La Chiesa Valdese di Verona
aderisce alla campagna Posto Occupato. 

La nostra chiesa avrà sempre un posto, contrassegnato con simboli di colore rosso, riservato idealmente alle donne vittima di violenza, per manifestare solidarietà a chi ha subìto un crimine particolarmente odioso e vigliacco. 

Il nostro Signore, risorto, si rivelò innanzitutto alle discepole: donne la cui testimonianza non aveva valore all’epoca, donne in una società patriarcale, donne alla cui voce Gesù affidò la Buona Novella. La voce di chi è vittima di violenza deve essere sostenuta , le voci di tuttedi tutti deve unirsi alla loro.

“Posto Occupato è un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga.”  (Postoccupato.org).

Ulteriori informazioni al link: 

http://postoccupato.org.

Negli ultimi giorni gli organi di stampa hanno riportato una notizia inquietante. Come riferisce anche l’Ansa sul proprio sito in data 8 aprile u.s. , ad una bambina di origine straniera sarebbe stato servito nella mensa di una scuola elementare in provincia di Verona  un pasto ridotto rispetto ai propri compagni: una scatoletta di tonno ed un pacchetto di crackers . La ragione risiederebbe nel fatto che i genitori non risulterebbero  in regola con il pagamento dei buoni pasto. 

La Chiesa Valdese e Metodista di Verona esprime il proprio turbamento e sconcerto di fronte a tale notizia che oltretutto rivelerebbe un episodio  non isolato . 

Riteniamo che la notizia  riferisca un fatto che se confermato sarebbe assolutamente intollerabile. Possiamo solo immaginare cosa potrebbe avere provato quella bimba e quanto peserebbe il ricordo di un’ umiliazione cocente inflitta -teniamolo ben presente- non ad un adulto ma a chi come minore siamo tutti chiamati a tutelare. Diversamente si assisterebbe alla negazione di quei valori che la nostra società e l’Istituzione Scolastica dovrebbero insegnare e rappresentare e che il Cristo ci ha trasmesso.

Siamo donne cristiane che appartengono ad una chiesa evangelica da molti anni impegnata in un percorso di riflessione sul matrimonio, la famiglia, la genitorialità. Siamo chiamate dalla nostra fede ad essere testimoni dell’amore di Dio per ciascuno e ciascuna nella realtà sociale in cui viviamo e per questo vogliamo unirci alle tante voci che si sono levate per ribadire il rispetto dei diritti e delle libertà di tutte le persone e per prendere una posizione critica nei confronti del Congresso Mondiale delle Famiglie (World Family Congress) appena svoltosi a Verona.

Non condividiamo l’idea che la natura abbia assegnato a uomini e donne differenti destini sociali e diverse funzioni psichiche, identificando automaticamente per la donna un ruolo meramente riproduttivo e di cura. Rifiutiamo l’idea che il lavoro delle donne fuori dal contesto casalingo, il divorzio e la possibilità di abortire siano le cause del declino demografico di cui soffrono le società occidentali. Ribadiamo con forza, invece, l’arricchimento che proviene dal riconoscimento dei diritti civili a configurazioni familiari diverse dalla coppia eterosessuale unita in matrimonio.

Ci preoccupano in particolare il carattere ideologico e discriminatorio delle posizioni assunte dai partecipanti, sia uomini che donne, al Congresso Mondiale delle Famiglie, la violenza culturale insita nella mancata accettazione della diversità, il ritenere che esista un solo modello al quale tutti e tutte debbano aderire.

Scorgiamo in questa operazione mediatica il tentativo di imporre con la violenza, non tanto fisica quanto psicologica ed economica, posizioni anacronistiche che aprono scenari di schiavitù e asservimento che speravamo fossero ormai superati. Ci rendiamo conto che il non aver sufficientemente elaborato le responsabilità che alcune ideologie hanno avuto nella storia del nostro paese ha permesso alle stesse di ripresentarsi in modi tanto simili a quelli che i nostri nonni e le nostre nonne hanno combattuto e contro i quali hanno perso la vita. I diritti acquisiti dalle lotte dei nostri padri e delle nostre madri sono di nuovo contestati e messi in discussione da una parte della società che ha paura della diversità, in qualsiasi modo questa si esprima.

Forti dell’esperienza di tutte quelle donne e quegli uomini che, prima di noi, hanno saputo opporsi alla violenza con la forza dell’amore, continueremo la nostra testimonianza dell’amore di Cristo che ci chiama ad accogliere ed amare il prossimo, chiunque esso o essa sia.

Il Consiglio del VII Circuito

della Chiesa valdese – Unione delle chiese valdesi e metodiste in Italia

La chiesa valdese di Verona partecipa alla manifestazione #Passaporti: marcia contro ogni forma di razzismo per una città aperta e solidale.

L’appuntamento per i membri di chiesa ed i simpatizzanti che vogliono partecipare con noi è alle 15 davanti al portone del tempio votivo, in piazzale XXV aprile 8, prospiciente alla stazione ferroviaria di Verona P.N. oppure può raggiungerci direttamente in Piazza Brá.

Saremo presenti con uno striscione inconfondibile: un arcobaleno di colori che accolgono la frase del Levitico, 19,34: “Tratterete lo straniero, che abita fra voi, come chi è nato fra voi.”

Ci pare inoltre più che mai opportuno riprendere le parole del presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), pastore Luca Maria Negro, pronunciate in occasione della presentazione del Manifesto per l’accoglienza approvato dal Consiglio FCEI nell’agosto dello scorso anno: “Da mesi ascoltiamo parole violente e cariche di rancore nei confronti degli immigrati, che nel cuore dell’estate sono state seguite da gesti xenofobi e razzisti verso italiani con la pelle nera, richiedenti asilo, rom. Come cristiani evangelici riteniamo che il limite della tollerabilità di questo linguaggio e di questi atteggiamenti sia stato ampiamente superato e per questo abbiamo deciso di lanciare il messaggio chiaro e forte che noi non ci stiamo”.

Oggi come chiesa valdese di Verona ci saremo per testimoniare questo.

In occasione della ricorrenza del 17 febbraio, la comunità di Verona ha organizzato una visita alle valli valdesi.

Condividiamo di seguito alcune note sulle origini della festa e informazioni logistiche per chi si è iscritto (i posti sono esauriti).

“…Fra tutte le date della propria storia la comunità valdese ha scelto come momento significativo di memoria il 17 febbraio. Si tratta del giorno in cui con Lettere Patenti Carlo Alberto poneva fine nel 1848 a secoli di discriminazione riconoscendo ai suoi sudditi valdesi i diritti civili e politici. L’evento fu segnalato allora con grandi manifestazioni e secondo la prassi del tempo con fuochi (i classici falò). 
La giornata è segnata con attività di vario genere: un servizio religioso, concerti, incontri e serate comunitarie; la sera precedente vi è l’accensione di falò sulle alture.

Negli ultimi anni però questa data è uscita dall’ambito valdese assumendo significato emblematico anche per gli altri evangelici italiani.
Anzitutto per ricordare che la libertà religiosa è la matrice non l’appendice delle libertà civili: prima c’è la coscienza religiosa poi viene la politica, l’economia, il lavoro e il pensiero. 
In secondo luogo per ricordare che la tolleranza è una concessione del Potere, ma la libertà è una conquista della coscienza. Lo Stato può concedere spazi controllati ma il vivere da uomini liberi, non solo di dire e fare liberamente ma di 
essere liberi, è il risultato di una lunga battaglia, mai conclusa.” (Fonte: chiesavaldese.org)

Informazioni utili per i partecipanti: partenza il 16 febbraio 2019 alle ore 8.15 dal parcheggio B dello Stadio; alle ore 8.30 al Tempio Votivo di fronte alla Stazione Porta Nuova ed alle ore 8.45 al casello di Verona Nord. Arrivo a Torre Pellice entro le ore 13 e pranzo al sacco (ci sono tantissimi piccoli ristorantini, bar, negozietti dove poter mangiare). Possibile visita guidata al Tempio, alla Casa Valdese e al Museo di Torre Pellice. Ore 16.30 rientro a Bobbio Pellice all’ albergo. Ore 18 raduno per la Fiaccolata Storica, canti, rievocazione storica, vin brulè e cioccolata calda. Ritorno in albergo e cena. Domenica 17 febbraio partecipazione al Culto insieme alla Chiesa di Bobbio Pellice e condivisione del pranzo tradizionale. Dopo pranzo partenza per rientrare a Verona entro le 20.

Presso il tempio valdese in via Duomo, angolo via Pigna a Verona, il giorno 9 febbraio 2019, con inizio alle 20.30 sarà presentato dell’autore Sergio Manna il testo “L’ascolto che cura, la Parola che guarisce” . L’incontro sarà moderato dalla predicatrice Erica Sfredda.

Frutto di studi di teologia pastorale e soprattutto di riflessioni sulle esperienze maturate sul campo in vent’anni di pratica pastorale in ambito comunitario e clinico, il libro di Sergio Manna propone un approccio pratico ed efficace alla cura e all’assistenza umana e spirituale delle persone che soffrono, di anziani, malati, morenti, dei loro familiari e di quanti a diverso titolo, operano in questo ambito.

L’ingresso è libero.

Il giorno 24 gennaio 2019 si terrà a Milano presso il centro congressi della fondazione Cariplo in via Romagnosi 8, con inizio alle ore 9, il convegno nazionale della diaconia valdese dal titolo “S-CONFINATE IN LIBERTÀ”.

L’evento, con relatori d’eccezione (vedi programma sottoriportato) rappresenta l’opportunità di guardare ai cambiamenti sociali come occasioni di sviluppo alla luce dei diritti fondamentali di libertà di espatrio, ritorno, residenza e spostamento sanciti dalla dichiarazione universale dei diritti umani.

L’iscrizione (disponibile al link riportato nella locandina) è gratuita è disponibile fino ad esaurimento posti.

Nell’ambito dei corsi organizzati dall’università dell’età libera, a cura dell’assessorato alle politiche sociali del comune di Rovereto, si terrà mercoledì 23 gennaio 2019 , dalle 16.30 alle 18.30, in via Cavour angolo via Flaim a Rovereto (TN), l’incontro dal titolo “La fede cristiana evangelica nella storia e nel presente della chiesa valdese”.

Nel corso della presentazione a cura di Alessandro Serena, rappresentante per il Trentino della chiesa valdese, unione delle chiese metodiste e valdesi, saranno presentate le origini ed il presente della chiesa valdese, con particolare riferimento ai temi della fede cristiana evangelica. Un percorso che attraverserà otto secoli di storia: da Valdo di Lione a Lutero e Calvino, per approdare alla chiesa valdese come appare oggi, nei suoi contenuti e nella sua forma.

Di seguito la scheda di presentazione dell’incontro: la-fede-cristiana-evangelica.pdf .

E’ necessaria l’iscrizione -gratuita- da effettuarsi obbligatoriamente nei giorni dal 7 al 10 gennaio 2019, secondo le modalità indicate al link del comune di Rovereto riportato di seguito:

http://www.comune.rovereto.tn.it/Vivi-la-citta/Persona/Calendario-eventi-per-la-persona/Universita-dell-Eta-Libera .

Le chiese metodiste e valdesi si sostengono in modo autonomo senza contributi da parte dello stato, questo perché riteniamo che l’indipendenza da finanziamenti esterni sia condizione per l’esercizio di una reale libertà. Quanto si riceve dai fondi dell’ otto per mille non viene in alcuna maniera impiegato per finalità di culto  quali la costruzione o la manutenzione delle chiese o per il pagamento degli stipendi delle pastore o dei pastori;  il ricavato infatti è impiegato per promuovere progetti sui temi della pace, dello sviluppo, dell’istruzione , dell’informazione e della solidarietà.

Le chiese metodiste e valdesi si  automantengono, secondo  il principio di responsabilità, abbracciato da chi entra a fare parte della chiesa, che impegna tutte e tutti a sostenerla anche economicamente. “Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene,  come sta scritto: ha largheggiato, ha dato ai poveri; la sua giustizia dura in eterno. “(2 Cor 9,7-9)

La chiesa valdese di Verona contribuisce all’autonomia della chiesa tutta, grazie al contributo dei suoi membri, garantendo quindi anch’essa  che i soldi dei contribuenti siano impiegati solo per aiutare  il prossimo. Sostenere economicamente la nostra chiesa risponde di conseguenza non solo a necessità  economiche di pareggio di bilancio ma serve anche a professare concretamente valori che sono sì cristiani ma anche  universali: aiutare gli ultimi, in piena libertà.

Rivolgiamo quindi un appello al sostegno economico, rivolto  alle sorelle, ai fratelli, ai simpatizzanti che professano Cristo ma che riteniamo interessi tutte le persone che si identificano nei valori della  solidarietà e della fratellanza del genere umano.

I versamenti possono essere effettuati sul c/c IBAN: IT80H0200811770000011081581, intestato alla Chiesa Evangelica Valdese di Verona.

Il consiglio ecumenico delle chiese, che rappresenta a livello globale la maggior parte delle chiese cristiane, ha rilasciato il 7 novembre scorso una  Dichiarazione sull’improrogabile sfida della trasformazione economica.

Di seguito il testo del documento:

Dichiarazione sull’improrogabile sfida della trasformazione economica: a 10 anni dalla crisi finanziaria globale

Il comitato esecutivo del Consiglio Ecumenico delle Chiese riunitosi a Uppsala, in Svezia, dal 2 all’8 novembre 2018, evidenzia che quest’anno ricorre il decimo anniversario della crisi finanziaria globale, le cui conseguenze, ancora perduranti, includono: livelli crescenti di disparità di reddito, maggiore concentrazione della ricchezza nelle mani di un gruppo sempre più piccolo di élite economiche, accresciuta precarietà economica per una larga maggioranza della popolazione mondiale, disoccupazione giovanile diffusa, aumento del debito pubblico, instabilità sociale e politica e aumento delle forze politiche populiste in molti contesti a livello mondiale.

Constatiamo che praticamente nessuno dei protagonisti decisivi nelle pratiche che hanno generato la crisi sono stati ritenuti responsabili del danno globale generato, che il tempismo politico all’indomani della crisi nell’operare riforme sistemiche delle politiche e delle pratiche economiche è ampiamente mancato, e che le pochissime misure normative messe in atto dopo la crisi sono state poi ricondotte alla situazione precedente.
La spregiudicata avidità di pochi irresponsabili continua a creare rischi che minacciano il futuro di molti, e le condizioni per un’altra crisi finanziaria ed economica globale, di dimensioni ancora maggiori, stanno insorgendo velocemente.
Sottolineiamo inoltre, che oggi molti governi stanno rientrando in una crisi debitoria e faticano per finanziare gli obiettivi di sviluppo sostenibile; ciò è dovuto in parte alla corruzione, all’evasione delle imposte da parte delle imprese, alle agevolazioni fiscali e al restringimento della basi imponibili.
Rimarchiamo inoltre che l’urgente sfida dei cambiamenti climatici esige un sistema finanziario ed economico globale che applichi nuovi indicatori economici (diversi dal prodotto interno lordo incentrato sulla crescita) che tengano conto degli impatti sociali ed ecologici, che privilegino gli investimenti nella sostenibilità ecologica; un sistema che riduca la dipendenza dal debito in modo da liberare risorse per il rinnovamento sociale ed ecologico. Questa sfida è stata drammaticamente sottolineata di recente da una relazione speciale del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) delle Nazioni Unite sugli impatti del riscaldamento globale di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, la quale documenta che evitare impatti catastrofici dei cambiamenti climatici richiederà la trasformazione del l’economia mondiale a una velocità e portata senza precedenti.
Il comitato esecutivo del CEC pertanto:
Rinnova il proprio ripetuto appello a una nuova architettura finanziaria ed economica internazionale; verso un’economia della vita che colleghi la finanza all’economia reale, che tenga conto degli impatti sociali ed ecologici e ponga limiti efficaci all’avidità.

Chiede una regolamentazione efficace e una vera rendicontazione per quei soggetti ed istituti- comprese le società transnazionali e le istituzioni finanziarie considerate “troppo grandi per fallire” – la cui avidità e le cui pratiche corrotte hanno creato e continuano a creare rischi di dilaganti e disastrose crisi ed instabilità economica e di privare le nazioni delle risorse necessarie per uno sviluppo equo e sostenibile.

Incoraggia gli sforzi del CEC, della Comunione Mondiale delle Chiese Riformate (WCRC), del Consiglio per la Missione Mondiale (CWM) e della Federazione Luterana Mondiale (LWF) per una Nuova Architettura Finanziaria ed Economica Internazionale (NIFEA), e di tutte le chiese e dei partner ecumenici e interreligiosi che operano in questa direzione.

Conferma il lavoro del gruppo ecumenico su NIFEA e la Scuola Ecumenica su “Amministrazione, Economia e Gestione a favore di un’Economia della Vita allo scopo di creare cultura e competenze economiche all’interno delle chiese dotando i partecipanti di strumenti e linguaggio atti a promuovere efficacemente le stringenti e necessarie trasformazioni nel settore finanziario ed economico globale.

Domanda al CEC di collaborare con i vari interlocutori ecumenici ed altri nella convocazione di concertazioni più ampie per la trasformazione economica e finanziaria – coinvolgendo le diverse categorie di competenze rappresentate all’interno delle chiese – anche nei settori della (1) tassazione come strumento per promuovere la ridistribuzione, la responsabilità e la sostenibilità; (2) regolazione e democratizzazione della finanza; e (3) economia post-crescita.