Domenica mattina 17 maggio dopo le ore 8,00 su Rai 2 andrà in onda la nuova puntata di Protestantesimo

Sperare contro ogni speranza

L’emergenza dettata dalla pandemia sarà lunga. Ci aspetta un periodo gravido di difficoltà e
incognite che rischiano di allargare fossati e disuguaglianze. Ma può essere anche un’occasione per
ripensare e costruire un mondo più solidale, più attento e rispettoso delle diversità culturali, della
vita, dell’ambiente. Saremo capaci di costruire una società in cui sia possibile trovare luoghi e
persone che ci aiutino quando siamo in difficoltà? E quale contributo possono dare le chiese in
questo difficile cammino di trasformazione

La puntata sarà trasmessa in replica martedì notte 19 maggio alle ore 2,15 e domenica notte 24 maggio alle ore 1,00 sempre su RaiDue e sarà visibile su RaiPlay sulla pagina della trasmissione: https://www.raiplay.it/programmi/protestantesimo/

La Comunità Valdese di Verona, nel giorno in cui ricorda celebrando la concessione dei
diritti civili a Valdesi ed Ebrei con le Regie Lettere Patenti allegate allo Statuto Albertino,
prima Carta Costituzionale italiana, desidera esprimere la propria solidarietà e vicinanza
alla Comunità Ebraica di Verona.

I recenti avvenimenti veronesi, la proposta di intitolare una strada a Giorgio Almirante, i
cori razzisti delle tifoserie calcistiche, i cappelli con la stilizzazione di Hitler, e una
recrudescenza crescente di antisemitismo, ci preoccupano.

Riteniamo che non sia possibile dimenticare i crimini efferati ed atroci avvenuti durante la
Shoah e che la Memoria dell’orrore sia indispensabile affinché resti un monito chiaro
perché tali crimini non si ripetano mai più.

Auspichiamo che nella nostra bella città, come in altre città in Europa e nel mondo, possa
essere istituito un Museo della Memoria o un’istallazione permanente a monito e memoria
perpetua.

Per il Consiglio della Chiesa Valdese di Verona

– Pastora Laura Testa

Culto evangelico della Riforma
Domenica 3 novembre
RAIDUE ore 10,00

In Eurovisione dalla Chiesa valdese di Prali
nelle valli valdesi del Piemonte
a cura della rubrica Protestantesimo

“Solus Christus”
Culto in occasione della domenica della Riforma
protestante presieduto dai pastori valdesi della Valle con la
partecipazione del coro «Eiminal», diretto da Pierpaolo
Massel, e delle corali protestanti della Val Germanasca.
All’organo Malte Dahe.

Per rivedere le puntate visita il sito VIDEO
Protestantesimo su Facebook
Indirizzo mail : protestantesimo@fcei.it; protestantesimo@rai.it

Giovedì 24 Ottobre 2019 verrà presentato il Dossier Statistico Immigrazione 2019 del Centro Studi e Ricerche IDOS di Roma realizzato in partenariato con la rivista Confronti con il sostegno dei fondi dell’8 x mille della Chiesa Valdese.
La presentazione avverrà nella Sala Africa della Fondazione Nigrizia, in Vicolo Pozzo 1 alle ore 10:30.

L’evento promosso a Verona da Cestim in collaborazione con CGIL CISL UIL

Il programma dell’incontro sarà il seguente:
Saluti introduttivi
Raffaello Zordan, Presidente Cestim
Il “Dossier Statistico Immigrazione 2019”
Videosintesi dei dati
Presentazione dei contenuti “Dossier Statistico Immigrazione”
Gloria Albertini, Cestim
Giulio Saturni, One Bridge to Idomeni
Eliana Bombieri, SamarRamé
Conclusioni
Laura Testa, Pastora valdese

Per informazioni: Cestim, tel. 045/8011032, eventi@cestim.it

Per iscriversi e prenotare il Dossier è obbligatorio compilare il modulo cliccando qui.
I Dossier in consegna gratuita sono riservati ai partecipanti alla presentazione fino a esaurimento scorte con precedenza agli iscritti attraverso il presente modulo.

Roma (NEV), 27 settembre 2019 – Dal 29 settembre la chiesa di San Nicolò all’Arena e il tempio valdese di Via Duomo ospitano “Eldorato – Nascita di una nazione”, un progetto di arte contemporanea ideato da Giovanni de Gara (Firenze, 1977) e dedicato al tema delle migrazioni e dell’accoglienza. […] “Non si può essere cristiani – ha detto la pastora valdese Laura Testa – e rifiutare l’altro. Dio mette in discussione le nostre ‘confort zone’ e ci chiede di condividere il poco o il tanto che abbiamo. I teli d’oro di Giovanni de Gara ci ricordano la tradizione di convivenza e comunione tra fratelli e sorelle di diversa nazionalità che si riuniscono qui da vent’anni per pregare insieme. E dichiarano a chiunque passi attraverso questa porta che qui è al sicuro”. Leggi tutto

La chiesa valdese aderisce all’iniziativa ecumenica “La lunga notte delle chiese”.

La Lunga notte delle chiese e’ la prima notte bianca dei luoghi di culto in cui si fondono musica, arte, cultura, in chiave di riflessione e spiritualita’: vengono organizzate diverse iniziative e programmi culturali: musica, visite guidate, mostre, teatro, letture, momenti di riflessione e tanto altro.  E’ un evento ecumenico. Un’occasione per tutti di partecipare ad un evento suggestivo ed eccezionale, di grande coinvolgimento, perchè in questa occasione sarà possibile visitare i luoghi sacri delle nostre città in una veste sicuramente originale. (lunganottedellechiese.com)

All’interno della nostra chiesa di Verona proponiamo a tutte le persone interessate,  una serata a tema dal titolo “Il giudizio di Sonja” : Un momento per conoscersi, per ascoltare assieme le parole di  Fëdor Dostoevsky tratte da “Delitto e castigo” e per confrontarsi con il mistero della colpa e della grazia, al cuore del mistero cristiano e della fede evangelica: la grazia, infatti, raggiunge Rodion, protagonista di Delitto e castigo, tramite Sonja, la più disprezzata e umiliata delle donne – quando egli nemmeno pensava che il perdono potesse esistere e si vantava con lei del proprio delitto.

Testi di Paolo di Tarso, Tommaso da Celano e Fëdor Dostoevsky, letti da Sandra Ceriani e commentati da Lorenzo Gobbi, con gli interventi musicali di Enrico Parizzi, violino barocco e del Coro Ecumenico diretto da Nicola Sfredda.

L’inizio è previsto alle ore 20.30 di venerdì 7 giugno 2019, presso la chiesa evangelica valdese di Verona in Via Duomo-angolo via Pigna. L’ingresso è libero e gratuito.

lunga notte delle chiese 2019 locandina

La Chiesa Valdese di Verona
aderisce alla campagna Posto Occupato. 

La nostra chiesa avrà sempre un posto, contrassegnato con simboli di colore rosso, riservato idealmente alle donne vittima di violenza, per manifestare solidarietà a chi ha subìto un crimine particolarmente odioso e vigliacco. 

Il nostro Signore, risorto, si rivelò innanzitutto alle discepole: donne la cui testimonianza non aveva valore all’epoca, donne in una società patriarcale, donne alla cui voce Gesù affidò la Buona Novella. La voce di chi è vittima di violenza deve essere sostenuta , le voci di tuttedi tutti deve unirsi alla loro.

“Posto Occupato è un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga.”  (Postoccupato.org).

Ulteriori informazioni al link: 

http://postoccupato.org.

Negli ultimi giorni gli organi di stampa hanno riportato una notizia inquietante. Come riferisce anche l’Ansa sul proprio sito in data 8 aprile u.s. , ad una bambina di origine straniera sarebbe stato servito nella mensa di una scuola elementare in provincia di Verona  un pasto ridotto rispetto ai propri compagni: una scatoletta di tonno ed un pacchetto di crackers . La ragione risiederebbe nel fatto che i genitori non risulterebbero  in regola con il pagamento dei buoni pasto. 

La Chiesa Valdese e Metodista di Verona esprime il proprio turbamento e sconcerto di fronte a tale notizia che oltretutto rivelerebbe un episodio  non isolato . 

Riteniamo che la notizia  riferisca un fatto che se confermato sarebbe assolutamente intollerabile. Possiamo solo immaginare cosa potrebbe avere provato quella bimba e quanto peserebbe il ricordo di un’ umiliazione cocente inflitta -teniamolo ben presente- non ad un adulto ma a chi come minore siamo tutti chiamati a tutelare. Diversamente si assisterebbe alla negazione di quei valori che la nostra società e l’Istituzione Scolastica dovrebbero insegnare e rappresentare e che il Cristo ci ha trasmesso.

Siamo donne cristiane che appartengono ad una chiesa evangelica da molti anni impegnata in un percorso di riflessione sul matrimonio, la famiglia, la genitorialità. Siamo chiamate dalla nostra fede ad essere testimoni dell’amore di Dio per ciascuno e ciascuna nella realtà sociale in cui viviamo e per questo vogliamo unirci alle tante voci che si sono levate per ribadire il rispetto dei diritti e delle libertà di tutte le persone e per prendere una posizione critica nei confronti del Congresso Mondiale delle Famiglie (World Family Congress) appena svoltosi a Verona.

Non condividiamo l’idea che la natura abbia assegnato a uomini e donne differenti destini sociali e diverse funzioni psichiche, identificando automaticamente per la donna un ruolo meramente riproduttivo e di cura. Rifiutiamo l’idea che il lavoro delle donne fuori dal contesto casalingo, il divorzio e la possibilità di abortire siano le cause del declino demografico di cui soffrono le società occidentali. Ribadiamo con forza, invece, l’arricchimento che proviene dal riconoscimento dei diritti civili a configurazioni familiari diverse dalla coppia eterosessuale unita in matrimonio.

Ci preoccupano in particolare il carattere ideologico e discriminatorio delle posizioni assunte dai partecipanti, sia uomini che donne, al Congresso Mondiale delle Famiglie, la violenza culturale insita nella mancata accettazione della diversità, il ritenere che esista un solo modello al quale tutti e tutte debbano aderire.

Scorgiamo in questa operazione mediatica il tentativo di imporre con la violenza, non tanto fisica quanto psicologica ed economica, posizioni anacronistiche che aprono scenari di schiavitù e asservimento che speravamo fossero ormai superati. Ci rendiamo conto che il non aver sufficientemente elaborato le responsabilità che alcune ideologie hanno avuto nella storia del nostro paese ha permesso alle stesse di ripresentarsi in modi tanto simili a quelli che i nostri nonni e le nostre nonne hanno combattuto e contro i quali hanno perso la vita. I diritti acquisiti dalle lotte dei nostri padri e delle nostre madri sono di nuovo contestati e messi in discussione da una parte della società che ha paura della diversità, in qualsiasi modo questa si esprima.

Forti dell’esperienza di tutte quelle donne e quegli uomini che, prima di noi, hanno saputo opporsi alla violenza con la forza dell’amore, continueremo la nostra testimonianza dell’amore di Cristo che ci chiama ad accogliere ed amare il prossimo, chiunque esso o essa sia.

Il Consiglio del VII Circuito

della Chiesa valdese – Unione delle chiese valdesi e metodiste in Italia