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Una foto del lago di Tiberiade. Un prato verde in primo piano, poi l'estensione del lago ed in lontananza l'altra riva.
La Parola, Sermoni

Sul lago di Genesaret – Predicazione di Domenica 9 Febbraio 2025

Luca 5:1-11


1 Mentre egli stava in piedi sulla riva del lago di Gennesaret e la folla si stringeva intorno a lui per udire la parola di Dio, 2 Gesù vide due barche ferme a riva: da esse i pescatori erano smontati e lavavano le reti. 3 Montato su una di quelle barche, che era di Simone, lo pregò di scostarsi un poco da terra; poi, sedutosi sulla barca, insegnava alla folla.
4 Come ebbe terminato di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo, e gettate le reti per pescare». 5 Simone gli rispose: «Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti». 6 E, fatto così, presero una tal quantità di pesci, che le reti si rompevano. 7 Allora fecero segno ai loro compagni dell’altra barca, di venire ad aiutarli. Quelli vennero e riempirono tutt’e due le barche, tanto che affondavano. 8 Simon Pietro, veduto ciò, si gettò ai piedi di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». 9 Perché spavento aveva colto lui, e tutti quelli che erano con lui, per la quantità di pesci che avevano presi, 10 e così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Allora Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». 11 Ed essi, tratte le barche a terra, lasciarono ogni cosa e lo seguirono.

La predicazione è disponibile in formato audio qui sotto in italiano ed in inglese

Immagine di dozemode tramite Pixabay

11/02/2025/da Gabriele Svelto
https://valdesiverona.it/wp-content/uploads/2025/02/sea-4026566_1280.jpg 905 1280 Gabriele Svelto https://valdesiverona.it/wp-content/uploads/2016/07/logo-300x72.jpg Gabriele Svelto2025-02-11 12:53:532026-05-07 12:23:43Sul lago di Genesaret – Predicazione di Domenica 9 Febbraio 2025
La Parola, Sermoni

Culto della riforma – Predicazione di Domenica 31 Ottobre 2021

Romani 3:21-28

21 Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti: 22 vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono – infatti non c’è distinzione: 23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio – 24 ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. 25 Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, 26 al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù.
27 Dov’è dunque il vanto? Esso è escluso. Per quale legge? Delle opere? No, ma per la legge della fede; 28 poiché riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge.

Predicazione

Care sorelle e cari fratelli,

Giustificati mediante la fede senza le opere! Cosa significa esattamente? Cosa significa essere giusti davanti a Dio? GIUSTI davanti a Dio, chi può esserlo? E … se si può esserlo, come? Soprattutto: che significato ha nella nostra vita di ogni giorno, essere giusti. Il brano di Paolo è celeberrimo sia per tutta la cristianità in generale che per noi protestanti in particolare. Questi versetti diverranno un caposaldo della Riforma di Lutero: la salvezza per grazia attraverso la fede. Vediamo di comprendere:

  • cosa intendeva dire Paolo ai suoi contemporanei della città di Roma
  • cosa ha inteso leggervi Lutero
  • qual è il messaggio eterno, che parla ad ognuno di noi, oggi, qui e per sempre.

Cosa intendeva dire Paolo ai suoi contemporanei della città di Roma

Paolo scrive ad una comunità che non conosce personalmente, che non ha fondato; vorrebbe visitarla ed invia loro quella lettera che costituirà una vera summa per il pensiero cristiano, la lettera ai Romani appunto. Intende presentare il proprio pensiero, il Vangelo che ha ricevuto e come lo ha inteso. La comunità di Roma è composta in prevalenza da giudeo-cristiani, provengono dalla fede ebraica, non dal paganesimo, conoscono quindi molto bene i testi sacri ed anche le idee che animano il mondo giudaico, in Palestina e fuori. Uno dei problemi maggiormente sentiti è proprio quello della salvezza. Chi si salverà? Pochi, molto pochi. L’idea, in particolare della corrente farisaica, da cui Paolo proveniva era che la salvezza fosse “affare di pochi”. I meriti, le opere era indispensabili, una giustizia quella di Dio paragonabile a quella di un tribunale, severo, che pone sulla bilancia quanto si è o meno fatto, un esiguo numero di persone poteva salvarsi.

A fronte di questo qual è il messaggio di Paolo? Qual è il messaggio del cristianesimo? Nel Vangelo di Marco è detto che “il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti” . Perché molti? Perché non tutti? Cristo è venuto per la salvezza dei molti , non tutti, non per esclusione ma perché se pochi sono quelli che si salvano, “i molti” sono i peccatori. Il movimento cristiano si concentra sui molti che non si salvano, perché non offrire la salvezza sarebbe in contraddizione con la misericordia di Dio. Questo quindi è quanto il cristianesimo primitivo annuncia: NON E’ VERO CHE quando viene il giudizio pochi si salvano e molti no. NON E’ VERO CHE DIPENDE DA QUANTO FAI, DALLE TUE FORZE. E’ VERO CHE DIPENDE DALLA GRAZIA DI DIO, DALLA SUA MISERICORDIA. Pensiamo alla Parabola dei lavoratori nella vigna di Matteo: la salvezza è per chi ha lavorato tutto il giorno ma anche per chi ha lavorato meno: Dio è misericordioso , che ti importa se ha lavorato meno ore? Per i cristiani il focus è sull’aiuto gratuito di Dio. Questo dice Paolo nella lettura di oggi dalla lettera ai Romani: “L’uomo è giustificato mediante la fede, senza le opere della legge” A noi quindi, noi, qui, oggi viene annunciato da Paolo che quell’eredità è nostra. La giustificazione è trasformazione, è divenire una nuova creatura, è partecipare ad un’altra essenza, ad un’altra potenza. Rivolgendosi ad un malato prima lo si deve guarire: dargli le gambe, poi può camminare, se non ha le gambe non può . Il Signore PRIMA ci guarisce, ci trasforma, ci dà il suo perdono e POI noi possiamo attingere a questa immensa risorsa per spendere una vita che è piena della SUA grazia, della SUA forza, del SUO amore, come lui ci ha insegnato: AMANDO, perché siamo stati amati per primi.

E la fede ? E’ fiducia in Dio. Abbiamo letto che “è stata manifestata la giustizia di Dio…mediante la fede in Gesù Cristo”. E’ Gesù che realizza tutto questo, permettendoci di confidare in Lui piuttosto che in noi stessi. Mediante Cristo il Signore ristabilisce la sua misericordiosa sovranità, ovvero un ri-orientamento di ciò che crediamo, un ri-orientamento dell’essenza intima del nostro essere, un ri-orientamento del nostro atteggiamento verso noi stessi e verso gli altri, una ri-forma.

Cosa ha inteso leggervi Lutero

La Riforma prenderà molto seriamente il messaggio di Cristo in Paolo. Per Lutero Romani è “L’Evangelo più puro”. In un mondo ancora medioevale, pervaso dal terrore della dannazione, del castigo eterno, dove spesso la propria incapacità di essere perfetti getta nella disperazione le persone, sorge come un’alba il messaggio di Lutero: la giustizia di Dio non è quella che appartiene a Dio come sua caratteristica, lo è certo, giusto, ma in questo caso Lutero intende la giustizia di Dio in quanto è quella che PROVIENE da Dio, che DIO CI DONA, rendendoci giusti. Cosa vuol dire che Dio ci dona questa giustizia? Lutero utilizza un linguaggio giuridico: intende spiegare che la POTENZA della Grazia risiede COMPLETAMENTE, TOTALMENTE nel fatto che è Dio che pronuncia la parola di assoluzione. La giustizia viene quindi attribuita , l’imputato è dichiarato giusto dal giudice, anche se magari non lo è in realtà. TUTTO il peso dell’evento sta nella parola pronunciata non nell’imputato, per sottolineare che è un radicale dono. Il Riformatore annuncia che Dio è libero e che la sua grazia è INCONDIZIONATA, senza se e senza ma, diremmo oggi. Ecco cosa è la salvezza per grazia mediante la fede, nonostante i nostri sbagli, i nostri errori , la nostra miseria c’è una misericordia che ci cerca, che ci viene vicino, che ci salva, INDIPENDENTEMENTE dal mio operato , perché fin quando ci sono di mezzo io, sono rovinato. Ecco il capovolgimento che Martin Lutero ha introdotto ( e naturalmente prima di lui Paolo) : rimettere al centro l’azione liberante di Cristo: la fede è frutto della libertà che ci libera dal dover essere, dal dover fare, perché siamo giusti in quanto giustificati.

Qual è il messaggio eterno, che parla ad ognuno di noi, oggi, qui e per sempre

Tutto bene quindi? Possiamo fare quello che vogliamo, tanto siamo salvi? Era l’accusa rivolta ai primi protestanti, “Quelli ? Non hanno bisogno di fare del bene, anzi, ritengono di potersi comportare nei modi peggiori … non temono la giustizia di Dio!”. Intendiamoci, accusa non priva di un fondo di verità, per certi aspetti: Dietrich Bonhoeffer, Pastore luterano, impiccato dai nazisti nel 1945 in un campo di concentramento per la sua fattiva opposizione al nazismo, avrebbe parlato 400 anni più tardi di “Grazia a buon mercato”, quella di chi ritiene che il perdono non abbia implicazioni nella nostra vita. Potremmo anche dire che se la grazia è costata cara, la croce di Cristo, non possiamo

pensare che la fede non cambi nulla, non si è perdonati inutilmente! Il perdono, per sua natura, fruttifica. Le opere verranno come gratitudine del cristiano per la salvezza raggiunta, non come condizione per ottenere questa salvezza: esse sono l’espressione e non la condizione della salvezza.

Su una cosa però i detrattori della Riforma avevano ragione al 100%: NON ABBIAMO PAURA. Non temiamo un Dio giudice lontano, abbiamo FIDUCIA nelle promesse divine, in un Dio che è amore e misericordia che ci cerca, che ci salva, che nel farlo ci rende suoi strumenti. Non temiamo nemmeno la nostra debolezza. Sempre l’apostolo Paolo lo dice nella seconda lettera ai Corinzi: “Ti basta la mia grazia, la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza” ed ancora dice Paolo, “… quando sono debole, è allora che sono forte”. Lo scrive Paolo, che non è stato guarito dalla sua malattia, dalla sapienza nella carne che lo tormenta, che ha subito lapidazioni, processi, prigionia. Quando sono debole è allora che sono forte. Non avere paura, forza nella debolezza, in sostanza significa essere liberi dall’affanno del dover fare, del dover dimostrare. Dimostrare a chi? Sapete qual è la vera condanna della legge? La vera condanna della legge è quella della legge che RITENGO DI DOVER RISPETTARE per dimostrare qualcosa agli altri, alla società, o a me stesso. Poi arriva Qualcuno, con la Q maiuscola che dice : “Guarda così non ottieni nulla, perché allora hai già la tua ricompensa” e ci spiazza, sbaraglia queste finte sicurezze. Kurt Marti , pastore e poeta svizzero parla di ” Un mondo che si scardina per troppa efficienza”, che è una immagine efficace della nostra realtà e che magari siamo tentati di trasporre nella nostra relazione con Dio. Come raggiungo un obiettivo lavorativo, sociale, sportivo, allo stesso modo penso di raggiungere la salvezza; poi arriva ancora Qualcuno, quello di prima che ci dice: “non hai capito, il mio perdono non è una tua conquista, non è subordinato alle tue azioni o a quello che tu ritieni giusto”. Noi in un mondo che misura tutto sull’efficienza, non abbiamo quest’ansia, non dobbiamo conquistare il cielo. Allora cosa dobbiamo fare? Rivolgiamoci a Dio, con … fede, con …fiducia. A Dio, ma come? Abbandonati ai nostri pensieri? Soli davanti alla nostra coscienza? Soli…mai lo siamo , perché la coscienza non è una scatola vuota dove si agitano i nostri pensieri ma è lo spazio in cui DIO AGISCE. Lutero , nel 1521, convocato di fronte la dieta imperiale di Worms ebbe a dire: ” sono vinto dalla mia coscienza e prigioniero della Parola di Dio (…) perciò, non posso né voglio ritrattarmi, poiché non è sicuro né salutare fare alcunché contro la coscienza. Dio mi aiuti (…) non posso altrimenti!».

Lasciare agire Dio nel nostro spazio, lasciarci amare attraverso il suo perdono e la sua misericordia, essere strumenti. Un violino, se è tale, in mano ad un Maestro non può non suonare la sua melodia, deve solo lasciare scorrere l’archetto , lasciare agire le sapienti dita del musicista e l’aria intorno non sarà più la stessa.

Ecco, il migliore augurio che possiamo farci in occasione della Festa della Riforma è essere strumenti, una preghiera che possiamo rivolgere al Signore: rendici docili strumenti nelle tue sapienti mani Signore, te lo chiediamo nel nome di Gesù Cristo, nostro Signore.

Amen.

Alessandro Serena

31/10/2021/da Gabriele Svelto
https://valdesiverona.it/wp-content/uploads/2021/10/Luther95theses.jpg 833 1480 Gabriele Svelto https://valdesiverona.it/wp-content/uploads/2016/07/logo-300x72.jpg Gabriele Svelto2021-10-31 16:31:062021-11-02 08:28:49Culto della riforma – Predicazione di Domenica 31 Ottobre 2021
La Parola, Sermoni

L’importanza della parola – Predicazione di Domenica 12 Settembre 2021

La predicazione è disponibile in formato audio qui sotto:

Genesi 9:9-17

1 Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che ne subiremo un più severo giudizio, 2 poiché manchiamo tutti in molte cose. Se uno non sbaglia nel parlare è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. 3 Se mettiamo il freno in bocca ai cavalli perché ci ubbidiscano, noi possiamo guidare anche tutto il loro corpo. 4 Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e siano spinte da venti impetuosi, sono guidate da un piccolo timone, dovunque vuole il timoniere. 5 Così anche la lingua è un piccolo membro, eppure si vanta di grandi cose. Osservate: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! 6 Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell’iniquità. Posta com’è fra le nostre membra, contamina tutto il corpo e, infiammata dalla geenna, dà fuoco al ciclo della vita. 7 Ogni specie di bestie, uccelli, rettili e animali marini si può domare, ed è stata domata dalla razza umana; 8 ma la lingua, nessun uomo la può domare; è un male continuo, è piena di veleno mortale. 9 Con essa benediciamo il Signore e Padre; e con essa malediciamo gli uomini che sono fatti a somiglianza di Dio. 10 Dalla medesima bocca escono benedizioni e maledizioni. Fratelli miei, non dev’essere così. 11 La sorgente getta forse dalla medesima apertura il dolce e l’amaro? 12 Può forse, fratelli miei, un fico produrre olive, o una vite fichi? Neppure una sorgente salata può dare acqua dolce.

Immagined di Godsgirl_madi tramite Pixabay

21/09/2021/da Gabriele Svelto
https://valdesiverona.it/wp-content/uploads/2021/09/holding-hands-752878_1920.jpg 1098 1920 Gabriele Svelto https://valdesiverona.it/wp-content/uploads/2016/07/logo-300x72.jpg Gabriele Svelto2021-09-21 23:32:492021-09-21 23:32:52L’importanza della parola – Predicazione di Domenica 12 Settembre 2021
La Parola, Sermoni

La conoscenza vince la paura – Culto di domenica 7 giugno 2020

Anche questa domenica condividiamo il nostro breve culto evangelico curato del predicatore locale Alessandro Serena. Buon ascolto.

Immagine di 272447 tramite Pixabay

07/06/2020/da Gabriele Svelto
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Culto di Pentecoste 2020 delle chiese metodiste e valdesi del VII° circuito

31/05/2020/da Gabriele Svelto
https://valdesiverona.it/wp-content/uploads/2020/05/logo.png 1080 1920 Gabriele Svelto https://valdesiverona.it/wp-content/uploads/2016/07/logo-300x72.jpg Gabriele Svelto2020-05-31 09:45:162020-05-31 09:45:21Culto di Pentecoste 2020 delle chiese metodiste e valdesi del VII° circuito
La Parola, Sermoni

L’attesa dello Spirito – Culto di domenica 24 maggio 2020

Anche questa domenica condividiamo il nostro breve culto evangelico curato dalla pastora Laura Testa. Buon ascolto.

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Immagine di Jill Wellington tramite Pixabay

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La quiete dopo la tempesta – Culto di domenica 17 maggio 2020

Anche questa domenica condividiamo il nostro breve culto evangelico con la predicazione del predicatore locale Ruggero Mica e preghiere a cura della pastora Laura Testa. Buon ascolto.

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La presenza del Signore – Culto di domenica 10 maggio 2020

Anche questa domenica condividiamo il nostro breve culto evangelico con la predicazione del predicatore locale Alessandro Serena e preghiere a cura della pastora Laura Testa. Buon ascolto.

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La cura amorevole – Culto di domenica 3 maggio 2020

Anche questa domenica condividiamo il nostro breve culto evangelico a cura della pastora Laura Testa. Buon ascolto.

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03/05/2020/da Gabriele Svelto
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La via verso una nuova vita – Culto di domenica 26 aprile 2020

Anche questa domenica condividiamo il nostro breve culto evangelico a cura della pastora Laura Testa. Buon ascolto.

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26/04/2020/da Gabriele Svelto
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