LETTURA BIBLICA

1Nel principio Dio creò i cieli e la terra. 2 La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. 3Dio disse: «Sia luce!» E luce fu.

Genesi 1:1-3

12Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e una di queste si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti per andare in cerca di quella smarrita? 13E se gli riesce di ritrovarla, in verità vi dico che egli si rallegra più per questa che per le novantanove che non si erano smarrite. 14Così il Padre vostro che è nei cieli vuole che neppure uno di questi piccoli perisca.

Matteo 18:12-14

26Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra la vostra ira 27e non fate posto al diavolo. 28Chi rubava non rubi più, ma si affatichi piuttosto a lavorare onestamente con le proprie mani, affinché abbia qualcosa da dare a colui che è nel bisogno. 29Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l’ascolta. 30Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione. 31Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria! 32Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo.

Efesini 4:26-32

SERMONE

Carissimi frateli e sorelle,

L’incontro con Cristo è l’inizio di una vita nuova in cui ci sembra che tutta la realtà sia improvvisamente rinnovata. Noi siamo ancora noi, ma tutto è differente; adesso abbiamo un compagno di vita nuova che non ci abbandona mai più: il Signore Gesù è il nostro amico e compagno.

La nostra esistenza stessa è rinnovata dall’opera dello Spirito Santo, dal Vento di Dio che ci dà la vita.

Similmente a ciò che avviene nel principio per il creato intero, la terra era informe e vuota e lo Spirito di Dio illumina l’esistente e permette la bellezza, la distinzione degli elementi, la descrizione, il dialogo, l’osservazione, la scienza e il bene, così è anche degli esseri umani.

Lo Spirito di Dio ci illumina, mette in luce le peculiarità e le specificità che ci contraddistinguono, ma soprattutto ci permette di vederli, di descriverli, di migliorarci in un percorso di santificazione continua, un lavoro personale e comunitario che apre al dialogo e alla comunione.

Lo Spirito Santo quindi ci “risorge” già in vita, permettendoci un cambiamento reale, già qui ed ora.

Lo Spirito Santo è prima di tutto uno Spirito di parola, esso ci autorizza a dire a dialogare, a testimoniare, a pregare, ma anche a dire in maniera differente: la storia della nostra vita ora non è più una narrazione personale e basta, ma è anche una narrazione dialogica e comunitaria. Io non sono più il centro del mondo, ma la mia luce è il Signore. IL dono dello Spirito è quindi il cambiamento personale, che ci permette di non vivere più nel male, nella cattiveria, nella falsità, ma ci permette la libertà, nel lavoro onesto, nell’edificazione, nella fiducia, nella gioia e nella misericordia empatica e compassionevole della comunione fraterna.

IL dono dello Spirito è quindi anche la nascita della vita comunitaria, la nascita della chiesa: il peccato è coperto, l’abisso è superato, puoi guardare avanti, puoi camminare.

Si apre davanti a te l’orizzonte della libertà. In questo nuovo cammino disponi dei mezzi che il Signore ti mette a disposizione per grazia: una compagnia con la quale camminare, una mappa del terreno che stai attraversando, una destinazione ultima che ti assicura che la tua fativca non è vana. La compagnia è la Chiesa appunto, la mappa è il comandamento, la destinazione è il Regno di Dio anticipato già qui ed ora nella preghiera.

La Chiesa è quindi prima di tutto il luogo della presenza attuale di Gesù e i credenti abitano la Chiesa come parte del corpo di Cristo in cui loro sono adesso inseriti.

Questo è forse il motivo profondo per cui il “buon pastore” della parabola si comporta come uno sconsiderato: chi mai infatti lascerebbe da sole 99 pecore per andarne a recuperare una sola? Questo pastore è come minimo un folle! Oppure è un grande credente! Se tutti siamo parte del corpo di Cristo, anche quell’unica pecora è legata a Cristo come me, Egli non la lascia sola, così come non lascia solo nessuno di noi, neppure se ci perdiamo, neppure se cadiamo nel peccato o se abbiamo dei momenti difficili. L’attenzione per il singolo del buon pastore non è infatti dimenticanza del gregge, bensì amore profondo e personale per ognuna delle sue pecore, anche di me e di te, di noi tutti.

Il Signore non si cura del denaro, non si cura dei talenti, non si cura del grado d’istruzione o della nazionalità, ma il Signore si cura di te!

Una bravissima predicatrice metodista, figlia di un amato pastore qui in italia, una volta mi fece riflettere su questa parabola chiedendosi come mai quella pecora si fosse potuta perdere: le altre pecore.. dove erano quando ha sbagliato strada? Dove erano le altre pecore quando è caduta nel burrone o è entrata nel bosco? O forse loro correvano troppo veloce e l’hanno lasciata indietro? Perché le altre pecore non l’hanno affiancata e sono rimaste vicino a lei? E soprattutto, perché non hanno chiamato il pastore per accorrere subito?

Sono domande importanti per la Chiesa queste, perché come credenti e discepoli di Cristo anche noi siamo chiamati a prenderci cura gli uni degli altri: la Chiesa non è il luogo dove si improvvisa, ma dove ci si prende cura degli altri.

Prendersi cura anche di chi è più lento, di chi non sta al passo con i tempi, di chi arranca o ha una visione differente dalla nostra è vivere nel dono dello Spirito.

Questa dimensione della chiesa significa vivere in modo da edificare gli altri in una costruzione di autenticità, in cui si possano condividere i vissuti più diversi mai nel giudizio, bensì nella misericordia e nella comunione reciproca.

Care sorelle e fratelli che lo Spirito del Vivente soffi potente sulla nostra Chiesa e ci colmi dei suoi doni affinchè lo possiamo seguire nell’umiltà e nella gioia.

Amen

– Pastora Laura Testa

Immagine di Myriam Zilles via Pixabay