folgore e la sua veste bianca come neve. 4 E, per lo spavento che ne ebbero, le guardie tremarono e rimasero come morte. 5 Ma l’angelo si rivolse alle donne e disse: «Voi, non temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso. 6 Egli non è qui, perché è risuscitato come aveva detto; venite a vedere il luogo dove giaceva. 7 E andate presto a dire ai suoi discepoli: “Egli è risuscitato dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, ve l’ho detto».
8 E quelle se ne andarono in fretta dal sepolcro con spavento e grande gioia e corsero ad annunciarlo ai suoi discepoli.
(Matteo 28,1-8)

 

Cari fratelli e sorelle, la predicazione di oggi è la più difficile e la più emozionante dell’anno e si potrebbe riassumere in una sola frase: Cristo è risorto, alleluja!
Non si tratta di raccontare una predicazione o di spiegare un saggio ammonimento, non si tratta neppure del resoconto di un miracolo, per incredibile esso possa apparire, no, si tratta di dire, con tutta la propria forza e il proprio coraggio, che Gesù è risorto! Una predicazione quindi profondamente emozionante, quella di oggi, perché rappresenta il cuore stesso della nostra fede, l’angolo prospettico da cui tutto parte e prende forma, ma anche la predicazione più difficile, più sconvolgente, la più incredibile e quindi la più difficile da affermare.
Gesù è risorto. Amen!
Molti dei nostri conoscenti e colleghi di lavoro, molti dei nostri amici, e forse anche dei nostri cari, fratelli, sorelle, zie o cugini, trova aberrante questa affermazione. Come si può credere oggi, nel 2017 che un uomo, un qualsiasi uomo, sia risorto? Sarebbe più accettabile pensare che Dio sia venuto sulla terra, abbia assunto sembianze umane e poi, dopo tre anni di predicazione sia tornato in cielo. Cioè sarebbe più facile pensare che Dio è dio e gli uomini sono uomini. Punto. Dio vive in cielo, è onnipresente, onnipotente, ma infinitamente altro da noi. Lontano, invisibile e inconoscibile. Molti tra gli atei non escludono totalmente un’ipotesi del genere, cioè in fondo si può anche arrivare a credere con relativa facilità alla presenza di un essere trascendente. Qualcuno lo chiama l’ordine contrapposto al caos, oppure qualcosa di non ben definito che esiste al di là dell’uomo: una energia, una forza primordiale. Perché no? Tanti libri di fantascienza o fantasy ne parlano e senza creare nessuno scandalo, nessuno scompiglio. Purché la presenza di questo essere non entri nelle nostre vite e purché nessuno cerchi di convincerci ad alterare le leggi della fisica. Insomma in molti possono ammettere che forse esiste qualcosa che ci trascende, purché non abbia nulla a che vedere con noi e con la nostra vita reale.
Ma la fede cristiana dice altro, cari fratelli e sorelle, che ci piaccia o che non ci piaccia, che sia opportuno o che non lo sia, che sia proclamabile a voce alta oppure no. Oggi abbiamo battezzato un bimbo, cosa significa per lui e cosa significa per ognuno e ognuna di noi? Molti uomini e donne che si definiscono cristiani in realtà amano il Gesù che ammaestra, la sua saggezza e, in buona fede, si impegnano a seguire i suoi insegnamenti: l’amore, la solidarietà, l’accoglienza reciproca. Ma il messaggio di Gesù è monco se non si accoglie il cuore della sua predicazione, cioè la croce e la resurrezione. Commentando il salmo 22, 15 giorni fa, abbiamo cercato di capire cosa significhi seguire Gesù e quindi accettare anche il senso di abbandono e di angoscia che talvolta questo può significare e ha forse significato per Gesù stesso.
Ma oggi dobbiamo fare un passo avanti: Gesù, uomo fino in fondo, totalmente uomo, è morto. Gesù, uomo fino in fondo, totalmente uomo, è resuscitato.
Sì, Gesù, uomo come ognuno e ognuna di noi è risorto. Ha spezzato le catene della morte ed è resuscitato. Questo ci comunicano tutti i vangeli e poi Paolo e i primi credenti, anche se ognuno a suo modo, e sappiamo che anche allora, come oggi, questa notizia ha portato sgomento, stupore, spavento, ma anche, ed è questo che sarebbe bello potessimo provare anche noi oggi, qui, tutti insieme, grande gioia. Sì, grande gioia, enorme allegrezza, come quella degli angeli che cantavano davanti alla grotta col neonato Gesù. Una grande allegrezza perché oggi osiamo affermare che Gesù, l’uomo Gesù, è risorto dai morti. Ed è questa resurrezione ciò che ci dona la certezza che “Egli è il Signore del cielo e della terra” è questa resurrezione che illumina, di una luce nuova ed intensa, tutta la nostra vita.
Quello che oggi vi chiedo non è di credere alle mie parole, ma di non restare neutrali, di non restare in un silenzio indifferente, di non uscire da questa chiesa uguali a come siete entrati: infatti, cari fratelli e sorelle, quello di oggi è un messaggio che non si deve ascoltare per gentilezza, o per il piacere dello scambio di idee, no, quello di oggi è un messaggio che può e quindi deve essere preso sul serio, un messaggio che può e quindi deve entrare dentro ognuno e ognuna di noi e questo perché è un messaggio che può trasformare la nostra vita da oggi e per sempre. Amen!

Erica Sfredda